Concetti Chiave

  • L'opera di Caravaggio segna il passaggio dalla produzione artistica di genere a pale d'altare, caratterizzate da un forte contrasto tra luce e ombra.
  • La storia di Santa Caterina racconta il suo rifiuto al matrimonio con l'imperatore Massenzio e i miracoli che la salvarono dalla morte.
  • La modella, Fillide Melandroni, presenta uno sguardo penetrante e consapevole, riflettendo la difficoltà di vivere, simile a quella di Caravaggio stesso.
  • Caravaggio utilizza simboli per rappresentare regalità, martirio e santità, introducendo una novità con l'aureola riservata alla Vergine.
  • La tela è attualmente esposta al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, rappresentando un importante esempio della Controriforma artistica.

Caravaggio e il passaggio artistico

L’opera, a cui Caravaggio ha lavorato fra il 1598 e il 1599 circa, segna il passaggio fra la produzione artistica di genere e la realizzazione delle pale di altare che hanno arricchito varie chiese romane. Le figure, come in questo caso, emergono dal fondo, di solito molto scuro per essere modellate dalla luce mentre i vari oggetti, che spesso hanno un significato allegorico, sono dipinti con estremo naturalismo. La santa, inginocchiata su di un cuscino rosso, veste un abito di broccato ed un corpetto molto elegante sia nella fantasia che nei colori e contrasta nettamente con il concetto del martirio. Da sottolineare che nella ruota, spezzata perché per miracolo divino si ruppe, durante la tortura, sono ben visibili le venature del legno.

La storia di Santa Caterina

Figlia di un re egiziano, la ragazza essendosi convertita alla religione cristiana, oppose un netto rifiuto al matrimonio combinato con l’imperatore romano Massenzio e fu costretta a difendere la sua posizione di fronte a cinquanta filosofi e scienziati, riuscendo a convertili tutti alla sua fede. Allora, fu imprigionata con l’intento di lasciarla morire di fame, ma fu nutrita, per miracolo, da una colomba. Condannata al supplizio della ruota, anche questa volta fu salvata per miracolo divino e alla fine fu decapitata.

La modella e l'iconografia

La santa non tiene gli occhi alzati verso il cielo come avviene sempre nelle iconografie tradizionali dei santi. Essa dimostra di essere una donna reale che rivolge il suo sguardo penetrante verso lo spettatore. Conosciamo l’identità della modella che ritroviamo in altre due tele: Conversione di Maddalena e Giuditta e Oloferne. Si tratta di Fillide Melandroni, una prostituta che viveva nello stesso quartiere romano di Campo Marzio, in mezzo a bettole malfamate e sordide locande, abituata a prostituirsi fin da bambina (nella tela ha 16 anni). Dal suo sguardo, l’osservatore riesce a capire che la ragazza è consapevole di quello che le succederà, ma lascia sfuggire anche un po’ di paura. Potremmo accostarla allo stesso Caravaggio perché entrambi hanno conosciuto da vicino la difficoltà di vivere.

Simbolismo e Controriforma

Negli altri due quadri, Caravaggio dipinge sempre lo stesso viso, gli stessi capelli fulvi, il naso è sempre dritto e le labbra sensuali; perfino il costume indossato è molto simile Essa incarna tre aspetti di Santa Caterina: la regalità, il martirio e la santità. La regalità ci è data dal cuscino rosso damascato e dalla ricchezza dell’abito, il concetto di martirio è collegato alla ruota, alla spada dalla punta insanguinata e dalla palma, la santità è richiamata dall’ aureola. Per quest’ultimo aspetto occorre notare che il pittore introduce una novità: inserisce un filo di aureola intorno al capo della donna, che invece fino ad allora era riservata alla Vergine. Alcuni studiosi ritengono, alla luce della storia di Santa Caterina che la tela costituisca un’allusione alla personificazione della vera scienza, cioè della filosofia. Se fosse così, ci troveremmo di fronte ad un Caravaggio che prende una posizione netta nei Confronti della Controriforma, imperante in quegli anni. Infatti, la Controriforma condannava il valore allegorico dato eventualmente ad una rappresentazione di santi, i quali dovevano sempre essere dipinti secondo i canoni tradizionali dell’iconografia cattolica.

La tela è esposta al museo Thyssen-Bormemisza di Madrid.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del passaggio artistico di Caravaggio tra il genere e le pale d'altare?
  2. Caravaggio, tra il 1598 e il 1599, segna un passaggio significativo nella sua produzione artistica, passando dalla pittura di genere alla realizzazione di pale d'altare, arricchendo le chiese romane con opere che evidenziano figure illuminate da una luce drammatica su fondi scuri.

  3. Chi è Santa Caterina e quale è la sua storia?
  4. Santa Caterina, figlia di un re egiziano, si oppose al matrimonio con l'imperatore romano Massenzio dopo essersi convertita al cristianesimo. Dopo aver convertito cinquanta filosofi, fu imprigionata e miracolosamente nutrita da una colomba, ma alla fine fu decapitata.

  5. Qual è l'innovazione iconografica di Caravaggio nella rappresentazione di Santa Caterina?
  6. A differenza delle tradizionali iconografie, Santa Caterina non guarda verso il cielo, ma rivolge uno sguardo penetrante verso lo spettatore, rendendola una figura più reale e consapevole della sua sorte.

  7. Chi è la modella di Santa Caterina e quale significato ha il suo sguardo?
  8. La modella è Fillide Melandroni, una giovane prostituta di Roma. Il suo sguardo riflette consapevolezza e paura, simile a quella di Caravaggio, entrambi segnati da esperienze di vita difficili.

  9. In che modo l'opera di Caravaggio si relaziona con la Controriforma?
  10. L'opera di Caravaggio, con la sua rappresentazione innovativa di Santa Caterina, potrebbe alludere alla vera scienza e filosofia, sfidando i canoni tradizionali della Controriforma, che condannava l'allegoria nelle rappresentazioni dei santi.

Domande e risposte

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