Concetti Chiave
- Il metodo fenomenologico di Kanizsa richiede ai soggetti di descrivere esperienze immediate in situazioni stimolanti, considerato scientifico dall'autore.
- Si distingue tra oggetto fisico, chiaramente visibile, e oggetto fenomenologico, che dipende dalla percezione, come nel caso del triangolo di Kanizsa.
- La mente ha una tendenza naturale a completare figure incomplete, creando illusioni ottiche attraverso unificazione di elementi percettivi.
- Kanizsa, nel 1978, pubblica un'opera sulla teoria della Gestalt, evidenziando dieci fraintendimenti derivanti da semplificazioni e riduzionismi.
- Tra i fraintendimenti, la teoria della Gestalt è vista come una teoria vitalista e nega l'importanza di fattori motivazionali e dell'esperienza nella percezione.
Metodo fenomenologico di Kanizsa
Il metodo di analisi utilizzato per questa esperienza diretta è quello fenomenologico → secondo Kanizsa è scientifico. Consiste nel presentare a un osservatore una situazione stimolante ben determinato nei suoi parametri richiedendo al soggetto la descrizione delle sue esperienze immediate genuine.
Distinzione tra oggetto fisico e fenomenologico
L’autore comincia a presentare la distinzione tra oggetto fisico e fenomenologico. Lo vediamo realmente → oggetto sopra a qualcos’altro → l’apparenza è quella di una figura a forma di clessidra dietro la quale traspare un’ellisse nera. Vediamo questo elemento di trasparenza perché è frutto di questa sovrapposizione di colori ma la trasparenza non esiste.
→ c’è un oggetto fisico ma non si riesce a vedere l’oggetto fenomenico. Oggetto fisico chiaramente visibile alla persona.
→ triangolo di Kanizsa → oggetto fenomenico. La nostra mente elabora e affronta in questo modo la realtà vedendo questi fenomeni percettivi e producendo questo tipico effetto di illusione ottica.
Perché avviene? i 3 angoli della figura hanno una forte tendenza a unificarsi e nel momento in cui c’è questo bisogno di unificarsi si crea l’impressione di un triangolo equilatero.
Guardando la figura 3 e 4, in una si può notare come ci sia il bisogno di completamento mentre nell’altra no
⇒ per questo che compare l’oggetto in un determinato modo. Quando ho forme incomplete, aperte noi abbiamo il bisogno di completare la figura e di attribuirne un significato.
Uno psicologo della percezione lavora sugli stimoli, sull’organizzazione figurale, non ha bisogno di tanti soggetti sperimentale perché quando lavora su questa organizzazione di stimoli ha la manipolazione sufficiente per ottenere un risultato → ed è così che lavora uno psicologo che adotta il metodo fenomenico come metodo di lavoro.
Teoria della Gestalt e fraintendimenti
Nel 1978 Kanizsa, insieme a Legrenzi, pubblica La teoria della Gestalt: distorsioni e fraintendimenti dove Kanizsa scrive un capitolo intitolato La teoria della Gestalt: distorsioni e
fraintendimenti in cui enuncia 10 fraintendimenti che sono stati frutto di una serie di semplificazioni dovute alla conversione, passaggio di informazioni che ha visto una serie di riduzionismi propri della psicologia della Gestalt.
Gli altri 5 punti abbracciano temi più ampi
6. La teoria della gestalt è “una teoria vitalista”
7. La teoria della gestalt “nega l’azione dei fattori motivazionali della percezione”
8. La psicologia della gestalt “nega l’azione dell’esperienza”
9. Per la teoria della gestalt “la regolarità equivale a simmetria”
10. Per la teoria della gestalt “i problemi si risolvono mediante l’insight”
Domande da interrogazione
- Qual è il metodo di analisi utilizzato da Kanizsa per studiare le esperienze percettive?
- Qual è la differenza tra oggetto fisico e oggetto fenomenologico secondo Kanizsa?
- Come si manifesta il bisogno di completamento nelle figure incomplete?
- Quali sono alcuni fraintendimenti legati alla teoria della Gestalt secondo Kanizsa?
Kanizsa utilizza il metodo fenomenologico, considerato scientifico, che richiede agli osservatori di descrivere le loro esperienze immediate in situazioni stimolanti ben definite.
L'oggetto fisico è chiaramente visibile, mentre l'oggetto fenomenologico, come il triangolo di Kanizsa, è un'illusione ottica creata dalla mente che tende a completare forme incomplete, generando un'impressione di unità.
Quando osserviamo forme aperte, la nostra mente ha una tendenza a completarle e attribuirne un significato, come dimostrato nelle figure 3 e 4, dove in una figura si percepisce il bisogno di completamento.
Kanizsa elenca diversi fraintendimenti, tra cui l'idea che la teoria della Gestalt sia "vitalista" e neghi l'azione dei fattori motivazionali e dell'esperienza nella percezione, oltre a confondere regolarità con simmetria.