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Concetti Chiave

  • La classificazione di Kretschmer delle tipologie fisiche include leptosomici, atletici e picnici, ognuna collegata a specifici temperamenti psicologici.
  • I comportamentisti sostengono che l'ambiente rinforza comportamenti conformi alle attese culturali legate alla fisicità, influenzando la personalità.
  • La teoria dei tratti evolve dalla teoria dei tipi, considerandoli come dimensioni comuni che permettono di collocare gli individui su un continuum di tratti.
  • Allport definisce il tratto di personalità come una predisposizione a comportamenti simili in diverse situazioni, distinguendo tra tratti stabili e stati transitori.
  • L’analisi fattoriale, applicata da Cattell, consente di semplificare le variabili di personalità in categorie gestibili, portando alla definizione di 16 fattori e al modello dei big five.

Quali sono i tipi umani e la genetica?

Se esistono dei tipi umani che si possono ricondurre a una dotazione genetica originale, allora questo tipo si manifesterà innanzitutto nell’aspetto fisico, che è l’aspetto più evidente legato alla genetica. Kretschmer divide gli esseri umani in tre grandi tipologie in base all’aspetto fisico: persone longilinee, persone medie e persone tendenti all’obesità. Questi tipi fisici sono messi in relazione alla personalità: in base alla propria predisposizione genetica che si esprime nella fisicità, ciascuno è predisposto ad avere un determinato temperamento:

Leptosomici: tipo longilineo. Tendenza psicologica alla schizotimia (umore introverso, propenso alla depressione, scarsa socievolezza: forma attenuata del temperamento schizofrenico).

Atletici: tipo medio. Tendenza alla ixotimia (elementi di vischiosità).

Picnici: tipo pingue. Tendenza alla ciclotimia (andamento ciclico dell’umore, forma attenuata del temperamento maniaco-depressivo) → pigrizia intrinseca.

Secondo i comportamentisti si può corroborare questa teoria tipologica con l’apprendimento sociale → una persona che nasce con una certa costituzione fisica troverà nell’ambient in cui vive una serie di attese corrispondenti al temperamento che la sua cultura a una certa fisicità. Per questo i suoi comportamenti corrispondenti a atali attese verranno rinforzati, mentre gli altri ignorati o contrastati.

Ogni individuo rientra strettamente in una casella → la classificazione è assolutamente sintetica, ma il limite è evidente: le sfumature sono molte e inoltre le persone nel corso della vita possono passare da una casella all’altra → strumento troppo rigido.

Teoria dei tratti

Teoria dei tratti

La teoria dei tipi evolve verso la teoria dei tratti. Questi sono delle dimensioni comuni a tutti gli individui a differenza dei tipi. Dimensioni strutturali, nomotetiche. A partire da diversi tratti una persona può collocarsi in una certa dimensione di più tratti. La prima dimensione è quella dell’intro o dell’estroversione. La seconda dimensione è la stabilità emotiva, ossia il modo in cui la persona si relaziona relativamente al tono emotivo delle sue relazioni con l’ambiente che si manifesta in un’alta o bassa sensibilità → Abbiamo un quadrato latino e l’individuo viene collocato per come si muove in queste coordinate. La teoria dei tipi è categoriale e dicotomica, mentre quella dei tratti implica delle dimensioni presenti in tutti in varie quantità.

Esponenti delle teorie dei tratti sono Allport, Eysenck. Allport definisce un ‘tratto’ di personalità come la “predisposizione ad agire nello stesso modo in un ampio numero di situazioni”: il tratto si può così generalizzare – in clinica, per es., si distingue un tratto d’ansia (disposizione permanente) da un’ansia di stato (accidentale, legata alla situazione). Solitamente, i tratti hanno la struttura di fattori, ovvero di disposizioni bipolari costituite da un continuum tra due estremi (es.: introversione-estroversione; dominanza-sottomissione; conservatorismo-radicalismo…). La personalità risulta dall’intersecazione dei diversi fattori, in punti diversi (es.: soggetto piuttosto introverso, con tendenza spiccata alla sottomissione e valori medi di conservatorismo…).

Siamo sempre in un approccio per cui il comportamento è spiegato in base alle differenze individuali.

L’analisi fattoriale e il metodo lessicografico

Analisi fattoriale e lessicografica

L’approccio lessicografico (inaugurato da Allport e Odbert) assume che la personalità dei singoli rivesta una particolare importanza nell’ambito delle relazioni sociali. Per questo, si presume che il linguaggio contenga, magari in modo implicito e irriflesso, una teoria classificatoria delle principali caratteristiche che rendono ragione delle diverse forme di personalità. Si parte dunque da un’analisi del lessico per individuare i tratti salienti della personalità. Si richiede quindi a un gruppo di ‘giudici’ di raggruppare le varie caratteristiche in gruppi omogenei, dove le caratteristiche sono contigue o simili. L’intuizione di Cattell fu di applicare lo strumento statistico dell’analisi fattoriale a questo insieme di variabili, per ricondurle a un gruppo di categorie padroneggiabili. Giunge così a 16 fattori di personalità, da cui è ricavato uno dei più famosi test di personalità, tutt’ora in uso. Dal modello a 16 fattori di Cattell si è poi evoluto il cosiddetto modello dei big five, che spiega la personalità a partire da cinque grandi dimensioni della personalità.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le tre tipologie fisiche identificate da Kretschmer e come si collegano alla personalità?
  2. Kretschmer identifica tre tipologie fisiche: leptosomici (longilinei), atletici (medi) e picnici (pingui), ognuna delle quali è associata a specifici temperamenti psicologici, come la schizotimia per i leptosomici e la ciclotimia per i picnici.

  3. In che modo la teoria dei tratti differisce dalla teoria dei tipi?
  4. La teoria dei tratti si basa su dimensioni comuni a tutti gli individui, mentre la teoria dei tipi è categoriale e dicotomica. I tratti possono variare in quantità e si intersecano per formare la personalità, a differenza delle categorie rigide della teoria dei tipi.

  5. Chi sono alcuni esponenti della teoria dei tratti e come definiscono un tratto di personalità?
  6. Allport ed Eysenck sono esponenti della teoria dei tratti. Allport definisce un tratto come una predisposizione ad agire in modo simile in diverse situazioni, distinguendo tra tratti permanenti e stati accidentali.

  7. Qual è l'approccio lessicografico e come contribuisce alla comprensione della personalità?
  8. L'approccio lessicografico, sviluppato da Allport e Odbert, analizza il linguaggio per identificare le caratteristiche della personalità, raggruppando tratti simili attraverso il giudizio di esperti, contribuendo così a una classificazione delle forme di personalità.

  9. Come si è evoluto il modello di personalità di Cattell e quali sono le sue implicazioni?
  10. Cattell ha applicato l'analisi fattoriale per identificare 16 fattori di personalità, da cui è derivato uno dei test di personalità più noti. Questo modello ha portato all'evoluzione del modello dei big five, che spiega la personalità attraverso cinque dimensioni principali.

Domande e risposte

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