Concetti Chiave
- Vitangelo Moscarda, protagonista del romanzo, inizia una profonda introspezione dopo che la moglie gli fa notare un piccolo difetto fisico, scatenando una crisi identitaria.
- La narrazione esplora come l'identità personale sia influenzata dalle percezioni altrui, rivelando un conflitto tra l'immagine di sé e quella costruita dagli altri.
- Il romanzo affronta tematiche come la relatività dell'immagine personale e la disgregazione dell'io, evidenziando la complessità dell'identità umana.
- Vitangelo intraprende un percorso di abnegazione, cercando di distruggere le false identità imposte dalla società per riconnettersi alla sua vera essenza.
- La sua ricerca lo porta a rinunciare ai beni materiali e al suo stesso nome, in un tentativo di trovare la pace interiore attraverso la completa annullamento del sé.
La scoperta del difetto
Il protagonista è Vitangelo Moscarda, denominato dagli amici e dalla moglie Dida “Gengé”. Vive una vita agiata e tranquilla che ben presto verrà sconvolta da ciò che potremmo considerare un nonnulla: la moglie fa notare a Vitangelo che il naso gli pende leggermente verso destra, un difetto del quale il protagonista non si era mai accorto.
Qual è la ricerca dell'identità?
Da quest’episodio parte la ricerca interiore di Vitangelo che si accorge di essere per gli altri come in realtà non è. In sé stesso vivono centomila estranei, in base alle immagini che amici, familiari e la stessa società si sono costruiti di lui. Il protagonista vuole dunque ricercare la sua vera identità, distruggendo tutte quelle fittizie in cui non si riconosce.
Riflessioni sull'identità
Questo romanzo mi ha fatto riflettere su molte tematiche, quali: l’identità, la relatività e la disgregazione dell’io.
La relatività dell'immagine personale
Noi conosciamo il nostro essere –esteriore ed interiore- in un certo modo (o supponiamo di conoscerlo) e in esso ci riconosciamo. Ma come ci vedono le altre persone? Loro costruiscono nella loro mente centomila immagini della nostra persona, che cambierà in base all’esperienza, al passato, alla società della persona che ci giudica. Per questo non sempre è possibile vederci come gli altri ci vedono, così come le altre persone non possono vedersi e conoscerci come noi le vediamo e le conosciamo.
La disgregazione dell'io
In noi che abbiamo un singolo corpo convivono dunque centomila esseri in cui noi spesso non ci riconosciamo. Ma chi siamo noi veramente? Siamo come gli altri ci vedono, come noi crediamo di essere o in realtà non siamo nessuno di fronte al continuo flusso dell’esistenza?
Molti potrebbero affermare di disinteressarsi all’immagine che gli altri gli attribuiscono e che loro “possiedono la loro coscienza e ciò gli basta”, ovvero si conoscono in un certo modo e si disinteressano di come gli altri potrebbero giudicarli. Ma perché dovremmo farci attribuire identità che non ci appartengono?
L'abnegazione di Vitangelo
Vitangelo compie delle azioni per cercare di distruggere tutti quegli estranei nati dalla società e per ricercare la sua vera identità.
Riuscirà a trovare –almeno in parte- la pace interiore nella completa abnegazione di se stesso: diventando cioè “nessuno”. In questo il protagonista rinuncia ai suoi averi, al suo nome e si abbandona al flusso della vita, vive non vivendo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'evento scatenante che porta Vitangelo a riflettere sulla sua identità?
- Come si manifesta la ricerca dell'identità di Vitangelo?
- Qual è il concetto di relatività dell'immagine personale nel romanzo?
- Qual è il risultato finale della ricerca di Vitangelo?
L'evento scatenante è quando la moglie Dida fa notare a Vitangelo che il suo naso pende leggermente verso destra, un difetto di cui non si era mai accorto, portandolo a una profonda ricerca interiore della sua vera identità.
Vitangelo si rende conto di essere percepito dagli altri in modi che non corrispondono alla sua vera essenza, e decide di distruggere le immagini fittizie che gli altri hanno di lui per scoprire chi è realmente.
Il romanzo esplora come la percezione di sé e degli altri sia influenzata da esperienze e contesti sociali, evidenziando che ognuno costruisce immagini diverse delle persone, rendendo difficile una visione oggettiva di sé.
Vitangelo trova una certa pace interiore attraverso l'abnegazione di se stesso, rinunciando ai suoi averi e al suo nome, abbandonandosi al flusso della vita e diventando "nessuno".