Concetti Chiave
- Boullée, nato a Parigi nel 1728, fu un innovativo architetto e docente, noto per il suo approccio unico all'architettura basato su forme geometriche semplici e l'importanza delle ombre.
- La sua filosofia architettonica enfatizza la distribuzione di volumi nello spazio, creando edifici espressivi e "parlanti" attraverso l'articolazione delle masse.
- Credeva che il vero elemento decorativo fosse rappresentato dalle ombre profonde generate dai contrasti delle forme, evitando ogni eccesso decorativo nei suoi progetti.
- Tra i suoi progetti utopici spiccano la nuova Sala per la Biblioteca Nazionale, un Museo per le statue degli uomini famosi e il Cenotàfio di Newton, caratterizzati da dimensioni monumentali e un'aura visionaria.
- Boullée reinterpretava le forme architettoniche classiche non per copiarle, ma per snaturarle e ricrearle, dando vita a nuove idee e approcci innovativi nel design architettonico.
Vita e carriera di Boullée
Boullée nacque a Parigi il 12 febbraio 1728. Fu docente all’École des Ponts et Chaussées, membro prima (dal 1762) dell’Accademia Reale d’Architettura e poi (nel 1795) dell’Institut de France (che aveva sostituito l’Accademia), si spense il 6 febbraio 1799. Nel suo trattato “Architettura. Saggio sull’arte”, pubblicato per la prima volta a Londra nel 1953, Architecture Essai sur l’Art, il cui manoscritto si conserva alla Biblioteca Nazionale di Parigi, scriveva di se stesso:
“La vera felicità consiste nell’amore dei propri doveri”,
“Quest’opera è stata iniziata e portata a termine senza altro fine che quello di soddisfare al bisogno di lavoro che ho contratto per tutta la vita”
“Dominato da un amore eccessivo per la mia arte, mi ci sono dedicato totalmente”.
Filosofia architettonica di Boullée
Étienne Boullée affida il suo fare architettura essenzialmente alle forme geometriche semplici, esaltando in ogni occasione la perfezione della sfera.
Ogni qual volta egli si riferisce a soggetti classici o della storia architettonica dell’Egitto e del Vicino Oriente o anche di un Medioevo fantastico, quali, ad esempio, una porta di città, un arco di trionfo, il frontone di un tempio, una colonna coclide, non è mai per copiare o imitare, ma solo per prendere in prestito una forma nota al fine di poterla snaturare, ricreare, interpretare, rivitalizzare e piegare ad altri usi.
Boullée ritiene che l’architettura sia una articolazione delle masse corretta e geniale, cioè una distribuzione di puri volumi nello spazio, legati da un insieme di precisi rapporti.
L'architettura delle ombre
Boullée è persuaso che unico motivo decorativo debbano essere le forti e profonde ombre generate dai contrasti delle forme architettoniche: a questo proposito, infatti, egli afferma di essere l’inventore dell’architettura «delle ombre e delle tenebre». Evitando ogni insistenza decorativa, anzi privandone quasi del tutto i suoi edifici.
Egli aveva studiato l’effetto prodotto negli osservatori dalle qualità specifiche dei solidi geometrici, era perciò convinto che ogni edificio, o insieme di masse, debba mostrare il proprio carattere, essere cioè espressivo, un’architettura «parlante».
Progetti utopici di Boullée
Le forme geometriche semplici sono solenni. Tale effetto è esaltato da Boullée attraverso la grandiosità delle dimensioni delle sue architetture, talmente fuori scala rispetto agli edifici che allora si costruivano e che in ogni tempo erano stati pensati e realizzati – eccezion fatta, forse, solo per le piramidi egizie – e rispetto a ogni possibile inserimento in una qualsivoglia città da essere utopiche cioè puri sogni irrealizzabili. In tale contesto si inseriscono i più noti e affascinanti progetti dell’architetto: la nuova Sala per l’ampliamento della Biblioteca Nazionale, il Museo destinato a contenere le statue degli uomini famosi e il Cenotàfio di Newton.
Domande da interrogazione
- Qual è la filosofia architettonica di Boullée?
- Qual è il concetto di "architettura delle ombre" secondo Boullée?
- Quali sono alcuni dei progetti utopici più noti di Boullée?
- Come Boullée descrive il suo approccio all'architettura nel suo trattato?
Boullée si concentra sulle forme geometriche semplici, esaltando la perfezione della sfera e considerandola come un elemento fondamentale dell'architettura. La sua visione non è quella di imitare il passato, ma di reinterpretare e rivitalizzare forme classiche per nuovi usi.
Boullée sostiene che l'unico motivo decorativo debba essere rappresentato dalle forti ombre generate dai contrasti delle forme architettoniche, affermando di essere l'inventore dell'architettura "delle ombre e delle tenebre", evitando ogni insistenza decorativa nei suoi edifici.
Tra i progetti utopici di Boullée si annoverano la nuova Sala per l’ampliamento della Biblioteca Nazionale, il Museo per le statue degli uomini famosi e il Cenotàfio di Newton, caratterizzati da forme solenni e grandiose dimensioni, che li rendono irrealizzabili.
Nel suo trattato “Architettura. Saggio sull’arte”, Boullée esprime che la vera felicità risiede nell'amore per i propri doveri e che la sua opera è stata realizzata per soddisfare il bisogno di lavoro che ha contrattato per tutta la vita, dedicandosi totalmente alla sua arte.