Concetti Chiave

  • Leonardo da Vinci nasce nel 1452 a Vinci e si forma nella bottega di Andrea del Verrocchio, dove apprende diverse tecniche artistiche e scientifiche.
  • Durante il suo periodo a Milano, collabora con Ludovico Sforza e crea opere significative come “L’Ultima cena”, utilizzando tecniche innovative per l'epoca.
  • “L'Adorazione dei Magi” e “La Gioconda” evidenziano il talento di Leonardo nella rappresentazione espressiva e nella fusione tra figura e paesaggio attraverso la tecnica dello sfumato.
  • I "Codici" di Leonardo, una raccolta di disegni e appunti, riflettono la sua genialità in vari ambiti, con particolare attenzione agli studi anatomici.
  • Il “Trattato della Pittura” di Leonardo, trascritto da Francesco Melzi, è considerato un'opera fondamentale per l'arte, contenendo preziosi insegnamenti sulla pittura e la prospettiva.

Infanzia e formazione di Leonardo

Leonardo da Vinci, figlio illegittimo del notaio Piero da Vinci, nasce a Vinci una località presso Firenze nel 1452 e frequenta dal 1469 la poliedrica bottega di Andrea del Verrocchio. Li apprende le diverse tecniche artistiche, studia geometria, matematica e scienza prospettica. Nel 1472 si iscrive alla Compagnia di San Luca, mentre nel 1482 lascia Firenze per Milano, dove va al servizio di Ludovico Sforza. Dal 1482 al 1499 si occupa di pittura, architettura, scultura e ingegneria; collabora con il matematico Luca Pacioli disegnando i solidi platonici regolari, simbolo dell’armonia universale. Nel 1499 si sposta a Mantova, Venezia e Roma per poi rientrare a Firenze nel 1501, dove lavora al celebre ritratto della Gioconda, al progetto di canalizzazione dell’Arno. Nel 1517 accetta l’invito del re di Francia Francesco I e si trasferisce con l’allievo e amico Francesco Melzi ad Amboise, dove muore nel 1519.

Carriera artistica e scientifica

Leonardo è un artista poliedrico, pittore e disegnatore, scienziato, musicista e inventore. Tra il 1473 e il 1482, fa le sue prime opere, dove possiamo già notare l’uso dello sfumato e l’attenzione alla resa atmosferica. Nel disegno del Paesaggio del Valdarno, si ha la veduta d’uccello della vallata dell'Arno.

Sfumato→ tecnica dove vengono sovrapposti sottili strati di velature che creano un passaggio graduale dalla penombra alla luce. Serve per far risaltare i contorni indipendentemente dalla penombra.

L'Adorazione dei Magi

“L'Adorazione dei Magi” è un abbozzo a monocromo, preceduto da diversi disegni preparatori. L’opera è stata commissionata nel 1481 dai monaci del convento di San Donato in Scopeto. La Vergine è collocata all’aperto, al centro della composizione, e al posto del corteo c’è una folla radunata in semicerchio. Ci sono i tre re Magi inginocchiati in basso e altre figure come pastori e angeli. Ci sono due personaggi in piedi: un vecchio con il capo chino che medita e un giovane che guarda fuori dal dipinto, come per invitare l’osservatore a partecipare all’evento. A sinistra c’è una struttura architettonica diroccata con un arco spezzato, un portico e due scaloni.

L'Ultima cena

L’Ultima cena” anche detta “Cenacolo”, occupa una parete del refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano. Viene commissionata nel 1495 dal duca Ludovico il Moro e Leonardo la porta a termine nel 1498.In questa opera sperimenta una nuova tecnica a secco: una pittura murale a tempera grassa, con olio di lino e uovo come legante. Quest’opera rappresenta la figura di Gesù che benedice il pane e il vino (Eucarestia); gli apostoli lo affiancano seduti a un tavolo, mentre Giuda è seduto dalla parte opposta. Al centro domina la figura assorta di cristo che allarga le braccia, formando uno schema piramidale, nell’offerta di sé come vittima sacrificale. L’atteggiamento composto contrasta con le forti emozioni che si vedono sui volti degli apostoli (Solitudine). Gli apostoli sono uniti a gruppi di tre in una ritmica scansione che comunica il loro turbamento alle parole di Gesù.

Leonardo crea una composizione unitaria e monumentale grazie alla rigorosa costruzione prospettica e allo studio del rapporto con la luce. Prosegue le linee delle pareti reali, ampliandone illusionisticamente le dimensioni.

Egli aveva l’intento di rappresentare i sentimenti e le passioni tramite l’espressività e i gesti, in quanto le espressioni dei volti sono manifestazioni dirette dei “moti dell’animo”.

