Concetti Chiave
- La Secessione viennese, guidata da Gustav Klimt, è stata un'importante rottura con le tradizioni accademiche, promuovendo l'Art Nouveau e l'arte contemporanea straniera in Austria.
- Il Palazzo Olbrich, costruito per ospitare le esposizioni della Secessione, rappresenta un simbolo di libertà artistica, con il motto "Ad ogni tempo la sua arte – libertà per le arti" inscritto sulla facciata.
- Otto Wagner ha contribuito alla Secessione progettando stazioni della metropolitana e la Casa della Maiolica, utilizzando materiali innovativi e decorazioni distintive.
- Joseph Maria Olbrich ha progettato il Palazzo delle Secessione, noto per le sue sale espositive spaziose e la cupola sferica in metallo dorato, caratterizzato da un design minimalista.
- Adolf Loos si è distinto per la sua visione radicale dell'architettura, promuovendo l'assenza di ornamenti nelle sue opere come la Villa Steiner e la Casa della Michaelerplatz.
Origini della secessione viennese
Il nome "secessione" (Sezession) fu dato nei paesi germanici a un'associazione di artisti d'avanguardia (1897-1905) che ruppe con la tradizione accademica dei salotti ufficiali. Dopo la secessione di Monaco (1892), la secessione di Vienna fu la più importante. Guidato dal pittore G. Klimt, aprì l'Austria all'arte contemporanea straniera e impose l'Art Nouveau.
Supporto ufficiale e palazzo Olbrich
Rispetto agli altri movimenti anticonformisti del tempo, la Secessione di Vienna ebbe un vantaggio: quello dell'appoggio dell'ufficialità. In Austria, il potere artistico era controllato dall'Associazione degli artisti di Vienna, il cui scopo era di difendere gli interessi e il gusto di un pubblico conservatore. Nel 1897, un gruppo di artisti guidato da Gustav Klimt decise di uscire dall'associazione e di costituire l'Associazione artistica di belle arti che più tardi fu chiamata "Secessione". Il comune di Vienna concesse a questi artisti secessionisti un'area su cui fu costruito il palazzo Olbrich destinato alle esposizioni. Sulla facciata del palazzo era iscritto il motto: "Ad ogni tempo la sua arte – libertà per le arti"; Questi rispecchiava l'apertura verso tutte le tendenze artistiche del momento, anche alle più innovative.
Contributi architettonici di Otto Wagner
Della Secessione viennese facevano parte anche dei giovani architetti fra cui Otto Wagner. Il suo nome è legato alla progettazione di alcune stazioni della metropolitana viennese, come quella di Karlplatz. Queste stazioni sono edifici molto funzionali i cui la forma è caratterizzata dall'uso di materiali nuovi, come il ferro e dall'inserimento di elementi decorativi in pietra e stucco e da fasce di maiolica colorata. Otto Wagner progettò anche la Casa della Maiolica, un edificio composto da diversi appartamenti e situata appena fuori dalla capitale austriaca. Per rivestire l’intero piano della facciata egli fa uso di piastrelle di maiolica, decorate con motivi floreali.
Progetti di Olbrich e Hoffmann
Il secessionista Joseph Maria Olbrich progettò il Palazzo delle Secessione. Si tratta di un insieme di sale espositive molto spaziose, coperte da lucernai vetrati. L’accesso principale è costituito da un avancorpo a forma di massiccio parallelepipedo sormontato da una cupola sferica traforata, di metallo dorato. Le pareti esterne sono piatte e limitate da una semplice cornice sporgente, senza altre decorazioni, una caratteristica che sarà ripresa anche da Wagner.
Un altro architetto secessionista è Josef Hoffmann che opera una felice sintesi fra architettura e artigianato (d’altra parte la sua carriera artistica cominciò proprio come artigiano) La sua opera più importante è il Palazzo Stoclet a Bruxelles. L’edificio ha un aspetto monumentale ed è composto da una sequenza di masse ben distinte che culminano con una torre, sormontata da un gruppo scultoreo dorato. L’esterno è rivestito di sottili lastre di marmo grigio chiaro mentre lungo gli spigoli e intorno alle finestre corrono delle cornici di bronzo. All’interno, nella sala da pranzo le pareti maggiori sono ricoperte da mosaici di Klimt.
Adolf Loos e la sua visione radicale
Inizialmente, alla secessione viennese aderì anche l’architetto viennese Adolf Loos il cui nome è legato alla Villa Steiner e alla Casa della Michaelerplatz. La sua posizione artistica è radicale; secondo lui, segno dei tempi moderni è l’assenza di ornamenti perché l’evoluzione della civiltà va di pari passo con la cancellazione di qualsiasi decorazione dagli oggetti della vita quotidiana e quindi dagli stessi edifici adibiti ad abitazione. Infatti la Villa Steiner è pensata come un contenitore bianco e squadrato. La Casa della Michaelerplatz fece addirittura scandalo per il carattere troppo spoglio della facciata.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "secessione" nel contesto artistico viennese?
- Quale supporto ufficiale ricevette la Secessione di Vienna?
- Quali innovazioni architettoniche portò Otto Wagner nella Secessione viennese?
- Quali sono le caratteristiche distintive del Palazzo delle Secessione progettato da Joseph Maria Olbrich?
- Qual è la visione artistica radicale di Adolf Loos e come si manifesta nelle sue opere?
Il termine "secessione" si riferisce a un'associazione di artisti d'avanguardia che, tra il 1897 e il 1905, si distaccò dalla tradizione accademica, con la secessione di Vienna che rappresentò un momento cruciale per l'arte contemporanea in Austria, guidata da Gustav Klimt.
La Secessione di Vienna beneficiò del supporto ufficiale, in contrasto con altri movimenti anticonformisti, grazie all'appoggio del comune di Vienna che concesse un'area per la costruzione del palazzo Olbrich, simbolo di apertura verso le nuove tendenze artistiche.
Otto Wagner contribuì con progetti innovativi, come le stazioni della metropolitana di Vienna, caratterizzate dall'uso di materiali moderni e decorazioni in pietra e stucco, e la Casa della Maiolica, rivestita di piastrelle decorate con motivi floreali.
Il Palazzo delle Secessione è caratterizzato da ampie sale espositive illuminate da lucernai, un avancorpo a forma di parallelepipedo e una cupola sferica traforata, con pareti esterne semplici e prive di decorazioni, riflettendo l'estetica secessionista.
Adolf Loos sostenne l'assenza di ornamenti come segno dei tempi moderni, evidenziando questa visione nella Villa Steiner e nella Casa della Michaelerplatz, dove la facciata spoglia suscitò scandalo per la sua semplicità e mancanza di decorazioni.