Concetti Chiave

  • Mettere da parte i soldi è diventato sempre più difficile, con molteplici minacce come ladri, truffatori e inflazione che mettono a rischio i risparmiatori.
  • Beppe Scienza denuncia la presenza di truffatori travestiti da consulenti finanziari, sostenuti da giornalisti economici che distorcono la realtà per favorire le banche.
  • La stampa italiana ha fallito nel fornire un'informazione corretta sui prodotti finanziari, affidandosi a contenuti redatti dai gestori stessi invece di esperti indipendenti.
  • I direttori dei giornali evitano di scontentare le banche e le assicurazioni che finanziano con la pubblicità, compromettendo l'integrità dell'informazione economica.
  • Il caso dell'Istituto San Paolo di Torino evidenzia la pressione esercitata sugli organi di stampa, con la revoca di pubblicità in risposta a articoli critici.

Mettere da parte un gruzzoletto di soldi non è cosa facile, oggi ancora meno di qualche anno fa. Su quei bigliettini di carta, spesso semplicemente bit di computer presso le banche, ognuno ci fa i suoi sogni, la sua tranquillità: la macchina, la vacanza, l'università per i figli, la sicurezza "perché non si può mai sapere!". Mettere da parte i soldi è un'impresa difficile, ma cercare di non farseli 'fregare' è ancora più difficile. I sogni che noi facciamo sui nostri soldi, purtroppo, li fanno anche gli altri, sempre sui nostri soldi. I ladri? gli scippatori? i truffatori? le associazioni criminali? l'inflazione? Non solo.

Il complotto dei consulenti

Beppe Scienza svela, per chi non se ne fosse ancora accorto, un mondo di veri e propri truffatori mascherati da consulenti finanziari e, purtroppo, accreditati giornalisti economici di ancor più accreditate testate giornalistiche. scienza-risparmio-tradito.jpg

La stampa e la truffa

L'autore denuncia, citando meticolosamente giornali, giornalisti e articoli specifici, questo complotto ai danni del risparmiatore. Sostanzialmente la truffa consiste nel convincere il risparmiatore che le banche, con i loro prodotti di anno in anno sempre più ricchi e complessi (fondi comuni, gestioni patrimoniali, polizze vita), sono in grado di fare di gran lunga di meglio del risparmiatore 'fai da te'. Ma chi misura quanto i gestori di professione sanno fare di meglio rispetto a chi acquista direttamente semplici BTP, CCT; BOT? I primi fondi comuni in Italia nascono nel 1984. Nello stesso periodo le compagnie di assicurazione riprendono a collocare le polizze vita. Era in grado la stampa italiana di informare correttamente i lettori di ciò che stava succedendo? E' questa la domanda chiave intorno alla quale ruota il libro del prof. Scienza. La risposta è no e l'autore la motiva nelle sue 190 pagine ben argomentate.

Il ruolo dei giornali italiani

Cosa avrebbero dovuto fare i giornali italiani? Testate come il settimanale tedesco Der Spiegel assunsero economisti, matematici e attuari in grado di seguire i nuovi prodotti finanziari e assicurativi per esprimere pareri e confronti autonomi. La stampa italiana, invece, fin da subito, pubblicò inserti e speciali sui fondi di investimento che avevano, e hanno tutt'ora, una pecca ontologica di base: essi erano curati non da giornalisti indipendenti ma dagli stessi gestori di fondi comuni, per esempio Banca Fideuram. La strada più comoda per il giornalismo economico italiano è stata sempre quella di andare a prendere grafici, tabelle e analisi da chi li aveva già realizzati, cioè dagli opuscoli degli stessi venditori. Per anni, giornali come Il Sole 24 Ore, il Mondo, Milano Finanza e altre si sono avvalsi del supporto del gruppo Fideuram. "E' come se Quattroruote - osserva il prof. Scienza - invece di procedere a prove e misurazioni autonome, ricorresse ai dati forniti neppure dalla FIAT, ma addirittura dai suoi concessionari." Non avrebbero dovuto i giornalisti economici rifare i conti autonomamente per calcolare rendite, capitali, rischio, sulla base delle clausole contrattuali?

Il circolo vizioso della pubblicità

Purtroppo, spiega l'autore, i direttori di giornali, tranne rarissime eccezioni, usano ogni precauzione per non creare dispiaceri a chi compra spazi pubblicitari sulle loro testate, che purtroppo sono sempre le stesse banche e assicurazioni. In altre parole è un circolo vizioso: banche e assicurazioni pagano e sostengono i giornali attraverso la pubblicità dei loro prodotti, quegli stessi giornali che dovrebbero andare a spulciare i contratti, le rendite reali e informare correttamente i lettori. Eppure, anche i lettori finanziano i giornali comprandoli nelle edicole, ma in Italia c'è l'idea che gli ultimi della catena siano polli da spennare.

Un caso emblematico

Milano Finanza rende pubblica una vicenda emblematica: nel 1997 l'Istituto San Paolo di Torino revocò la pubblicità a Milano Finanza e Italia Oggi, perché era stato pubblicato un articolo in cui erano state riportate le "critiche mosse dal vicepresidente Ottolenghi al prescindete Mandano durante l'ultimo consiglio d'amministrazione". Chi vuole informarsi su grafici, tabelle, analisi, rendimenti e confronti onesti di fondi comuni, polizze vita, gestioni patrimoniali contro BTP, CCT, BOT, realizzati da un giornalista indipendente, matematico presso l'Università di Torino, può leggersi "Il risparmio tradito".

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale difficoltà nel risparmiare oggi?
  2. Mettere da parte un gruzzoletto di soldi è un'impresa difficile, soprattutto a causa delle insidie rappresentate da ladri, truffatori e l'inflazione, oltre alla complessità dei prodotti finanziari offerti dalle banche.

  3. Chi sono i veri truffatori nel mondo della finanza secondo Beppe Scienza?
  4. Beppe Scienza denuncia l'esistenza di truffatori mascherati da consulenti finanziari e giornalisti economici, che ingannano i risparmiatori convincendoli che i prodotti bancari siano superiori al risparmio 'fai da te'.

  5. Come si è comportata la stampa italiana riguardo ai nuovi prodotti finanziari?
  6. La stampa italiana ha fallito nel fornire informazioni corrette sui nuovi prodotti finanziari, pubblicando inserti curati dai gestori di fondi comuni piuttosto che da giornalisti indipendenti, come evidenziato nel libro di Scienza.

  7. Qual è il problema del circolo vizioso tra banche, assicurazioni e giornali?
  8. I giornali, per non perdere la pubblicità delle banche e assicurazioni, evitano di indagare criticamente sui loro prodotti, creando un circolo vizioso che danneggia l'informazione e i lettori.

  9. Qual è un esempio emblematico di come la pubblicità influisca sull'informazione finanziaria?
  10. Un caso emblematico è quello del 1997, quando l'Istituto San Paolo di Torino revocò la pubblicità a Milano Finanza e Italia Oggi dopo la pubblicazione di critiche interne, dimostrando come la pubblicità possa influenzare la libertà di stampa.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community