Ritratto di musico

Il “Ritratto di musico” risale agli anni che Leonardo passa alla corte di Ludovico il Moro. L’opera rappresenta un ritratto di un uomo a mezzo busto ma la sua identità non è molto chiara, ma è certo che fosse un musicista o un cantore della corte sforzesca. Per far emergere il volto dallo sfondo scuro, senza ambientazione, ha deciso di adottare una impostazione di tre quarti e la luce radente. Grazie alle sue indagini anatomiche sulle ossa del cranio riesce a riprodurre, con decisa volumetria, gli zigomi e la mandibola. L’uomo ha uno sguardo assorto, occhi vitrei e sembra concentrato ad ascoltare una melodia o in procinto di intonarne una.

Ritratto di Cecilia Gallerani

Il “Ritratto di Cecilia Gallerani”, anche chiamato “Dama con l’ermellino”, fu commissionato da Ludovico il moro e ritrae l’amante del signore di Milano. Anche questa figura è rappresentata di tre quarti con lo sguardo rivolto fuori dal quadro come se fosse colta di sorpresa Cecilia trattiene con una mano un ermellino. Leonardo associa all’animale la virtù della moderazione, della nobiltà d’animo e della purezza dei sentimenti. L’ermellino è anche un riferimento a Ludovico Il Moro, che lo aveva adottato come emblema avendo ricevuto dal re di Napoli, la prestigiosa onorificenza dell’Ordine di San Michele o dell’Armellino. Il ritratto allude alla moderazione e alla castità della giovane donna e del duca di Milano.

La Gioconda

La “Gioconda”. Quando rientra a Firenze nel 1503, dipinge La Gioconda o Monna Lisa, la sua opera più famosa. Il ritratto rappresenta Lisa Gherardini, moglie del mercante fiorentino Francesco del Giocondo. La donna è mostrata all’aperto, in un loggiato, con una veste e un manto scuro, un velo trasparente sulla testa e senza nessun gioiello. Il paesaggio sullo sfondo è un’ampia veduta a volo d’uccello e rappresenta Val di Chiana, vicino ad Arezzo, con il ponte Buriano che esiste ancora. L’opera è stata fatta in diversi anni e rappresenta la sintesi delle sue ricerche scientifiche e pittoriche. Stabilisce un parallelismo tra il microcosmo del corpo umano e il macrocosmo della terra, tenuti entrambi in vita dal fluire dei liquidi. Con la tecnica dello sfumato fonde la figura con il paesaggio. Gli occhi e il celebre sorriso sono evidenziati da una delicata ombra sfumata che li rende indefiniti e misteriosi.

I Codici di Leonardo

I “Codici” di Leonardo, una raccolta di disegni, manoscritti e libretti di appunti, vengono lasciati all’amico Francesco Melzi prima della morte dell’artista. Con i secoli furono dispersi tra Milano, Madrid, Parigi e Londra. Questi codici ricoprono molti ambiti del sapere, testimoniando l’originalità e la genialità del pensiero di Leonardo. Nella Raccolta di Windsor è quella con più studi di anatomia realizzati attraverso la dissezione dei cadaveri; comprende 200 disegni che descrivono parti del corpo, muscoli, organi e la reazione tra essi.

Trattato della Pittura

Il “Trattato della Pittura” venne trascritto in forma anonima da Francesco Melzi nel 1540. Esso contiene precetti e appunti di Leonardo sulla pittura e sull’arte. Questo Trattato è considerato uno dei più preziosi di tutta la storia dell’arte, contiene soluzioni applicate intuitivamente nelle opere pittoriche come la “prospettiva de’ colori” e la “prospettiva de’ perdimenti”.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali influenze formative di Leonardo da Vinci?
  2. Leonardo da Vinci, nato nel 1452 a Vinci, frequenta la bottega di Andrea del Verrocchio dal 1469, dove apprende tecniche artistiche e studia geometria, matematica e scienza prospettica.

  3. Qual è l'importanza della tecnica dello sfumato nelle opere di Leonardo?
  4. Lo sfumato è una tecnica fondamentale per Leonardo, che consente di creare passaggi graduali tra luce e ombra, evidenziando i contorni e conferendo profondità alle sue opere.

  5. Quali sono le caratteristiche distintive de "L'Ultima cena"?
  6. "L'Ultima cena" è caratterizzata da una composizione piramidale attorno alla figura di Cristo, l'uso di una nuova tecnica a secco e l'intento di rappresentare le emozioni degli apostoli attraverso le loro espressioni.

  7. Che significato ha l'ermellino nel "Ritratto di Cecilia Gallerani"?
  8. L'ermellino nel ritratto simboleggia la moderazione e la purezza, alludendo anche all'emblema di Ludovico il Moro, sottolineando la nobiltà d'animo della giovane donna.

  9. Qual è il contenuto e l'importanza del "Trattato della Pittura"?
  10. Il "Trattato della Pittura", trascritto da Francesco Melzi, raccoglie precetti e appunti di Leonardo sull'arte, ed è considerato uno dei testi più preziosi della storia dell'arte per le sue intuizioni sulla prospettiva e la tecnica pittorica.

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