Concetti Chiave
- Il cognitivismo emerge come una riflessione sulla mente, considerata un sistema autonomo che media tra stimoli esterni e risposte, superando l'approccio fisicalista.
- La mente è vista come un elaboratore di informazioni, simile a un computer, dove gli input vengono codificati e trasformati in output attraverso processi complessi.
- I sistemi cognitivisti si concentrano sulla logica di elaborazione delle informazioni, piuttosto che sull'hardware, creando simulazioni del funzionamento mentale.
- Hebb, pioniere nel collegare cognitivismo e fisiologia, propone l'idea di circuiti neuronali che si attivano più rapidamente con esposizioni ripetute a stimoli, gettando le basi delle reti neurali.
- Il modello di Hebb, sebbene non completamente attendibile, rappresenta un primo tentativo di spiegare i processi mentali con riferimenti fisiologici, avvicinando cognitivismo e neuroscienze.
Quali sono le origini del cognitivismo?
Il congnitivismo nasce dalla riflessione sulla scatola nera che media la relazione tra mondo che stimola e risposta.
La mente diventa pensata in termini di sistema, ossia totalità organizzata che si rende autonoma rispetto al contesto, non più un riflesso del mondo esterno come sosteneva l’approccio fisicalista. Lo psichismo ha bensì carattere autoregolativo.
Elaborazione delle informazioni
Col cognitivismo si fa avanti l’idea di mente come elaboratore di informazioni, un sistema in cui scorrono le informazioni. Gli input vengono codificati. Il modo di rappresentare la mente è parallelo allo sviluppo dei primi computer → computer riceve input e grazie al suo software fa delle elaborazioni per poi emetter output.
Simulazioni e sistemi cognitivisti
I cognitivisti non si interssano tanto dell’hardware, quanto più del software → qual è la logica di elaborazione dell’informazione. I sistemi cognitivisti sono delle simulazioni del modo di elaborazione dell’informazione non tanto delle basi fisiologiche sulle quali si basa questa elaborazione.
Modello di Hebb e reti neurali
Autore che fa propria l’istanza cognitivista ma è il primo che prova a simulare processi di elaborazione su base fisiologica. Egli sostiene che al principiio di una presentazione sensoriale si forma un circuito neuronale, che alla seconda esposizione si riattiva ma con più velocità in quanto l’oggetto era già stato conosciuto. Egli è il padre delle reti neurali e prova a dare spiegazioni di carattere fisiologico ai processi elaborativi di cui i cognitivisti parlano mettendo da parte la base materiale di tali processi. Il modello di Hebb non è in realtà attendibile ma è un primo tentativo di dare una spiegazione materiale e fisiologica dei processi elaborativi mentali.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del cognitivismo e come si differenzia dall'approccio fisicalista?
- In che modo il cognitivismo rappresenta la mente e quali sono le analogie con i computer?
- Chi è il modello di Hebb e quale contributo ha dato alla comprensione delle reti neurali?
Il cognitivismo nasce dalla riflessione sulla "scatola nera" che media la relazione tra stimolo e risposta, concependo la mente come un sistema autonomo e autoregolativo, in contrasto con l'approccio fisicalista che la vedeva come un semplice riflesso del mondo esterno.
Il cognitivismo concepisce la mente come un elaboratore di informazioni, simile a un computer che riceve input, li elabora tramite un software e produce output, evidenziando un parallelismo tra i processi mentali e quelli informatici.
Il modello di Hebb, pur non essendo completamente attendibile, è un primo tentativo di spiegare i processi di elaborazione mentale su base fisiologica, suggerendo che circuiti neuronali si formano e si riattivano più rapidamente con l'esposizione ripetuta a stimoli, ponendo le basi per lo sviluppo delle reti neurali.