Concetti Chiave
- L'adozione del punto di vista di un cane in "Argo e il suo padrone" mette in evidenza le caratteristiche imprevedibili e irrazionali dell'Homo sapiens, mostrando come gli animali possano osservare e giudicare il comportamento umano.
- Il racconto segue un cane che vive momenti di affetto ma anche di violenza, evidenziando il disorientamento del protagonista di fronte all'illogicità degli umani.
- Attraverso la narrazione dal punto di vista canino, emergono dettagli sulla vita tranquilla e le interazioni gestuali tra il cane e il suo padrone.
- La critica al padrone si fa evidente senza un tono pietoso, ma attraverso una narrazione sobria che evidenzia l'ipocrisia del suo comportamento verso gli altri.
- Il racconto culmina in un lieto fine, offrendo una risoluzione positiva nonostante le tensioni e le difficoltà affrontate dal cane.
Osservare con occhi diversi
Quando una realtà a noi familiare viene osservata con gli occhi di qualcuno di una cultura, di una razza o, come in questo caso, addirittura di una specie animale differente, vizi e costumi della realtà osservata vengono subito in primo piano, alla luce dell’ironia.
In Argo e il suo padrone Italo Svevo cerca di mettersi nei panni di un cane, di immaginare il suo punto di vista e di riprodurre l’attività della sua coscienza.
L’adozione del punto di vista di una specie animale diversa da quella umana è un modo per prendere “distanza” e fare emergere nuovi particolari sulle caratteristiche dell’Homo sapiens, che si comporta in modo imprevedibile, che ha sconcertanti scatti di violenza, che non sa che gli altri animali ci guardano e ci giudicano.
Qual è il punto di vista canino?
L’episodio è composto con una tensione crescente, per poi risolversi in un lieto fine. Un cane, che ha seri problemi a seguire l’evoluzione degli imprevedibili umori del suo padrone, si trova in una situazione di particolare disorientamento. La violenza patita lo getta in uno stato di incredulità: il verbo “credere” è ripetuto insistentemente, a sottolineare la difficoltà di accettare la realtà e lo sconcerto del protagonista di fronte al carattere del tutto irrazionale e illogico dell’atteggiamento umano.
Il punto di vista canino emerge da tutta una serie di elementi, come l’importanza che per la voce narrante rivestono la vita tranquilla, le effusioni tra cane (bisognoso di affetto e proverbialmente fedele all’uomo) e padrone, la comunicazione di tipo gestuale.
Critica al padrone
Una voce narrante esterna e un punto di vista “umano” avrebbero potuto criticare il padrone dispensatore di calci e pugni, ma il tono sarebbe stato magari pietoso o moralistico. L’ipocrisia del padrone verso dei visitatori che evidentemente gli sono sgraditi e che lo mettono di cattivo umore (fino a sfogarsi sull’incolpevole bestia) diventa invece ancor più evidente proprio perché raccontata serenamente e sobriamente, con tono saggio e linguaggio forbito, nello stile dei migliori libri di memorie.
per approfondimenti vedi anche:
Italo Svevo: La vita, il pensiero letterario, la poetica e le opere
Svevo, Italo - Vita, opere, pensiero e poetica
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del punto di vista canino nell'opera di Italo Svevo?
- Come si sviluppa la trama dell'episodio narrato?
- In che modo la narrazione evita un tono moralistico nella critica al padrone?
Il punto di vista canino permette di osservare le peculiarità dell'Homo sapiens, evidenziando comportamenti imprevedibili e irrazionali, e offre una nuova prospettiva sulla realtà, mettendo in luce vizi e costumi umani attraverso l'ironia (come descritto nel testo).
L'episodio presenta una tensione crescente che culmina in un lieto fine, con un cane disorientato dalla violenza del suo padrone, il quale vive un conflitto interiore e incredulità di fronte all'irrazionalità umana (come evidenziato nel testo).
La narrazione utilizza un tono sereno e sobrio, evitando il pietismo, per mettere in evidenza l'ipocrisia del padrone, rendendo la critica più incisiva e profonda, come sottolineato nel testo.