Concetti Chiave

  • Gabriele Lolli esplora il legame tra matematica e umorismo, analizzando come la combinazione di questi due ambiti possa generare situazioni comiche e paradossali.
  • La storia di Polly Nomial offre una metafora sul viaggio nella matematica, evidenziando le sfide e le complessità che si possono incontrare.
  • Il testo discute gli stereotipi sui matematici, descrivendoli come freddi e poco divertenti, ma mostrando come questi comportamenti possano essere fonte di umorismo.
  • Lolli analizza vari modelli di umorismo, tra cui quello di J. A. Paulos, che si basa su ambiguità linguistiche e situazioni paradossali.
  • La seconda parte del saggio si concentra sui paradossi matematici, come quelli di Zenone e il paradosso di Russell, evidenziando la loro rilevanza nel contesto matematico e umoristico.

Gabriele Lolli, Il riso di Talete, Matematica e umorismo, Bollati Boringheri, Torino, 1998, pp. 114, lire 18.

La storia di Polly Nomial

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Matematica impura Un giorno la piccola Polly Nomial stava passeggiando per un campo di vettori quando si trovò sul bordo di una grande matrice singolare. Polly era ormai convergente e la madre le aveva fatto promettere come valore assoluto che non sarebbe entrata in un array senza aver su le sue parentesi. Polly tuttavia, che quel giorno si era cambiata le variabili e si sentiva spinta a un comportamento irregolare, ignorò quelle condizioni considerandole non necessarie e si inoltrò negli elementi complessi. Righe e colonne la avvolgevano da tutti i lati. Tangenti sfioravano le sue superfici; ella divenne sempre più tesa. Improvvisamente due rami di un'iperbole la toccarono in un punto unico. Ella oscillo violentemente, perse ogni senso di direttrice e andò completamente a divergere. Nel girare un angolo, inciampò in una radice quadrata che sporgeva dal terreno e finì a capofitto lungo un ripido gradiente. Quando si differenziò di nuovo, si trovò sola, apparentemente in uno spazio non euclideo.

L'incontro con Curly Pi

C'era qualcuno che la guardava. Quel fine operatore Curly Pi, spiava il suo prodotto interno. Mentre i suoi occhi divoravano le sue coordinate curvilinee, un'espressione singolare attraversò il suo volto. [...] Non ci fu pietà perché Curly era un operatore di Heaviside. Egli integrava per frazioni parziali. La bestia complessa fece tutto il circuito e un'integrazione al contorno. Che indegnità. Essere multiconnessa alla sua prima integrazione. Curly continuò a operare finché non si sentì completamente e assolutamente ortogonale ...

Il ritorno di Polly

Quando Polly tornò a casa, quella sera, la madre notò che era troncata in diverse parti ... Man mano che i mesi passavano, Polly cresceva monotonicamente. Alla fine generò una piccola funzione patologica, che spargeva surdi dappertutto.

lolli.jpgProfessore di logica matematica, Gabriele Lolli ha scritto numerosi e autorevoli libri, anche di carattere divulgativo. In questo breve saggio esamina due aspetti della matematica: uno, quello dei paradossi, è un argomento piuttosto classico, l'altro, quello dell'umorismo è decisamente meno classico per un matematico di professione.

Matematica e umorismo

L'assunto di partenza è che l'accostamento stesso tra matematica e umorismo crea una reazione di ilarità: "fa ridere l'idea che la matematica possa far ridere; ma allora l'intersezione non è vuota, e non c'è niente da ridere". Da questo paradosso prende le mosse un'analisi attenta dei rapporti tra matematica e umorismo.

Stereotipi sui matematici

L'idea comune sui matematici è che siano delle persone fredde, a metà tra calcolatori umani e calcolatori elettronici. Il fatto stesso che abbiano trasformato il gioco stesso in una teoria asettica, la teoria dei giochi , incapace di far divertire è la prova che i matematici sono persone seriose e poco disposte all'umorismo. Ma proprio il loro comportamento rigido, ripetitivo e meccanico suscita ilarità nei non matematici. L'immagine stereotipata di persone incapaci di ridere diventa oggetto di umorismo.

Barzellette e aneddoti matematici

Molte delle barzellette e degli aneddoti che circolano sui matematici trovano spunto nella loro distrazione dovuta ad un'estrema concentrazione. L'esempio più classico, forse il primo presente nella letteratura, è il riso della donna di Tracia che vede Talete cadere in un fosso, perché intento a guardare il cielo. In altre circostanze sono i matematici stessi che inventano le barzellette ma fanno riferimento ad aspetti tecnici che solo i matematici stessi possono apprezzare (vedi box a sinistra). Altre volte, è il caso dei paradossi, la matematica mette in ridicolo il senso comune ma a sua volta si mette essa stessa in ridicolo complicando in modo eccessivo la semplicità del senso comune.

Teoria matematica dell'umorismo

Il breve saggio sull'umorismo si conclude con un esame delle possibilità di una teoria matematica dell'umorismo. Un primo modello, quello di J. A. Paulos dà una base comune a diverse situazioni ridicole, quelle create dalla variazione del senso dei termini. In questo schema rientrano gli indovinelli del tipo: che cosa è che ha le proprietà A, B, C? Risposta banale: X. No è Y. Qual è la differenza tra X e Y? Solitamente X e Y non sembrano avere niente in comune; la risposta si basa su un termine di significato ambiguo. Un altro modello del fenomeno del riso è quello delle catastrofi, in particolare quello utilizzato da E. C. Zeeman sul comportamento aggressivo degli animali sotto l'azione di due fattori: rabbia e paura. Il modello è stato adattato sempre da Paulos all'umorismo. [img alt=" " width="288" height="282"]https://cdn.skuola.net/news_foto/staticimages/libri/lolli/lolli1.

Paradossi matematici

jpg[/img] La seconda parte del saggio di Lolli è dedicata ai paradossi: quelli della percezione, quelli di Zenone, quelli relativi al calcolo delle probabilità, alla statistica, il paradosso di Russell e altri ancora. Antonio Bernardo

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del saggio "Il riso di Talete" di Gabriele Lolli?
  2. Il saggio esplora il rapporto tra matematica e umorismo, analizzando come l'accostamento di questi due ambiti possa generare reazioni di ilarità e paradossi (cfr. "Matematica e umorismo").

  3. Come viene rappresentata la figura del matematico nel testo?
  4. I matematici sono descritti come persone fredde e serie, spesso incapaci di ridere, il che diventa oggetto di umorismo per i non matematici (cfr. "Stereotipi sui matematici").

  5. Qual è l'origine delle barzellette sui matematici secondo Lolli?
  6. Le barzellette derivano dalla distrazione dei matematici, causata da un'elevata concentrazione, come nel caso di Talete che cade in un fosso mentre guarda il cielo (cfr. "Barzellette e aneddoti matematici").

  7. Quali modelli teorici dell'umorismo vengono presentati nel saggio?
  8. Lolli discute modelli come quello di J. A. Paulos, che analizza situazioni ridicole basate su ambiguità semantiche, e il modello delle catastrofi adattato all'umorismo (cfr. "Teoria matematica dell'umorismo").

  9. Quali tipi di paradossi vengono trattati nella seconda parte del saggio?
  10. Vengono esaminati vari paradossi, tra cui quelli della percezione, di Zenone, e il paradosso di Russell, evidenziando la complessità e le contraddizioni intrinseche nella matematica (cfr. "Paradossi matematici").

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