Concetti Chiave
- Il protagonista Vitangelo Moscarda scopre che il suo naso è piegato, rivelando la sua percezione distorta di sé e quella degli altri.
- La consapevolezza che ogni persona lo vede in modo diverso porta Moscarda a una crisi identitaria profonda.
- La follia di Moscarda si manifesta nel suo tentativo estremo di distruggere l'immagine che gli altri hanno di lui, portandolo a gesti autolesionisti.
- La vita di Moscarda culmina in un ritiro nell'ospizio da lui fondato, dove cerca di liberarsi del peso del passato e rinascere.
- Luigi Pirandello, autore del romanzo, è nato a Girgenti e ha avuto una carriera letteraria prolifica, scrivendo opere di diversi generi.
Qual è la scoperta del naso?
Il romanzo è del 1926. Vitangelo Moscarda, il protagonista, che la moglie chiama con il nomignolo di Gengé, scopre che il suo naso è leggermente piegato verso destra: glielo comunica un giorno, casualmente, la moglie. Lui era sempre stato convinto di avere un naso regolare e diritto… Ma non basta: ha le sopracciglia ad accento circonflesso, le orecchie attaccate male, delle imperfezioni al dito mignolo e alla gamba destra. Non se n’era mai accorto. Si rende dunque conto, con meraviglia e stizza, che sua moglie lo vede in modo diverso da come lui è abituato a vedersi. Anche il soprannome gli suona ora dichiaratamente beffardo.
La percezione degli altri
La vicenda potrebbe finire qui, con un momento di irritazioni e una piccola ferita nell’amor proprio da dimenticare in fretta. Invece inizia una serie di scoperte che porterà lontano. Moscarda si accorge infatti che anche gli altri suoi concittadini lo vedono ciascuno a suo modo: per ognuno di quelli che lo conoscono egli è una persona diversa. Credeva di essere “uno” e si accorge di essere “centomila”, dunque come dire “nessuno”.
La follia di Moscarda
Vitangelo Moscarda si incammina così sulla strada della follia. Vuole distruggere l’idea che gli altri hanno di lui, sconvolgendo la propria vita: dilapida il suo patrimonio per liberarsi della fama di usurario, si fa abbandonare dalla moglie, viene considerato pazzo, è gravemente ferito da una donna con un colpo di rivoltella. Infine va a vivere lontano dalla città, nell’ospizio per poveri da lui stesso fondato in penitenza dei suoi peccati. Almeno è riuscito a tranquillizzarsi: non è proprio più “nessuno” e può vivere senza ricordi, rinascendo ogni attimo.
La vita di Pirandello
Pirandello nato a Girgenti (antico nome di Agrigento) da una famiglia benestante, studiò a Palermo e a Roma e si perfezionò in filologia in Germania, a Bonn. Fu un autore prolifico. Scrisse articoli, saggi, numerosissime novelle, romanzi e opere teatrali.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della scoperta del naso per Vitangelo Moscarda?
- Come influisce la percezione degli altri sulla vita di Moscarda?
- Qual è il destino finale di Vitangelo Moscarda?
La scoperta del naso piegato di Moscarda rappresenta un momento di crisi identitaria, poiché realizza che la percezione che ha di sé è completamente diversa da quella degli altri, portandolo a interrogarsi sulla sua vera identità.
Moscarda si rende conto che ognuno lo vede in modo diverso, facendolo sentire come "centomila" persone diverse e, di conseguenza, come "nessuno". Questa consapevolezza lo spinge a intraprendere un percorso di autodistruzione e follia.
Dopo aver cercato di liberarsi delle aspettative altrui e aver vissuto esperienze estreme, Moscarda trova una sorta di pace vivendo in un ospizio per poveri, dove può rinascere ogni attimo, lontano dai ricordi e dalle pressioni sociali.