Concetti Chiave
- La Pietà Rondanini, ultima opera di Michelangelo, rimase incompiuta alla sua morte nel 1564 e rappresenta un'importante evoluzione nella sua carriera artistica.
- Michelangelo iniziò a lavorare alla scultura nel 1550, ma dopo un primo tentativo fallito, riprese nel 1555 modificando radicalmente la posizione dei soggetti.
- Commissionata dal cardinale Jean Bilhères de Lagraulas, la scultura era destinata al monumento funebre del re Carlo VIII nella Cappella di Santa Petronilla.
- La Vergine Maria è rappresentata in giovane età, enfatizzando la bellezza piuttosto che il dolore, unendo elementi di bellezza pagana e religione.
- La verticalità della Pietà Rondanini segna un approccio innovativo, creando una solida unità tra madre e figlio e contrastando la fragilità della scultura nel suo insieme.
Indice
L'ultima opera di Michelangelo
La Pietà Rondanini costituisce l’ultima opera di Michelangelo. Essa ci è stata tramandata incompiuta perché lo scultore, nel 1564, morì a 80 anni, mentre la stava realizzando. Il suo laboratorio si trovava in piazza Venezia, a Roma, e fu qui che fu rinvenuta l’opera
Raffigura la Vergine Maria che cerca di sollevare il corpo senza vita di suo figlio, dopo essere stato crocifisso.
Il progetto scultoreo di Michelangelo
Si dice che Michelangelo, già nel 1550, abbia iniziato a lavorare alla Pietà che intendeva collocare sulla sua tomba. Tuttavia, questo primo tentativo fallì a causa di imprevisti problemi strutturali e materiali: l'opera, poco più di uno schizzo, fu letteralmente fatta a pezzi dall’artista.
Nel 1555, Michelangelo riprese il suo progetto scultoreo e modificò tutto.
Innanzitutto, cambiò completamente la posizione dei due soggetti. Il Cristo abbozzato (le gambe e poco altro) si trasforma nella Madonna e viceversa. Dal corpo di Maria, ella ottiene il nuovo Gesù; dalla spalla sinistra di questo nuovo Cristo, nasce la Vergine. Tuttavia, molti dettagli non videro mai la luce. Michelangelo, infatti, morì improvvisamente, lasciando l'opera incompiuta.
La commissione e il finanziamento
Il gruppo scultoreo fu commissionato dal cardinale francese Jean Bilhères de Lagraulas, abate della Basilica di Saint-Denis, cardinale e ambasciatore di Francia presso il Papa, contro un compenso di 450 ducati d’oro. Fu realizzato grazie al finanziamento del banchiere Jacopo Galli, mecenate e protettore romano di Michelangelo.
La scultura era destinata il monumento funebre in memoria del re Carlo VIII, nella Cappella di Santa Petronilla, Della Basilica di San Pietro.
La realizzazione della scultura
Lo scultore pensò di realizzarla in marmo di Carrara, che scelse per il colore crema, dato che evocava il colore dell'incarnato. Per rispettare la scadenza contrattuale fissata per l’agosto 1499, Michelangelo arrivò a lavorare quasi venti ore al giorno su un unico blocco di marmo: lucidava il marmo con la pomice per settimane in modo che risplendesse nell'oscurità della cappella. Poiché doveva essere esposta rivolta in avanti, lasciò la parte posteriore incompiuta. Fu finalmente completata nella primavera del 1499.
L'ammirazione di Vasari
Quando fu esposta nella basilica, Vasari esclamò: "Come ha potuto la mano di un artefice così divinamente compiere, in così breve tempo, un'opera così ammirabile? È a dir poco miracoloso: che una roccia informe abbia raggiunto quella perfezione che la natura così raramente modella nella carne".
Il 21 maggio 1972, festa di Pentecoste, un pazzo di nome Laszlo Toth mutilò la scultura colpendola quindici volte con un martello, fratturando in particolare il naso della Vergine e parte del suo braccio. L'opera è stata successivamente restaurata ed ora è protetta da un vetro antiproiettile. Sulla mano sinistra della Vergine, sembra di vedere il monogramma di Michelangelo: le linee della mano disegnano sul palmo una “M”.
