Esame di Stato 2002
Prima prova
Compito di italiano
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.
Tipologia A - Analisi del testo
S. Quasimodo, Uomo del mio tempo
1 Sei ancora quello della pietra e della fionda,
2 uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
3 con le ali maligne, le meridiane di morte,
4 - t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
5 alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
6 con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
7 senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
8 come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
9 gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
10
11 quando il fratello (1) disse all'altro fratello:
12 "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
13 è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
14 Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
15 salite dalla terra, dimenticate i padri:
16 le loro tombe affondano nella cenere,
17 gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
Note: (1) è Caino che induce Abele a seguirlo.
Salvatore Quasimodo, siciliano (1901-1968), collaboratore delle maggiori riviste letterarie del ventennio, insegnante di italiano al Conservatorio di Milano, fu premio Nobel nel 1959.
Rappresentante autorevole dell'ermetismo, cioè di una scuola poetica caratterizzata dalla concezione della poesia come linguaggio assoluto, puro, suggestivo, musicale, a seguito dell'esperienza della guerra e del dopoguerra si orientò in una direzione diversa: i poeti dovevano saper dialogare con gli altri uomini ed esprimere i temi sociali. Questa poesia, inserita nella raccolta "Giorno dopo giorno", pubblicata nel 1947, riflette questo orientamento.
1) Comprensione del testo
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non più di dieci righe.
2) Analisi del testo
Spiega il significato delle espressioni "ali maligne", "meridiane di morte" e confrontale con la definizione che il poeta dà dell'uomo al verso 1. Interpreta la connessione tra "scienza esatta" e "sterminio" e spiega il significato della parola "persuasa" che fa da connettivo. Illustra il senso dell'espressione "E questo sangue odora" partendo dalla dura affermazione dei versi 7-9.
La proposizione "senza", il verbo "uccidere", la congiunzione "come" si ripetono con insistenza nei versi 7-8. Per comunicare che cosa? Rifletti sul rapporto tra l'uomo "senza Cristo" e il ricordo di Caino e Abele.
Nei versi conclusivi i figli sono esortati a dimenticare i padri con alcune metafore. Spiegane il significato.
3) Interpretazione complessiva e approfondimenti
Questa poesia è stata scritta nell'ultimo, atroce periodo della Seconda guerra mondiale.
Contestualizzala, scegliendo uno o più dei seguenti ambiti di riferimento:
- Altre liriche dello stesso Quasimodo;
- Testi poetici di autori a lui contemporanei o correnti artistico-letterarie coeve;
- La situazione socio-economica e politica dell'Italia nella prima metà del Novecento.
Tipologia B - Redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale
(Puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti.)
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di 'saggio breve' o di 'articolo di giornale', utilizzando i documenti o i dati che lo corredano.
- Se scegli la forma del saggio breve, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Da' al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
- Se scegli la forma dell'articolo di giornale, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo pezzo. Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione.
1. Ambito artistico letterario
Argomento: poeti e paesaggio natio
Documenti
Traversando la Maremma toscana
Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.
Ben riconosco in te le usate forme
Con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovanile incanto.
Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano
pace dicono al cuor le tue colline
con le nebbie sfumenti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.
G. Carducci - Rime nuove, 1885
I pastori
Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natìa
rimanga ne' cuori esuli a conforto
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano (1).
E vanno pel tratturo (2) antico al piano
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.