Tesina
Esami di Stato
Anno scolastico 2007/2008
Zardetto Francesca Adele
5° E informatica
Istituto Tecnico Industriale “A.
Monaco” 1
- Gabriele D’Annunzio (italiano)
- ……………………………………pag. 3
- Le origini del fascismo (storia)
- ………………………………….pag. 5
- Virginia Woolf (inglese)
- ……………………………………….pag. 7
- La ricerca operativa (calcolo)
- …………………………………… pag. 10
- Integrale definito (matematica)
- ……………………………… pag. 13
- Le reti locali (sistemi)
- ……………………………………… pag. 16
- I database (informatica)
- ……………………………… pag. 19 2
Gabriele D’Annunzio
“Piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude novella,
su la favola bella
che ieri t’illuse, che oggi
m’illude,
o Ermione.”
“La pioggia nel pineto” –
Gabriele D’Annunzio 3
Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863. Ancora adolescente pubblicò un volume di versi, e per pubblicarlo arrivò a diffondere sui giornali la notizia della propria morte, e in seguito fece pubblicare la smentita inviando anche una copia del suo libro.
Tra il 1889 e il 1890, D’Annunzio fu chiamato a prestare servizio militare.
Successivamente si presentò al parlamento e venne eletto deputato dell’estrema destra nel 1897. Contemporaneamente all’esperienza politica, D’Annunzio si dedicò all’attività teatrale, dove molte delle sue opere furono ispirate da Eleonora Duse, famosa attrice dell’epoca, alla quale fu legato per circa dieci anni. Nonostante l’età nel 1915 decise di arruolarsi, prendendo parte a molte azioni di guerra. Conclusa la prima guerra mondiale nel 1919, il progetto del trattato di pace prevedeva il passaggio della città istriana alla Jugoslavia, ma D’Annunzio, il Poeta-Soldato dalle smanie eroiche la occupò con un centinaio di legionari improvvisati, e aveva per motto:
“O Fiume, o morte!”, provocando così un pasticcio politico-diplomatico a livello internazionale. L’impresa di Fiume rimase significativa di un certo eroismo italiano.
Deluso degli ultimi avvenimenti, si ritirò nella sua villa a Gardone, dove rimase fino alla sua morte nel 1938, in una sorta di reclusione forzata, voluta oltre che dallo stesso scrittore, anche da Mussolini. D’Annunzio grazie al suo talento e ad una sensibilità eccellente, riesce a far diventare simile fino all’apparente plagio i prodotti letterari altrui, dandogli però nuovi significati. Presto abbandona il verismo, accusato di non essere sufficientemente schietto, così inizia la ricerca per la parola raffinata. Egli dichiara il proprio amore sensuale per la parola, “il verso diventa tutto”.
Nello stile di D’Annunzio, troviamo nella parola elementi musicali e una forma elegante le quali dimostrano che D’Annunzio è contro il realismo, ecco quindi la necessità di rivelare le cose con le più sottili raffinatezze dello stile, della metrica e la scelta di ogni termine. Il carattere dominante della poesia di D’Annunzio è dunque la sensualità intesa come gioia di vedere, di possedere e di godere.
Il suo stile è raffinato, ricco di precisioni e aggettivi che ne rendono difficile la comprensione, dominato anche in prosa da volontà di ritmo e musicalità. Una delle sue maggiori opere è Il piacere, e da questa opera si estrae “il verso è tutto”. Il verso è tutto in quanto può esprimere tutto, invece, il pensiero espresso da un verso secondo D’Annunzio, è un pensiero che esisteva già e a cui il poeta dà forma.
La lirica più nota di D’Annunzio è “La pioggia nel pineto”. È una poesia piena di emozioni, musicalità e con varie voci onomatopeiche, la situazione che descrive è apparentemente semplice, il poeta e una donna mentre camminano nella pineta sono sorpresi dalla pioggia. È una poesia, come ho già detto, di pure emozioni. È una poesia di quattro strofe, con libero gioco di rime.
Lo stile di D’Annunzio è lo stile del “superuomo”, che vuole provare sentimenti nuovi e superiori a quelli che provano gli altri, infatti molti personaggi dei suoi romanzi rappresentano la sua forte volontà e il suo spirito attivo. Questo concetto del “superuomo” non lo prese del tutto da Nietzsche (filosofo tedesco, che formulò il concetto del superuomo, cioè un uomo libero dai condizionamenti) ma trovò in Nietzsche un maggiore chiarimento ai sentimenti di potenza, di piacere intenso e di bellezza che già esistevano in lui. 4
Le origini del fascismo
Il percorso di molti fascisti fu identico: “dalle trincee della Prima guerra mondiale alla Marcia su Roma, passando attraverso la lettura di alcuni testi e l’avventura di D’Annunzio a Fiume, le frustrazioni del primo dopoguerra e le violenze socialiste del “biennio rosso”. Non senza fatica e correzioni di rotta, Mussolini trovò il modo di indirizzare verso il potere quella massa eterogenea di uomini, riuscendo in poco più di tre anni a trasformare un minuscolo movimento nato il 23 marzo 1919 a Milano, in un partito deciso a guidare l’Italia. Un’esperienza talmente rivoluzionaria da influenzare uomini e movimenti politici in tutto il mondo. 5
Nell’immediato primo dopoguerra, la situazione italiana era molto difficile, infatti nonostante la vittoria, le condizioni sociali e politiche del nostro Paese erano tutt’altro che positive. Vi era per prima cosa la difficile situazione dei reduci della Grande Guerra che dovevano fare i conti oltre che con le ferite fisiche, anche con un difficile reinserimento post-bellico nella vita quotidiana, un reinserimento tutt’altro che agevole.
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