Concetti Chiave
- La vecchiaia è vista come un processo dinamico, e ci sono modi per facilitarne il passaggio e mantenerla meno traumatica.
- Secondo il ricercatore Marc Harris, gli anziani possono sperimentare momenti felici, a condizione di rimanere attivi e coinvolti nella vita sociale.
- Oggi, l'anziano è spesso emarginato e percepito come un problema organizzativo, in netto contrasto con il passato in cui era al centro delle interazioni sociali.
- L'emarginazione degli anziani porta a un incremento delle patologie psicopatologiche e a una vita vissuta senza significato.
- In Italia, sono state avviate iniziative per coinvolgere gli anziani in attività sociali e ricreative, come corsi di musica e attività di supporto nei contesti scolastici.
La vecchiaia e i suoi momenti
Ragionando come un fisico, dobbiamo porci una domanda: la vecchia è statica o dinamica? Ci sono modi per rendere questo passaggio obbligatorio nella vita di ognuno,meno traumatico possibile? La risposta è sì.
Albert Einstein in un suo intervento all’Università di Princeton nel marzo del 1950 afferma quanto segue: “la vecchia ha i suoi momenti belli; ma per l’uomo non ci sono certezze e la fortuna non lo conduce necessariamente alla vecchiaia stessa: ma lo congeda a suo piacimento”.
Ma è proprio vero che la vecchiaia ha anche i suoi momenti belli? Secondo lo studioso Marc Harris dell’Università di Mosca è così.In molti suoi studi su soggetti in età avanzata,hanno dato conferma che si può esser felici ma l’unica è che il vecchio deve essere tenuto sempre attivo.
Tuttavia credo che parlare di anziani in molti giovani, purtroppo suscita quasi una condizione di rigetto di matrice culturale. Ciò dipende sicuramente da una sorta di rottura,di falla generazionale che purtroppo è molto diffusa nella nostra società falsamente ed ipocritamente evoluta.
Non molto tempo fa,mia nonna mi narrava di come (purtroppo solo in passato) l’anziano era visto.
La persona ormai non più giovane, era messa al centro di ogni discussione,come punto focale e nodale di ogni evento; tutto,o quasi, ruotava attorno a questa maestosa figura. Oggi invece c’è un fatto tristemente vero: l’anziano è emarginato e purtroppo nessuno,di questo bieco dramma, se ne fa carico. Ed è una vergogna!
Perciò il suo destino sembra essere quello di un derelitto capace solo di creare una sorta di “problema” organizzativo, di come cioè questo anziano deve essere gestito. Ed io me ne dispiaccio che sia così.
Condizioni psico-fisiche degli anziani
Questo, come è facilmente intuibile, influisce non poco sulle condizioni psico-fisiche ed attitudinali di questi “nonni”.
Non a caso,alcuni dati ISTAT riportano l’incremento di patologie e sindromi “psicopatologiche” in questa età: la vita spesso, è intesa come priva di significato.
E’ naturale che il soggetto giunto in età senile non sappia (o sovente non può) usufruire del proprio tempo libero che in questa età è molto. Perciò le passeggiate spesso in solitaria,la televisione e vecchie fotografie ormai ingiallite e dimenticate anche dal tempo,diventano l’unica forma di “pseudo-comunicazione”.
Differenze di genere nella vecchiaia
In molti paesi soprattutto del sud Italia,come riferiscono alcuni dati, l’anziano (solitamente uomo) è messo in “stand-by”, cioè lasciato in disparte come una sorta di derelitto capace solo di far sopravvivere qualche figlio scapolo grazie ai sussidi ricevuti dallo Stato.
Mentre per le donne è un pochino diverso: infatti la menopausa può finalmente permettere alla donna,per esempio,di vivere liberamente la propria sessualità, ma non di rado, questo d’altro canto,porta ad una sorta di senso di colpa dal momento in cui la donna stessa,per ragioni fisiologiche, non può più divenire ancora madre.
Di conseguenza questi avvenimenti possono determinare soprattutto nella donna una notevole diminuzione dell’autostima.
E’ da aggiungersi, a questo quadro precedentemente tracciato, una possibile “aggravante”; infatti col sopraggiungere dell’età senile,purtroppo l’anziano viene “accompagnato” anche da malattie e finisce per essere messo in disparte dal momento in cui costituisce una sorta di intralcio alla vita caotica.
Infatti basta passare una giornata in ospedale, per rendersi conto che tuttavia, l’anziano è visto come una sorta di fardello,una persona che generalmente finge di star male solo per occupare un letto e sentire sulla sua pelle ancora un pò di calore umano.
Non a caso nell’anziano non è difficile riscontrare comportamenti infantili,lamentandosi per ogni piccola cosa: sia essa cibo o abruzioni quotidiane.
Ed è proprio in questa fase che il resto della famiglia deve far sentire il proprio amore verso queste persone, rendendole (per quanto possibile) ancora attive e valide.
Lo Stato italiano,grazie ai famosi “ammortizzatori sociali”, ha da qualche tempo avviato delle campagne sociali che vedono l’anziano fuori dalle scuole a regolare il traffico durante l’uscita dei bambini. In molte città,ad esempio, vengono avviati corsi di ricamo,corsi di musica, di canto, palestre, iniziative tutte atte a preservare l’integrità psico-fisica dell’anziano.
Domande da interrogazione
- La vecchiaia è un periodo statico o dinamico della vita?
- Qual è l'importanza dell'attività per gli anziani secondo gli studi di Marc Harris?
- Come viene percepita la figura dell'anziano nella società attuale?
- Quali sono le differenze di genere nella percezione della vecchiaia?
- Quali iniziative sono state avviate dallo Stato italiano per supportare gli anziani?
La vecchiaia è considerata dinamica, e ci sono modi per rendere questo passaggio meno traumatico, come affermato nel testo.
Secondo Marc Harris, l'unica condizione per la felicità degli anziani è mantenerli sempre attivi, come evidenziato nei suoi studi.
Oggi, l'anziano è spesso emarginato e visto come un "problema" organizzativo, a differenza del passato, quando era al centro delle discussioni familiari.
Gli uomini anziani sono spesso messi in disparte, mentre le donne possono vivere la menopausa come un'opportunità, ma affrontano anche un senso di colpa per non poter più diventare madri.
Lo Stato ha avviato campagne sociali che coinvolgono gli anziani in attività come la regolazione del traffico e corsi di ricamo e musica, per preservare la loro integrità psico-fisica.