Concetti Chiave
- Dacia Maraini, scrittrice italiana, trascorse la sua infanzia in Giappone, dove la sua famiglia fu imprigionata in un campo di concentramento giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale.
- Il ritorno in Italia e la scoperta di un dipinto di un'antenata sordomuta ispirarono Maraini a scrivere il romanzo "La lunga vita di Marianna Ucria".
- Il romanzo, ambientato nella Sicilia del '700, racconta la storia di Marianna, una bambina inizialmente non sordomuta, costretta a vivere in un contesto di abusi e matrimonio forzato.
- Marianna sviluppa un carattere resiliente, comunicando attraverso bigliettini e imparando a comprendere gli altri, nonostante il suo sordomutismo.
- Dopo una serie di disgrazie, Marianna decide di trasferirsi a Roma, cercando di ricostruire la sua vita e affrontare le sue sfide senza sentirsi inferiore.
Infanzia e prigionia?
Dacia Maraini è una scrittrice italiana, nata a Fiesole il 13 novembre 1936.
Trascorse la sua infanzia dal 1939 al 1946 in Giappone. La famiglia fu successivamente imprigionata in un campo di concentramento giapponese.
Ritorno in Italia e ispirazione
Tornata in Italia, si trasferì in Sicilia nella Villa di Valguarnera di Bagheria, luogo in cui era presente un dipinto raffigurante una sua giovane antenata che attrasse particolarmente Dacia. Riuscendo in un primo momento a sapere solo che la donna era sordomuta e che si era sposata giovanissima con uno zio, cominciò a ricercare documenti dell’epoca.
Stesura del romanzo
Ciò ha reso possibile la stesura del romanzo “La lunga vita di Marianna Ucria”.
E’ utilizzato un linguaggio semplice e scorrevole, compare frequentemente il dialetto siciliano. Prevalgono il discorso indiretto e i monologhi interiori.
Trama del romanzo
Il romanzo è ambientato a Bagheria nella prima metà del ‘700, e narra di Marianna, bambina sordomuta, appartenente ad una ricca e potente famiglia Siciliana.
Marianna non nacque sordomuta, ma tutti le vollero far credere così. Il padre cercò svariate volte di provocarle uno shock facendola assistere a scene forti, come le impiccagioni, per farle riacquistare la parola, ma inutilmente.
Matrimonio e vita familiare
A tredici anni venne data in sposa al vecchio zio Pietro, fratello della madre e cugino del padre, colui che aveva abusato di lei all’età di cinque anni, provocandole il sordomutismo. Il rapporto tra Marianna e il marito zio era molto distaccato. Ciononostante ebbe da lui otto figli, tra i morti prematuri e i vivi.
Carattere e resilienza di Marianna
Marianna passava le sue giornate in casa con la servitù, comunicando con l'esterno solo attraverso l'uso di bigliettini scritti. Marianna diventò una donna dal carattere forte, affrontando con coraggio le avversità. Il sordomutismo la portò a sviluppare gli altri sensi, fino a riuscire quasi a comprendere il pensiero degli altri attraverso l'espressione del viso.
Disgrazie e nuove esperienze
Nella vita della protagonista avvengono una serie di disgrazie tra cui la perdita del figlio più piccolo di 4 anni, Signoretto.
Alla morte del marito ebbe anche altre esperienze amorose, prima con il giovane Saro, fratello di una sua serva, poi con Don Giacomo Camalèo.
Nuova vita a Roma
Ma alla fine Marianna decise di risalire l’Italia per lasciarsi tutti i suoi problemi alle spalle. Insieme a Fila, la sua serva, si fermò prima a Napoli e poi definitivamente a Roma dove, nonostante il sordomutismo, riuscì a vivere senza essere considerata inferiore.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'infanzia di Dacia Maraini nella sua formazione come scrittrice?
- Come ha influenzato il dipinto della giovane antenata la scrittura di "La lunga vita di Marianna Ucria"?
- Quali sono le caratteristiche principali del linguaggio utilizzato nel romanzo?
- In che modo Marianna affronta le avversità della sua vita?
L'infanzia di Dacia Maraini, trascorsa in Giappone e segnata dalla prigionia in un campo di concentramento, ha avuto un impatto profondo sulla sua vita e sulla sua scrittura, influenzando le tematiche di resilienza e ricerca di identità nei suoi lavori.
Il dipinto della giovane antenata ha ispirato Dacia Maraini a esplorare la storia di Marianna, una figura sordomuta, portandola a ricercare documenti storici che hanno dato vita al romanzo.
Il romanzo "La lunga vita di Marianna Ucria" si distingue per un linguaggio semplice e scorrevole, con frequenti inserti di dialetto siciliano, e utilizza prevalentemente il discorso indiretto e i monologhi interiori.
Marianna, nonostante il sordomutismo e le disgrazie personali, sviluppa un carattere forte e resiliente, comunicando attraverso bigliettini e affinando i suoi sensi, riuscendo a comprendere gli altri attraverso le espressioni facciali.