Concetti Chiave
- Il legame iniziale madre-neonato è cruciale nello sviluppo delle intelligenze personali, con il neonato che mostra empatia e segni di altruismo fin dai primi giorni di vita.
- Dai due ai cinque anni, il bambino inizia a usare simboli per esprimere la sua identità e a comprendere i ruoli sociali, influenzato dalle interazioni con gli altri.
- Durante l'età scolare, il bambino sviluppa la comprensione della reciprocità nei rapporti interpersonali, affrontando anche timori di inadeguatezza.
- Alla fine dell'infanzia, si formano reti amicali e aumenta la sensibilità sociale, ma può emergere la solitudine se non si instaurano amicizie significative.
- In adolescenza, l'individuo diventa più consapevole delle proprie esigenze interiori e delle motivazioni degli altri, cercando relazioni basate su comprensione e sostegno.
Qual è il legame iniziale madre-neonato?
Lo sviluppo delle intelligenze personali prende le mosse dal legame fra il neonato e la madre, che nel primo anno di vita raggiunge la massima intensità, e si articola poi in una serie di fasi:
- Il neonato: fin dai primissimi giorni di vita il bambino sperimenta una varietà di sentimenti e di affetti che si manifestano attraverso una serie di espressioni facciali universali; all’età di due mesi è già in grado di discernere espressioni facciali altrui - il padre dalla madre, gli estranei dai genitori, le espressioni tristi da quelle gioiose- e di imitarle. Mostra inoltre i primi segni di empatia e risponde per “simpatia” quando sente un altro neonato piangere o qualcuno soffrire. Si tratta dei primi inequivocabili segnali di interesse per l’altro e di altruismo. Intorno al secondo anno di vita, il bambino inizia ad avere la consapevolezza di possedere un corpo fisicamente separato e una distinta identità: comincia a reagire quando viene chiamato col proprio nome e inizia a chiamare se stesso per nome;
Simboli e sviluppo personale
- Dai due ai cinque anni: il bambino inizia a usare vari simboli per riferirsi a se stesso (io, mio), agli altri (tu, lui, mamma) e alle proprie esperienze (hai paura, sei triste ecc.). La comparsa di questi simboli ha enormi implicazioni per lo sviluppo delle intelligenze personali: “Il bambino non ha più bisogno di fondarsi su discriminazioni preprogrammate e su sue inferenze personali (se esistono); è invece la cultura a mettere a sua disposizione un intero sistema di interpretazione a cui egli attinge nei tentativi di capire le esperienze cui è soggetto egli stesso, oltre a quelle che implicano altre persone”. Attraverso il gioco, i disegni, i gesti il bambino entra nel ruolo della madre e del figlio, del medico e del paziente e così via e sperimenta non solo i ruoli ma anche i comportamenti e i sentimenti assegnati socialmente a tali ruoli. Gardner, però, chiarisce che gli autori sono discordi nel valutare questa fase e li riunisce sostanzialmente in due scuole: da una parte la scuola che fa capo a Piaget, che studia il bambino nel suo isolamento, ritenendolo un soggetto unidimensionale impegnato a costruire i suoi ruoli in maniera autocentrica e autoreferenziale41; dall’altra, la scuola che include il movimento simbolicointerazionista
americano di Mead e Cooley e il ”mediazionismo” sovietico di Vygotskij e Lurja, che sostengono che il bambino in questa fase può pervenire a conoscere se stesso solo conoscendo altri individui. Se si fa riferimento alla prima scuola si metterà in maggior risalto l’intelligenza intrapersonale, se invece si
condivideranno le tesi della seconda, si metterà l’accento sull’intelligenza
interpersonale;
Reciprocità e socializzazione scolastica
- Il bambino in età scolare: Con l’avvento delle operazioni mentali concrete il bambino inizia a comprendere il meccanismo della reciprocità. Ci si comporta in un certo modo con l’aspettativa che l’altro faccia altrettanto ma si diventa capaci anche di mettersi nei panni altrui. È in questa fase che il bambino diviene un essere sociale a tutti gli effetti, instaurando rapporti paritetici con i propri coetanei. Ma è anche l’età in cui “il bambino acquisisce competenza e costruisce la sua industriosità: egli è afflitto dal timore di sentirsi inadeguato, di apparire un Sé inetto”;
Fine dell'infanzia e amicizie
- La fine dell’infanzia: Si approfondisce la sensibilità sociale, si costruiscono reti amicali (nel caso dei maschi organizzate spesso in forma gerarchica) ma si può sperimentare anche un forte senso di solitudine se non si riesce a costruire
amicizie profonde con altri bambini;
Adolescenza e sensibilità interpersonale
- L’adolescenza: A livello intrapersonale si è molto concentrati sulle proprie esigenze interiori, motivazioni e desideri. A livello interpersonale si diviene più sensibili alle motivazioni nascoste degli altri, i rapporti interpersonali iniziano a fondarsi sul sostegno e la comprensione psicologica, si cercano amici in grado di apprezzare le proprie idee;
Concezioni del Sé maturo
- Il Sé maturo: Ci sono due concezioni del Sé prevalenti. Una insiste sul processo di sviluppo continuo, che porterebbe l’individuo a vincere le debolezze umane e a essere via via più autorealizzato e integrato nella società. Ma un’altra visione crede a un Sé autonomo ma ritiene che un individuo sia sempre e necessariamente un insieme di Sé, “un gruppo di persone che riflette perennemente il contesto in cui si trovano a operare in qualsiasi particolare momento”. Non esiste, in altri termini, un Sé centrale che organizza e gestisce pensieri, comportamenti e obiettivi ma un individuo concepito come un insieme di maschere diverse e intercambiabili, nessuna delle quali ha la preminenza sulle altre, e che vengono indossate quando la situazione lo richiede. Quest’ultima concezione vede come variabile decisiva del comportamento il
contesto in cui ci si trova e sottolinea l’importanza di saper manipolare le situazioni a proprio favore.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del legame iniziale madre-neonato nello sviluppo delle intelligenze personali?
- Come influiscono i simboli sullo sviluppo personale del bambino dai due ai cinque anni?
- In che modo il bambino in età scolare sviluppa la competenza sociale?
- Quali sono le caratteristiche delle amicizie alla fine dell'infanzia?
- Quali sono le due concezioni del Sé maturo e come si differenziano?
Il legame fra il neonato e la madre è fondamentale per lo sviluppo delle intelligenze personali, raggiungendo la massima intensità nel primo anno di vita e manifestandosi attraverso espressioni facciali e segni di empatia, come indicato nel testo.
Dai due ai cinque anni, il bambino inizia a utilizzare simboli per riferirsi a se stesso e agli altri, il che ha enormi implicazioni per lo sviluppo delle intelligenze personali, permettendo di attingere a un sistema culturale di interpretazione delle esperienze, come descritto nel testo.
Con l'avvento delle operazioni mentali concrete, il bambino in età scolare comprende la reciprocità e diventa un essere sociale, instaurando rapporti paritetici con i coetanei e affrontando il timore di sentirsi inadeguato, come evidenziato nel testo.
Alla fine dell'infanzia, si approfondisce la sensibilità sociale e si costruiscono reti amicali, spesso gerarchiche nei maschi, ma si può anche sperimentare un forte senso di solitudine se non si riescono a formare amicizie profonde, come riportato nel testo.
Le due concezioni del Sé maturo includono una visione di sviluppo continuo verso l'autorealizzazione e un'altra che considera il Sé come un insieme di maschere intercambiabili, influenzato dal contesto, evidenziando l'importanza di saper manipolare le situazioni, come descritto nel testo.