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Concetti Chiave

  • La Gestalt, nata alla fine dell'800, si basa sull'esperienza soggettiva e si oppone all'empirismo, richiamandosi a Kant.
  • I principi fondamentali della Gestalt si fondano sulla riflessione filosofica e l'attenzione agli aspetti innati della conoscenza.
  • Wertheimer e Koffka hanno contribuito alla Gestalt, enfatizzando la sintesi della realtà e il movimento apparente.
  • Köhler ha introdotto il concetto di "insight" studiando l'intelligenza delle scimmie, mentre Lewin ha analizzato le dinamiche di gruppo nella psicologia sociale.
  • I gestaltisti contestano gli strutturalisti, affermando che la coscienza è un tutto indivisibile e che la realtà deve essere osservata direttamente.

Origini della Gestalt

Alla fine dell’800 si diffonde una nuova corrente di ricerca psicologica, ovvero la Gestalt (in tedesco “forma”). Si diffuse prevalentemente in America. La Gestalt si inserisce all’interno di una prospettiva di tipo fenomenologico secondo il quale è centrale l’esperienza che si verifica in un soggetto nel momento in cui egli esamina un certo fenomeno (sensazioni, immagini ecc…).

Si oppone radicalmente all’empirismo ma si riallaccia alla riflessione di Immanuel Kant e alla sua concezione dei processi di conoscenza, dalla quale ricava un pensiero sui contenuti dell’esperienza.

Quali sono i principi fondamentali della Gestalt?

La Gestalt deriva perciò dalla riflessione filosofica: l’utilizzo del metodo fenomenologico, l’attenzione per gli aspetti innati della conoscenza, la considerazione delle funzioni psichiche come oggetto di studio.
I principali esponenti sono Wertheimer, Koffka, K öhler e Lewin.

Contributi di Wertheimer e Koffka

Wertheimer- afferma che ciò che si ricorda di più è una sintesi della realtà e che il riconoscimento di una figura deriva dall’esperienza;

Koffka- partecipò agli esperimenti di Wertheimer sul movimento apparente e fu uno degli esponenti del principio dell’isomorfismo (operare tra processi fenomenologici del cervello);

Contributi di Köhler e Lewin

K öhler- collaborò con Wertheimer e Koffka. Compì numerosi studi sull’intelligenza delle scimmie. Per esempio ci fu un esperimento nel quale uno scimpanzé doveva risolvere un problema ed in quella situazione, K öhler adoperò il termine insight (che significa”intuire”, “vedere dentro”) per definire quel fenomeno che accompagnava il momento della soluzione del problema.

Lewin- ha messo in atto le regole dell’interazione tra le parti ed è considerato il massimo esponente della psicologia sociale. All’analisi del gruppo, Lewin applica i concetti fondamentali della Gestalt: un gruppo di persone non è dato dalla somma delle singole individualità, ma costituisce una realtà diversa.

Critica agli strutturalisti

I gestaltisti rifiutano completamente l’impostazione degli strutturalisti affermando che:

- La coscienza non è scomponibile in elementi semplici e che il “tutto è più della somma delle singole parti” (cioè che la globalità di un fenomeno non può essere spiegata ricorrendo alla semplice unione di più elementi);

- L’approccio fenomenologico richiede di osservare la realtà in maniera diretta attribuendole quel valore che essa ci presenta.

Concetto di qualità Gestalt

Il concetto di Gestalt: la qualità Gestalt (del tutto) non è riferibile alla presenza dei singoli elementi, ma dipende dalle relazioni che esistono tra di loro, dalla loro struttura, dalla particolare organizzazione con cui sono posti.
Wertheimer pubblicò un articolo sulla percezione dei movimenti e descriveva la percezione del movimento fenomenico o “fenomeno phi” come un movimento apparente ed illusorio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della corrente psicologica della Gestalt?
  2. La Gestalt si sviluppò alla fine dell'800 come una nuova corrente di ricerca psicologica, diffondendosi principalmente in America e inserendosi in una prospettiva fenomenologica che pone al centro l'esperienza del soggetto nell'analisi di fenomeni come sensazioni e immagini.

  3. Quali sono i principi fondamentali della Gestalt?
  4. I principi fondamentali della Gestalt derivano dalla riflessione filosofica e includono l'uso del metodo fenomenologico, l'attenzione agli aspetti innati della conoscenza e lo studio delle funzioni psichiche, con esponenti chiave come Wertheimer, Koffka, Köhler e Lewin.

  5. Quali contributi hanno dato Wertheimer e Koffka alla Gestalt?
  6. Wertheimer ha evidenziato che la memoria è una sintesi della realtà e che il riconoscimento di una figura deriva dall'esperienza, mentre Koffka ha partecipato agli esperimenti sul movimento apparente e ha sostenuto il principio dell'isomorfismo tra processi fenomenologici del cervello.

  7. Come si differenzia la Gestalt dagli approcci strutturalisti?
  8. I gestaltisti rifiutano l'impostazione strutturalista, sostenendo che la coscienza non è scomponibile in elementi semplici e che "il tutto è più della somma delle singole parti", enfatizzando l'importanza di osservare la realtà in modo diretto e attribuirle il valore che essa presenta.

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