Concetti Chiave
- L'Annunciazione di Maria è rappresentata con l'arcangelo Gabriele che comunica il messaggio divino, mentre Maria ascolta con atteggiamento di sottomissione.
- Il Beato Angelico combina elementi rinascimentali e tardo gotici, esprimendo la sua religiosità attraverso l'uso di oro e dettagli raffinati nel dipinto.
- Gentile da Fabriano, nella sua "Adorazione dei Magi", narra il viaggio dei Magi con un'attenzione particolare ai dettagli e alla ricchezza dei costumi.
- Il dipinto di Paolo Uccello illustra la leggenda di San Giorgio, evidenziando il momento della salvezza della principessa dal drago in un contesto fantastico.
- La scena dell'Annunciazione è arricchita dalla presenza di Adamo ed Eva, che suggeriscono un simbolismo più profondo legato alla verginità di Maria.
L'annunciazione di Maria
L’arcangelo Gabriele si è appena posato davanti alla casa della Vergine, una costruzione porticata circondata da un rigoglioso giardino. Sotto una loggia classicheggiante vediamo seduta Maria che, sospesa la lettura delle preghiere, incrocia le braccia in segno di sottomissione e si prepara ad ascoltare il messaggio divino. I gesti sono importanti; con la mano sinistra l’angelo indica in alto l’aureola dorata che racchiude la colomba dello Spirito Santo (la fonte del messaggio) e con la destra indica il suo destinatario, Maria. L’arcangelo Gabriele sta pronunciando le parole tratte dal Vangelo di Luca, che l’artista scrive come in un fumetto e in caratteri dorati. Le vediamo uscire dalla sua bocca e curvarsi verso tre direzioni: lo Spirito Santo, la bocca della Vergine e il suo ventre. L’edificio inquadra la scena in prospettiva portando il nostro sguardo a sinistra, verso il punto di fuga. Qui, oltre il giardino recintato(simbolo della verginità di Maria), scorgiamo in secondo piano Adamo ed Eva, raffigurati durante la scena della cacciata dal Paradiso terrestre.
L'opera del Beato Angelico
Tutta la tavola trabocca d’oro: è presente sulle preziose ali dell’angelo, tra la seta ricamata della veste, sulle aureole, sul trono su cui siede la Madonna. L’autore del dipinto, fra Giovanni da Fiesole detto il Beato Angelico (1395-1455 ca) attraverso quest’opera esprime a sua intensa religiosità di monaco. In bilico tra due mondi, quello rinascimentale e quello tardo gotico, egli ricerca un compromesso tra gli aspetti più innovativi del primo – come la prospettiva – e del secondo, con l’interpretazione ancora fiabesca del paesaggio e l’uso dei preziosi colori nelle vesti.
Gentile da Fabriano e i Magi
Come il Beato Angelico, anche il pittore marchigiano Gentile da Fabriano (1370 ca - 1427) fu sensibile al fascino tardogotico. Con la sua Adorazione dei Magi egli realizza un esempio importante della sua raffinata cultura. Raccontando del lungo viaggio compiuto dai Magi, dal momento della comparsa in cielo della stella cometa (nella lunetta sinistra), fino al loro arrivo davanti alla capanna di Gesù Bambino. La pala, che possiede ancora la sua ricca cornice originale, è un modello di eleganza e di raffinatezza tardo gotica in pieno clima rinascimentale. Il tema sacro è infatti solo un pretesto per descrivere lo splendore che circonda un corteo di sovrani: i cavalieri con i loro cavalli perfettamente bardati, gli scudieri con altri animali rari e curiosi al seguito (tra cui falchi, scimmie, leopardi, cammelli e levrieri); sullo sfondo, magnifici giardini e città fortificate che i Magi attraversano durante il cammino. I vestiti dei re sono riccamente trapuntati d’oro: un modo per ricordare che il committente, Palla Strozzi, commerciava abiti di lusso.
La leggenda di San Giorgio
La storia di San Giorgio, tratta da una leggenda medievale, ha le caratteristiche di una fiaba. Narra di un orribile drago che pretendeva in sacrificio delle vite umane per non sterminare una intera città. La sorte volle che tra le vittime prescelte per il sacrificio ci fosse anche la figlia del re. Il dipinto , opera di Paolo Uccello (1397-1475), rappresenta il momento in cui la principessa, presso la tana del famelico mostro, viene salvata dall’improvviso intervento di San Giorgio. A cavallo di un destriero bianco e con una lucente armatura, il santo sconfigge il mostro alato, rendendolo inoffensivo. Paolo Uccello descrive l’impresa in maniera fantastica e fiabesca: rappresenta l’orrido drago come un pupazzo di gomma e le aiuole erbose sono disposte sulla roccia con geometrica cura.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della scena dell'Annunciazione di Maria?
- Come si esprime la religiosità del Beato Angelico nella sua opera?
- Qual è il tema principale dell'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano?
- Qual è la trama della leggenda di San Giorgio?
- In che modo Paolo Uccello rappresenta il drago nella sua opera su San Giorgio?
L'Annunciazione rappresenta il momento in cui l'arcangelo Gabriele comunica a Maria il messaggio divino, simboleggiando la sua sottomissione e accettazione del ruolo di madre di Gesù, come descritto nel Vangelo di Luca.
Il Beato Angelico esprime la sua intensa religiosità attraverso l'uso abbondante dell'oro e la fusione di elementi rinascimentali e tardo gotici, creando un'opera che riflette la sua spiritualità monastica.
L'Adorazione dei Magi racconta il lungo viaggio dei Magi verso Gesù Bambino, utilizzando il tema sacro come pretesto per mostrare la ricchezza e l'eleganza del corteo, evidenziando il contesto storico e culturale del committente.
La leggenda narra di un drago che richiede sacrifici umani, tra cui la figlia del re, e del salvataggio della principessa da parte di San Giorgio, che sconfigge il drago in un'azione eroica e fantastica.
Paolo Uccello rappresenta il drago in modo fantastico e fiabesco, descrivendolo come un pupazzo di gomma, mentre la composizione geometrica delle aiuole erbose aggiunge un elemento di cura e precisione all'immagine.