Concetti Chiave
- Gli oggetti più antichi usati dall'uomo sono i ciottoli scheggiati, noti come "asce a mano" o "colpo di pugno".
- Il progresso tecnologico ha portato alla creazione di strumenti più complessi come punteruoli, raschiatoi e bulini, utilizzati per lavorare vari materiali.
- All'evoluzione degli strumenti ha contribuito l'uso di materiali innovativi come intestini per legature e corna per impugnature.
- Verso la fine dell'età della pietra, l'uomo ha sviluppato strumenti come aghi con cruna, arpioni dentati e punte di freccia con alette.
- La transizione alla vita sedentaria ha spinto alla creazione di attrezzi agricoli, come la zappa e la falce, per la coltivazione della terra.
Gli strumenti primitivi
Gli oggetti più antichi che si ritiene siano stati usati dall’uomo sono i ciottoli, scheggiati in modo molto approssimativo. Essi vengono chiamati “asce a mano” o “colpo di pugno” perché venivano direttamente impugnati nella mano. Gli studiosi non sono in grado di capire se la scheggiatura sia di origine naturale o frutto della mano dell’uomo preistorico.
Più tardi, circa 200.000/300.000 anni fa, compare l’ascia amigdala, cioè a forma di mandorla; la loro lavorazione risulta più accurata e alcune sono lunghe perfino 40 centimetri.
Evoluzione delle tecniche di lavorazione
Successivamente, circa 100.000 anni dopo, l’uomo inizia ad adoperare il punteruolo e il raschiatoio. In entrambi gli strumenti il bordo è tagliente ed è ottenuto grazie ad un lavoro di scheggiatura molto minuzioso. Nello stesso periodo, l’uomo impara a legare le schegge appuntite di pietra a dei bastoni, ottenendo così le prime scuri e lance. La legatura veniva fatta con gli intestini essiccati degli animali che servivano, pertanto, da corda.
Più tardi, l’uomo preistorico impara a servirsi delle corna degli animali per fare delle impugnature: in questo caso le pietre sono saldate nella parte vuota del corno con della resina.
Nel periodo compreso fra 170.000 e 35.000 anni fa, compaiono le prima seghe, prima più rozze e via via, sempre più perfezionate.
Circa 50.000 anni fa, compare il primo “bulino” cioè lo strumento che serve per lavorare i diversi materiali incidendoli, forandoli, ecc. L’uomo primitivo del paleolitico superiore produsse una quantità enorme di bulini, necessari per lavorare l’osso e la pietra. Era inevitabile che la punta di questo nuovo strumento si rompesse frequentemente per cui continuamente l’uomo se ne doveva procurare di nuovi.
Innovazioni nell'età della pietra
Negli ultimi periodi dell’età della pietra, l’uomo inizia a lavorare minuziosamente la selce, cioè una pietra dura molto adatta a fabbricare strumenti taglienti. Infatti con la selce venivano fabbricate le punte delle lance, molto piatte e a punta, dalla forma chiamata “a foglia di lauro”.
Col tempo le tecniche progrediscono e gli strumenti diventano più perfezionati. Infatti, fra i 30.000 e i 40.000 anni fa, l’uomo preistorico, inventa l’ago con la cruna preparato con schegge di osso e di corno.
Con l’osso e non più con la pietra, intorno a 15.000 anni fa si iniziano a fabbricare nuove armi sempre più micidiali come gli arpioni dentati da caccia e nel 8.000 a.C.,compaiono delle punte di frecce, con la base fornita di alette e di còdolo che permetteva una migliore attaccatura al manico.
Transizione alla vita sedentaria
Alla fine dell’età glaciale, la Terra si ricopre di laghi e di paludi, si formano tribù di pescatori che inventano l’amo e la rete: sino nel periodo compreso fra l’8.000 e il 6.000 a.C.
Quando l’uomo abbandona la caccia e diventa sedentario, esso inizia a coltivare la terra e pertanto ha bisogno di nuovi attrezzi. Nasce così la zappa, con il manico fissato in modo perpendicolare, e la falce costruita con un’impugnatura di legno nella quale sono incastrate delle schegge di selce.
Domande da interrogazione
- Quali sono i primi strumenti utilizzati dall'uomo preistorico?
- Come si è evoluta la lavorazione degli strumenti nel tempo?
- Quali innovazioni significative sono emerse nell'età della pietra?
- Come ha influenzato la transizione alla vita sedentaria la creazione di nuovi strumenti?
I primi strumenti utilizzati dall'uomo preistorico sono i ciottoli scheggiati, noti come "asce a mano" o "colpo di pugno", la cui origine della scheggiatura è ancora incerta (circa 200.000/300.000 anni fa).
La lavorazione degli strumenti è evoluta con l'introduzione di strumenti come il punteruolo e il raschiatoio, seguiti dall'uso di corna per le impugnature e dalla creazione di seghe sempre più perfezionate (tra 170.000 e 35.000 anni fa).
Nell'età della pietra, l'uomo ha iniziato a lavorare la selce per creare strumenti taglienti e ha inventato l'ago con la cruna, oltre a sviluppare armi più sofisticate come arpioni e punte di frecce (circa 15.000 anni fa e 8.000 a.C.).
Con la transizione alla vita sedentaria, l'uomo ha iniziato a coltivare la terra, portando alla creazione di nuovi attrezzi come la zappa e la falce, necessari per l'agricoltura (tra 8.000 e 6.000 a.C.).