Concetti Chiave
- Gli ominidi hanno utilizzato strumenti fin dall'antichità, con il bastone per scavi probabilmente tra i primi, usato per raccogliere risorse alimentari.
- Strumenti litici risalenti a circa 2,5 milioni di anni fa sono stati trovati in Etiopia, ma non ci sono prove che gli australopiteci li producessero intenzionalmente.
- La pietra è un materiale più durevole del legno, rendendo difficile trovare prove degli strumenti di legno utilizzati dagli ominidi.
- La frantumazione della pietra richiede abilità, esperienza e comprensione delle proprietà fisiche dei materiali, evidenziando la complessità del processo.
- Gli australopiteci avevano una percezione di causa/effetto, necessaria per ottenere margini taglienti attraverso colpi mirati su altre pietre.
L'uso degli strumenti dagli ominidi
Durante tutta la loro storia evolutiva, gli ominidi hanno sempre utilizzato degli strumenti, di cui, però, si è persa traccia, almeno nella maggior parte dei casi Lo strumento più antico deve essere stato il bastone per fare degli scavi: probabilmente si trattava di un ramo appuntiti più o meno lungo che ancora oggi ai Boscimani e agli Aborigeni australiani permette di raggiungere alcune risorse alimentari, come tuberi, radici, insetti o piccoli mammiferi nascosti sotto terra. Senz’altro almeno per due milioni di anni, gli australopiteci (cioè gli antenati del genere “Homo” a cui apparteniamo) si sono aiutati di strumenti di questo tipo. Purtroppo, il legno è molto facilmente deperibile e prime di poter essere sottoposto al fenomeno della fossilizzazione, viene attaccato dagli agenti atmosferici. La stessa cosa non si può dire per la pietra.
La scoperta degli strumenti litici
Molto probabilmente, come succede tutt’ora per molti animali, gli australopiteci devono aver fatto un uso molto ampio di strumenti di pietra per spaccare, triturare o schiacciare materiali duri. Nei corsi d’acqua, gli studiosi hanno rinvenuto dei ciottoli fratturati con un bordo più tagliente in modo tale da poter incidere materiali come la pelle. Tuttavia, non abbiamo alcuna prova che gli australopiteci siano astati in grado di costruire intenzionalmente degli strumenti di pietra secondo forme predeterminate ad una certa funzione. Infatti nei vari luoghi in cui sono stati rinvenuti resti degli australopiteci, mancano del tutto utensili scheggiati ad arte. D’altra parte, i più antichi strumenti di pietra o litici (che sono quelli risalenti a circa 2,5 milioni di anni fa, ritrovati in Etiopia) non hanno accanto i fossili degli ominidi che avrebbero potuto produrli. Pertanto, gli studiosi non sapranno mai chi abbia iniziato il ciclo produttivo della tecnologia basata sulla pietra che sta all’origine del controllo dell’ambiente da parte dell’uomo e che lo caratterizza rispetto agli altri animali.
La complessità della scheggiatura della pietra
Tuttavia, anche se gli australopiteci non erano in grado di produrre degli strumenti, dovevano senz’altro avere una grande familiarità con la pietra per procedere alla frantumazione. In altre parole, nell’australopiteco esisteva una percezione di causa/effetto che lo portava a prendere un sasso per colpire volutamente un altro per ottenere un margine tagliente. Si tratta di un’operazione, solo apparentemente assai semplice. Infatti è necessaria molta pratica per ottenere i risultati voluti dato che l’esito del colpo non può essere facilmente previsto. La pietra viene spezzata dall’onda d’urto che si propaga all’interno a partire dal punto di percussione per uscire dalla parte opposta: è un’operazione complessa anche perché viene condizionata da tante variabili. Sappiamo le pietre hanno qualità diverse e non tutte possono essere fratturate nello stesso modo: quelle friabili o troppo cristalline non si prestano alla scheggiatura perché si frantumano. Incide anche la forza del colpo. Inoltre nella mente deve essere prefigurata la forma che vogliamo ricavare dalla pietra, come se l’avessimo disegnata nella nostra mente. In sintesi, si tratta di tutta una serie di elementi e di passaggi che l’uomo preistorico era probabilmente in grado di gestire.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il primo strumento utilizzato dagli ominidi?
- Qual è la differenza tra strumenti di legno e strumenti di pietra?
- Gli australopiteci erano in grado di costruire strumenti di pietra?
- Quali abilità possedevano gli australopiteci riguardo alla frantumazione della pietra?
- Quali fattori influenzano la scheggiatura della pietra?
Il primo strumento utilizzato dagli ominidi è probabilmente stato un bastone appuntito per fare scavi, utilizzato per raggiungere risorse alimentari come tuberi e insetti, come ancora oggi fanno i Boscimani e gli Aborigeni australiani.
Gli strumenti di legno sono facilmente deperibili e non fossilizzabili, mentre gli strumenti di pietra, come quelli litici, possono resistere nel tempo e sono stati rinvenuti in siti archeologici risalenti a circa 2,5 milioni di anni fa.
Non ci sono prove che gli australopiteci fossero in grado di costruire intenzionalmente strumenti di pietra con forme predeterminate; i più antichi strumenti litici trovati non sono associati a fossili di ominidi.
Gli australopiteci dovevano avere una buona familiarità con la pietra e una percezione di causa/effetto, permettendo loro di colpire un sasso per ottenere un margine tagliente, anche se l'operazione era complessa e richiedeva pratica.
La scheggiatura della pietra è influenzata da variabili come la qualità della pietra, la forza del colpo e la capacità di prefigurare mentalmente la forma desiderata, rendendo l'operazione complessa e non facilmente prevedibile.