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Le reti A. Viceconte
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LE RETI
Annamaria Viceconte
Liceo Classico “Marco Terenzio Varrone “ Rieti
Dipartimento di Scienze della Comunicazione – Università di Teramo.
La parola telematica è un neologismo derivato dalla fusione dei termini telecomunicazioni e
informatica e si occupa dell’uso delle tecnologie informatiche nell’ambito delle telecomunicazioni.
Le reti telematiche connettono tra loro più computer attraverso cavi telefonici, fibre ottiche, ponti
radio, satelliti e così via. Su di esse possono transitare velocemente una gran quantità di
informazioni.
Quindi la rete è un mezzo di comunicazione di massa che, nel giro di 30 anni, è diventato da
esoterico strumento di lavoro per pochi informatici, a tecnologia che coinvolge quotidianamente
milioni di persone in scambi comunicativi privati e pubblici, scientifici e commerciali, seri e
ricreativi.
Le origini di Internet (collegamento tra reti, the net in inglese significa “rete”) si collocano nel
terreno della ricerca militare e, tuttavia, queste sue radici sono state assai poco determinanti.
La “leggenda” vuole che Internet sia stato frutto della guerra fredda, strappato ai suoi destini
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guerrafondai da un manipolo di visionari libertari: gli “hackers” (originariamente il significato di
questo termine si riferiva a “esperti informatici” in grado di restare per giorni davanti ad una
schermo per far fare ad un computer ciò che volevano).
Oggigiorno, la parola “hacker” è spesso messa in relazione con qualche crimine informatico, con la
diffusione di un virus o con l’ingresso non consentito in un server da parte di estranei. Hacker
insomma è, per i giornali e i media “di Stato”, il pirata informatico, colui che senza pietà distrugge i
nostri hard disk e viola la privacy di ignari utenti per il gusto di farlo.
Gli stessi media, sempre in cerca di scoop e di capri espiatori, ignorano o volutamente dimenticano
che, se ogni giorno possiamo utilizzare i computer, il merito va anche a questi “criminali”: dalla
fine degli anni ’50 in poi, chi per passione e voglia di ampliare le proprie conoscenze, chi per un
irrefrenabile spirito anarchico, chi per motivi politici e sociali, molti hackers hanno collaborato fra
loro per accrescere le ancora limitate potenzialità dei primi computer.
Gli hackers hanno cominciato assemblando pezzi di ricambio, costruendo trenini elettrici,
programmando giochi di cui si scambiavano i codici sorgenti in modo che ognuno potesse
collaborare e dare un contributo al lavoro.
Fino a mettere a disposizione i primi personal computer.
Ma se è vero che il primitivo impulso allo sviluppo di una rete di comunicazione tra computer
distanti venne da ambienti legati all’amministrazione della difesa, la
maggior parte delle innovazioni che hanno scandito l’evoluzione e lo
sviluppo sono nate all’interno di libere comunità di ricerca, quasi del
tutto svincolate dalle centrali di finanziamento del progetto.
In definitiva, Internet è stata ed è caratterizzata da un’ampia e soprattutto
libera circolazione delle idee e tecnologie, dalla cooperazione
intellettuale, dalla mancanza di steccati e confini.
Vediamo brevemente le tappe principali della storia di Internet.
1 Il presente articolo ha scopo divulgativo, le informazioni in esso contenute sono una rielaborazione di parte delle opere
riportate in bibliografia.
2 Hacker: nell’accezione originale erano gli esperti di computer e i programmatori provetti, che talvolta si divertivano a
ficcare il naso nei computer altrui, con una sorta di codice deontologico che proibiva di fare danni. Nel corso degli anni
il termine è stato progressivamente usato per indicare pirati informatici veri e propri. 1
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Le reti A. Viceconte
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Questa storia è in gran parte americana, ma inizia in Russia nel 1957, quando l’Unione Sovietica
lancia lo Sputnik, il primo satellite artificiale della terra. Gli Stati Uniti ne sono shockati ed umiliati.
Gli ufficiali più gallonati del Pentagono vissero il 4 ottobre 1957 come uno dei giorni peggiori della
loro vita: l’Unione Sovietica aveva messo in orbita, battendoli sul tempo, il primo satellite artificiale
della storia. Uno smacco inammissibile che denunciava un progresso tecnologico preoccupante.
La reazione non si fa aspettare e per tutta risposta l’Amministrazione Statunitense assegna al
programma spaziale, a quel tempo sotto il controllo militare, maggiori fondi che vengono gestiti
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dall’A.R.P.A. , struttura interna al Dipartimento della Difesa, con l’intenzione esplicita di
ristabilire il primato americano nelle scienze applicate al settore militare.
I frutti imprevisti di quella scommessa bellica sono goduti oggi da oltre 40
milioni di persone in tutto il mondo. Un risultato “perverso” – rispetto alla
logica originaria – e mirabolante, che sta rivoluzionando il modo di
comunicare probabilmente tanto quanto solo l’invenzione dei caratteri
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mobili di Gutenberg nel 1438 era riuscita a fare.
All’inizio degli anni ’60 il programma spaziale della NASA diventa
autonomo e l’ARPA passa ad occuparsi di informatica di base; uno degli
argomenti di ricerca è il collegamento di computer tra loro, cioè la creazione
di reti di computer: su tale tema viene avviato il progetto ARPAnet, la prima
rete di computer.
Johann Gensfleish
Ci troviamo nell’anno 1969, circa un quarto di secolo fa.
A Parigi iniziavano i negoziati di pace sulla guerra del Vietnam. In Inghilterra usciva The white
album, forse il lavoro di maggior spessore artistico dei Beatles, mentre a San Francisco Jim
Morrison veniva arrestato per atti osceni in luogo pubblico. Gheddafi prendeva il potere in Libia,
De Gaulle si dimetteva in Francia. A fine anno a Milano esplodeva nella sede della Banca
Nazionale dell’Agricoltura una bomba che causava 16 morti e 90 feriti e che siglava l’inizio dei
cosiddetti anni di piombo. A Woodstock si svolgeva un gigantesco raduno musicale in grado di
riunire centinaia di migliaia di giovani. L’evento dell’anno però si svolse il 21 luglio quando Neil
Armostrong scese dall’Apollo11 sulla Luna, primo uomo a mettere piede sul nostro satellite. Erano
anni diversi da quelli attuali: c’era ancora la guerra fredda, il timore nucleare, la tensione latente fra
il blocco occidentale e quello comunista.
In questo clima nasceva Internet.
Forse in futuro la maggioranza degli storici concorderà nel
collocare “la data di nascita” del più potente mezzo di
comunicazione il 2 settembre 1969, quando vennero collegati
i primi quattro nodi della rete: tre realizzati in università
californiane, University California Santa Barbara, Stanford
University, University California Los Angeles, e il quarto
nell’Università dello Utah.
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Nasce quindi NCP , il protocollo di comunicazione tr