Concetti Chiave
- Rubicundo Loachamìn, il dentista, visita El Idilio due volte l'anno, trasportando merci e svolgendo un ruolo chiave nella comunità.
- Il mistero della morte di un Gringo viene risolto da Antonio José Bolivar Proano, che dimostra che i tagli sul corpo sono stati inflitti da una tigre e non da un machete.
- Antonio José Bolivar Proano, dopo la morte della moglie, apprende l'arte della caccia dagli shuar, ma mantiene una certa distanza culturale dalla tribù.
- Scopre il suo amore per la lettura quando, durante un esame per il diritto di voto, realizza di saper leggere e inizia a cercare libri.
- Dopo un atto di vendetta per la morte del suo amico, è costretto a lasciare il villaggio shuar e approda a El Idilio, dove cerca conforto nella lettura.
L'arrivo del dentista
Ad El Idilio era giunto il dentista, Rubicundo Loachamìn, che due volte l'anno arrivava lì con il Sucre, che l'autore definisce “una vecchia bagnarola”, attraverso il fiume Nagaritza. Un giorno gli fu comunicato che un Gringo era stato trovato morto e che doveva essere trasportato con la sua imbarcazione, che tra l'altro serviva anche per trasportare caffè, banane e altre merci: in quello stesso giorno Rubicundo incontrò Antonio José Bolivar Proano, un vecchietto che da tempo conosceva e che, per non farla consumare, riponeva la dentiera in un fazzoletto. I due ricordarono un bizzarro episodio e bevvero qualche sorso d'acquavite.
Il mistero del gringo
Dell'uccisione del gringo il sindaco, un uomo molto grasso e biondo, accusò un gruppo d'indigeni che lo avevano trasportato lì: infatti il cadavere presentava diversi tagli, che il primo cittadino attribuiva ad un machete. Ma Josè attraverso un esame attentissimo della salma convinse tutti che quei tagli erano stati provocati da un artiglio di una femmina di tigre.
Infatti nello zaino del morto furono ritrovati una doppietta e diverse pellicce di cuccioli di tigrillo, un felino maculato che viveva nella foresta prospiciente. L'episodio era chiaro: lui aveva ucciso i piccoli mentre la loro mamma si era assentata in cerca di cibo, il gringo li aveva uccisi e la femmina, seguendo la scia olfattiva che i cuccioli lasciavano aveva trovato e ucciso il cacciatore.
Il regalo di Rubicundo
Chiarito l'episodio Rubicundo e Josè parlano e il dentista gli regala due romanzi d'amore che Josefina, una ragazza di colore, gli aveva descritto come molto romantici e i cui protagonisti soffrivano molto per amore. Infatti, a Josè piacevano proprio libri di questo genere e Rubicundo lo sapeva bene. Il vecchietto disse al dottore che non voleva essere chiamato per uccidere la mamma dei cuccioli perché poteva essere veramente molto pericoloso, quando la campana del Sucre suonò e i due si salutarono.
La vita di Antonio Josè
Antonio Josè Bolivar Proano sapeva leggere, anche se lentamente, ma non scrivere: la sua abitazione era una capanna di canne di dieci metri quadrati. Ad una parete era affisso un ritratto, raffigurante lui e sua moglie, Dolores Encarnacion del Santisimo Sacramento Estupinan Otavalo, deceduta molti anni prima a causa di febbri malariche e della fame causata da una carestia. I due in passato avevano colonizzato El Idilio in quanto lo stato peruviano concedeva agevolazioni teoriche a chi lo avesse fatto: un'altra causa fu però la martellante oppressione che la gente faceva sulla coppia a causa della sterilità della ragazza. Morta lei Josè imparò l'arte della caccia dagli shuar. Ma un giorno, andando a caccia fu morso da un serpente chiamato IX e arrivò barcollante al villaggio shuar più vicino: essi lo curarono, lo accudirono ed alla fine egli divenne come uno di loro; in ogni modo la tribù ci teneva a distinguersi da lui, e ogni tanto lo facevano allontanare dal villaggio. Presso di loro conobbe il suo compagno di battute di caccia, Nushino, che però un giorno fu ucciso dall'arrivo d'altri coloni bianchi: in seguito a quest'omicidio Josè si trasformò a sua volta in assassino, uccidendo colui che aveva sparato al suo amico. Gli shuar però furono molto offesi dal fatto che Josè abbia ucciso il bianco con un fucile e non con i dardi velenosi scagliati dalle portentose cerbottane. Fu così costretto a partire con una canoa costruita dagli shuar per lui e dopo cinque giornate di navigazione giunse ad El Idilio, che, pur essendo arretrata, aveva l'aspetto maggiormente urbanizzato.
La scoperta della lettura
Lì un giorno giunsero due persone per assegnare alla gente il diritto di voto: dopo un breve esame, se di tal cosa si può parlare, Josè scoprì di saper leggere e se ne compiacque, credendo di poter ovviare alla solitudine leggendo. A questo punto la lettura lo incuriosì molto e cercò di sottrarre un libro su San Francesco d'Assisi ad un sacerdote.
Il viaggio per i libri
Dopo l'imminente stagione delle piogge egli volle andare in città per informarsi sui libri e sui generi letterari e per finanziarsi il viaggio catturò una coppia di scimmie e una di pappagalli. Durante il viaggio d'andata incontrò Rubicundo che lo fece incontrare con una maestra dell'unica scuola di El Dorado che gli regalò un libro d'amore: Josè lo lesse e lo rilesse infinite volte.
Domande da interrogazione
- Chi è Rubicundo Loachamín e quale ruolo ha nel racconto?
- Qual è il mistero legato alla morte del gringo?
- Qual è il significato della lettura per Antonio José Bolívar?
- Come ha influito la vita di Antonio José Bolívar sulla sua personalità?
- Qual è l'importanza del viaggio di Antonio José Bolívar in città?
Rubicundo Loachamín è il dentista che visita El Idilio due volte l'anno, portando con sé non solo il Sucre, ma anche storie e romanzi d'amore per Antonio José Bolívar Proano, un vecchietto del villaggio.
La morte del gringo è avvolta nel mistero, inizialmente attribuita a un gruppo di indigeni, ma Antonio José Bolívar dimostra che i segni sul cadavere sono stati causati da un artiglio di tigre, poiché il gringo aveva ucciso i cuccioli della femmina.
La lettura rappresenta per Antonio José Bolívar una via di fuga dalla solitudine e un modo per arricchire la sua vita, tanto che si compiace di scoprire di saper leggere e cerca di procurarsi libri.
La vita di Antonio José Bolívar, segnata da tragedie personali e dall'apprendimento dell'arte della caccia, lo ha trasformato in un uomo complesso, capace di atti di violenza ma anche di ricerca di bellezza attraverso la lettura.
Il viaggio di Antonio José Bolívar in città è cruciale per la sua crescita personale, poiché gli permette di esplorare il mondo dei libri e dei generi letterari, segnando un passo importante nella sua vita di lettore e sognatore.