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Concetti Chiave

  • Le statue di Kleobi e Bitone, realizzate da Polimède, sono opere in marmo di Paro, datate tra il 610-590 a.C. e rinvenute a Delfi.
  • Queste sculture rappresentano i due gemelli come atleti pronti a gareggiare, evidenziando l'importanza della forza fisica e del sacrificio.
  • Lo stile dorico delle statue si distingue per proporzioni tozze, simmetria e una modellazione essenziale, esprimendo un senso di equilibrio e grande tensione.
  • Le statue incarnano la figura umana come misura di tutte le cose, sottolineando il passaggio dall'idealizzazione divina a una rappresentazione più umana e realistica.
  • La composizione evidenzia un'architettura corporea, con dettagli anatomici ridotti e una struttura massiccia, simbolo della solennità del culto divino.

Origini e contesto storico

Autore: Polimède (o Ymèdes) uno scultore originario della città di peloponnesiaca di Argo.

Titolo: Kleobi e Bitone

Data / Periodo: 610-590 a.C.

Luogo: rinvenuti a Delfi e anche conservate nel Museo archeologico di Delfi.

Materiali utilizzati: in marmo di paro (h 218 cm, con la base h 216 cm)

Stile (appartenenza ad un’epoca, una corrente… barocco, cubista…): scultura dorica

Funzioni di un’opera (richiesta da parte di un committente, funzione devozionale, celebrativa, allegorica…): celebrativa, cioè dedicata agli dei.

Descrizione dell’opera (minimo cinque righe):

Descrizione delle statue

I Kouroi gemelli sono tipicamente nudi tranne per le scarpe che indossano, riprendendo probabilmente l'usanza degli atleti greci di gareggiare nudi.

Infatti; Jean Charbonneaux scrisse: “Sotto la fronte eretta non c'è pensiero; la luce è nei grandi occhi aperti che fissano la meta. Lo scultore ha presentato i due gemelli come atleti che stanno per iniziare una corsa. Il primo esempio dell'equilibrio dell'azione sospesa, motivo che sarà risolto classicamente da Policleto, gloria della scuola d'Argo.

Storia di Kleobi e Bitone

I due fratelli, nati ad Argo, dotati di una straordinaria forza fisica. Un giorno la madre, sacerdotessa di Era, doveva andare al tempio della divinità, ma i buoi che dovevano trainare il carro non erano tornati in tempo dai campi.

I due figli, allora, presero il loro posto e trainarono il carro e la madre su per la collina, sulla sommità della quale sorgeva il tempio. Arrivati, dopo una notte di festeggiamenti, stremati per la prova fisica, si addormentarono e non si risvegliarono più.

Caratteristiche stilistiche doriche

In ognuna di queste statue il corpo umano è concepito come una costruzione architettonica.

I valori estetici principali sono espressi dalla simmetria, dall'essenzialità, dall'equilibrio di volumi squadrati e solidi, dal gioco funzionale dei pesi e sostegni delle masse corporee che si comportano come colonne e trabeazioni.

Caratteristiche dello stile dorico sono le proporzioni tozze e massicce, le forme anatomiche piene, rese con una modellazione essenziale, tesa più a tornire geometricamente che a descrivere in dettaglio. Le forme anatomiche formano un insieme compatto e unito.

Le articolazioni sono appena indicate con qualche incisione appena graffita, come si nota nelle linee del diaframma, dei pettorali e dell'inguine o nel curioso motivo del ginocchio.

Si notano anche le sproporzioni tozze tipicamente doriche, la testa troppo grande, le braccia troppo corte. Ma le forme rudi non ostacolano la resa di un corpo vigoroso, che esprime un senso di forza, di grande tensione, di energia contenuta.

La compostezza ieratica, l'effetto monumentale dell'insieme sottolineano anche la solennità propria di queste statue dedicate agli dei.

Simmetria e proporzioni

Le due statue rappresentano uno dei migliori esempi di kouros "dorico".