La rappresentazione della Vergine
Ciò che colpisce osservando quest'opera è la giovane età della Vergine. A differenza di altre Pietà, Michelangelo attribuisce maggiore importanza alla bellezza della Vergine che al suo dolore.
Questa fusione di bellezza pagana e religione è una caratteristica molto frequente nell'opera dell’artista.
Cristo, da parte sua, è raffigurato in base alla sua età e appare quindi più anziano della madre. Michelangelo lo spiegò ad Ascanio Condivi, un pittore del Cinquecento: "Non sai tu che le donne caste si mantengono molto più fresche di quelle che non lo sono? Quanto più dunque una vergine, nella quale il minimo desiderio immodesto ha mai turbato il suo corpo..."
Le mani di Maria
La posizione delle due mani di Maria è fondamentale per la comprensione dell'opera. La mano destra, serrata, mobilita tutta la forza di Maria per sostenere il corpo del figlio. La mano sinistra, con il palmo aperto, l'indice esteso, il medio e l'anulare leggermente piegati, attesta la natura dolce e caritatevole della Vergine Maria, il suo perdono (mano tesa), ma anche la sua sventura (medio e anulare piegati).
La storia della scultura
Nel 1744, 200 anni dopo l'ultimo scalpello, l'opera fu restituita al pubblico e acquistata dai marchesi Rondanini, che la collocarono nel loro palazzo di famiglia in Via del Corso, sempre a Roma.
Più di 100 anni dopo, nel 1904, il conte Vimercati San Severino acquistò la scultura per collocarla su un altare funerario romano di Traiano raffigurante Marco Antonio e sua moglie.
Nel 1952 fu infine acquistata dal Comune di Milano. Oggi è conservata al Museo del Castello Sforzesco.
La verticalità innovativa
La Pietà Rondanini è una scultura orientata verticalmente, un approccio completamente innovativo rispetto a quanto veniva fatto all'epoca. È alta quasi due metri.
La novità di quest'ultima versione della Pietà è la verticalità che definisce una solida unità tra i due protagonisti: madre e figlio.
La posizione granitica della Madonna e di Cristo contrasta con la fragilità e l'instabilità della scultura nel suo complesso.
L'analisi di Henry Monroe
Lo scultore britannico Henry Monroe, nella sua analisi dettagliata dell'opera, evidenzia questa dicotomia: solidità contro instabilità e, per traslazione, realtà contro sentimento.
In quest'ultima versione, Michelangelo abbandonò il dinamismo dello spazio completo e pieno, volgendosi verso la verticalità gotica ed espressionista. Allo stesso tempo, rinuncia alla magnificenza della forma per porre davanti agli occhi dell'osservatore solo i sentimenti. Quest'ultimo Michelangelo è più intimo e più intimista.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della Pietà Rondanini nell'opera di Michelangelo?
- Come si è sviluppato il progetto scultoreo della Pietà?
- Chi commissionò la Pietà Rondanini e quale era il suo scopo?
- Qual è la peculiarità della rappresentazione della Vergine nella Pietà?
- Quali sono le caratteristiche innovative della Pietà Rondanini?
La Pietà Rondanini è l'ultima opera di Michelangelo, rimasta incompiuta alla sua morte nel 1564, e rappresenta un momento cruciale nella sua carriera artistica, evidenziando la sua evoluzione stilistica e tematica.
Michelangelo iniziò a lavorare alla Pietà nel 1550, ma dopo un primo tentativo fallito, riprese il progetto nel 1555, modificando radicalmente la posizione dei soggetti, con la Vergine che sostiene il corpo di Cristo.
La scultura fu commissionata dal cardinale Jean Bilhères de Lagraulas per essere parte di un monumento funebre in memoria del re Carlo VIII, con un compenso di 450 ducati d’oro.
Michelangelo rappresenta la Vergine Maria in giovane età, enfatizzando la sua bellezza piuttosto che il dolore, un approccio che riflette la fusione di elementi pagani e religiosi tipica dell'artista.
La Pietà Rondanini si distingue per la sua verticalità, un approccio innovativo per l'epoca, che crea una solida unità tra madre e figlio, contrastando la fragilità della scultura nel suo complesso, come analizzato da Henry Monroe.