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Concetti Chiave

  • La presenza dell'osservatore può influenzare significativamente la situazione, creando una perturbazione reciproca tra osservatore e osservato.
  • La soggettività nell'osservazione è inevitabile e il linguaggio utilizzato deve essere obiettivo per rispettare la neutralità.
  • L'osservazione può essere classificata in diverse modalità: attributiva, narrativa, allospettiva e introspettiva, ognuna con il proprio focus specifico.
  • L'osservazione attributiva si concentra sulla presenza o assenza di caratteristiche, mentre l'osservazione narrativa segue lo svolgimento delle azioni.
  • Nell'osservazione allospettiva, l'osservatore si mantiene fisicamente distante dall'oggetto, mentre nell'introspezione il soggetto coincide con l'oggetto dell'indagine.

Che cos'è l'influenza dell'osservatore?

Alcuni studiosi affermano che l’osservatore influisce in maniera minima sulla situazione; altri sono di parere opposto e sostengono la tesi secondo la quale la presenza dell’osservatore provoca delle modifiche sostanziali nella situazione. La Kohn, analizzando la situazione che si crea con la presenza dell’osservatore, afferma che il rapporto tra questi e l’osservato provoca una perturbazione reciproca. L’osservatore occupa un posto di potere e ha un ruolo prevalente sul campo.

Neutralità e linguaggio

Si può affermare che il problema della soggettività permane: non può essere completamente neutralizzata anche nelle procedure più rigorose e controllate. Un aspetto importante relativo alla neutralità dell’osservazione è quello del linguaggio utilizzato. Per rispettare l’obiettività si deve evitare l’uso di commenti, di valutazioni e di parole ambigue che possono essere interpretate. Questa procedura viene chiamata a debole inferenza. All’opposto si colloca la procedura definita a forte inferenza, la quale implica l’attribuzione di significati ai fatti sottoposti a indagine.

L’oggetto dell’osservazione

Modalità di osservazione

Postic e De Ketele distinguono diverse modalità di approccio:

- L’osservazione attributiva, quando l’osservazione è concentrata sulla constatazione della presenza/assenza dell’oggetto indagato, sulla presenza/assenza di una determinata caratteristica dell’oggetto (attributo), sulla presenza/assenza di un’azione sull’oggetto stesso (predicato).

- L’osservazione narrativa, quando l’attenzione dell’operatore è centrata sullo svolgimento delle azioni, sulla successione degli stati fisici o affettivi che accompagnano tale svolgimento.

- L’osservazione allospettiva, quando esiste una distinzione fisica fra osservatore e osservato. L’osservatore si limita a condurre l’osservazione.

- L’osservazione introspettiva, quando il soggetto e l’oggetto dell’indagine coincidono.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto della presenza dell'osservatore sulla situazione osservata?
  2. La presenza dell'osservatore può provocare modifiche sostanziali nella situazione, come affermato da Kohn, che evidenzia una perturbazione reciproca tra osservatore e osservato, con l'osservatore che occupa una posizione di potere.

  3. In che modo il linguaggio influisce sulla neutralità dell'osservazione?
  4. Il linguaggio utilizzato nell'osservazione è cruciale per mantenere l'obiettività; è necessario evitare commenti e parole ambigue, adottando una procedura a debole inferenza per garantire una maggiore neutralità.

  5. Quali sono le diverse modalità di osservazione secondo Postic e De Ketele?
  6. Le modalità di osservazione includono l'osservazione attributiva, narrativa, allospettiva e introspettiva, ognuna con un focus specifico su caratteristiche, azioni o sulla relazione tra osservatore e osservato.

Domande e risposte

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