Le due statue sono state scolpite rendendo la parte frontale predominante sulle altre (quelle laterali e posteriore); osservandola dagli altri lati ci si accorge di come infatti esse perdano di vigore.

Particolarità, ma non unicità, dei due Kouroi sono le corrispondenze simmetriche tra diverse parti del corpo; è proprio in questo periodo, infatti, che gli artisti greci iniziano a collegare la bellezza alla simmetria, fatto noto col termine di analogia. Se, idealmente, poniamo un asse di simmetria passante per le due ascelle (e quindi parallelo al terreno), troviamo corrispondenza tra le linee delle clavicole e quelle dei pettorali. Oppure tra le linee campaniformi del torace e quelle formate dall'inguine e dall'attaccatura delle gambe col busto. Oppure ancora tra le linee delle piegature delle braccia e quelle che formano la parte superiore delle rotule.

Dettagli anatomici e dedalici

La forma del viso e non solo tradisce discendenze dedaliche e la transizione tra la parte anteriore e la parte laterale della testa è molto brusca. Una fila decorativa di dischi forma una linea di riccioli sulla fronte, la parte restante dei capelli è raccolta posteriormente e lateralmente nella consueta suddivisione a trecce. Le grandi orecchie sono molto arretrate rispetto al viso e il lobo è risolto come un disco piatto. I modi dedalici vengono interpretati in senso maggiormente plastico e nel complesso strutturale massiccio e unitario si notano alcuni elementi anatomici evidenziati in modo puramente decorativo tramite incisioni e affossamenti come la linea dell'addome e quelle del pube. La nitidezza e l'incisività delle forme sono caratteristiche dello stile argivo, non è possibile quindi stabilire se l'accentuazione muscolare nei Kouroi gemelli sia da mettere in relazione con il soggetto. Le membra del Kleobis hanno una straordinaria robustezza, con un'anatomia possente che ricorda blocchi di pietra accostati.

Significato e iconografia

Si tratta di due umani, non di un monarca divinizzato come nelle precedenti culture mediterranee; proprio la figura umana aveva quindi già assunto il valore nodale dell'arte greca, quale la "misura di tutte le cose", dotato di razionalità e al centro dell'universo. I due eroi sono raffigurati eretti e completamente nudi. Queste figure furono oggetto di innumerevoli repliche e, un po' per come era successo nell'architettura, si fissò un tema che divenne un'iconografia fondamentale, utilizzato spesso dagli artisti ma comunque dotato di un certo raggio di scelta indipendente nella resa finale.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine e il contesto storico delle statue di Kleobi e Bitone?
  2. Le statue sono state create dallo scultore Polimède di Argo tra il 610 e il 590 a.C. e sono state rinvenute a Delfi, attualmente conservate nel Museo archeologico di Delfi.

  3. Qual è la funzione delle statue di Kleobi e Bitone?
  4. Le statue hanno una funzione celebrativa, essendo dedicate agli dei, e rappresentano un tributo alla forza e al sacrificio dei due fratelli.

  5. Quali sono le caratteristiche stilistiche delle statue in stile dorico?
  6. Le statue presentano proporzioni massicce e tozze, con un corpo concepito come una costruzione architettonica, esprimendo simmetria ed equilibrio, tipici dello stile dorico.

  7. Come viene rappresentata la figura umana nelle statue di Kleobi e Bitone?
  8. Le statue raffigurano due umani eretti e completamente nudi, simbolizzando la centralità dell'essere umano nell'arte greca, in contrasto con le figure divinizzate delle culture precedenti.

  9. Quali elementi anatomici e stilistici caratterizzano le statue?
  10. Le statue mostrano dettagli anatomici evidenziati in modo decorativo, con una forma del viso che tradisce influenze dedaliche e una robustezza che ricorda blocchi di pietra, esprimendo forza e tensione.

Domande e risposte

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