Concetti Chiave
- La semiotica, o semiologia, è lo studio generale dei segni, definito da Saussure e Peirce, e comprende funzioni sociali e logiche.
- Le funzioni linguistiche di Jakobson includono relazioni tra messaggio, mittente e destinatario, evidenziando la complessità della comunicazione.
- Le funzioni referenziali ed emotive rappresentano modi opposti di espressione, con la prima focalizzata sull'oggetto e la seconda sul soggetto.
- I codici semiotici sono distintivi, tassonomici e semantici, e riflettono le relazioni tra segni in contesti comunicativi.
- La codifica del messaggio influisce sulla sua significatività e struttura, determinando se la comunicazione sia più informativa o socializzata.
In questo appunto di italiano viene descritto il concetto e la disciplina della semiotica che viene definita anche semiologia. Si riportano come esempio anche le funzioni della semiotica, altre caratteristiche delle funzioni e delle funzioni referenziali, il segno e i codici della semiotica.
La definizione di semiologia o semiotica
Il termine semiologia fu coniato dal linguista Ferdinand de Saussure (1857-1913), nella forma francese sémiologie, con il significato di scienza sociale che studia i segni in modo generale (in greco σημεῖον significa “segno”). Anche Charles Sanders Peirce (1839-1914) concepì una teoria generale dei segni denominata semiotica. Sebbene De Saussure metta in rilievo la funzione sociale del segno, mentre Pierce la sua funzione logica, poiché tali aspetti sono strettamente vincolati, i termini semiologia e semiotica vengono oggi riferiti alla stessa disciplina.Le funzioni della semiologia o semiotica: caratteristiche
La funzione del segno consiste nel comunicare idee per mezzo di messaggi. Già nella retorica di Aristotele (384/3 a.C. – 322 a.C.) sono individuati tre elementi in cui si articola la comunicazione: colui che parla, colui che ascolta e l’argomento oggetto del discorso. Il fine è rivolto all’ascoltatore e si realizza nella sua persuasione (Retorica 1358b). In questa teorizzazione, lo stagirita si rivelò precursore dei nostri modelli della comunicazione, come quello a sei elementi di Roman Jakobson (1896-1982). Infatti, ogni processo di comunicazione implica un mittente che indirizza un messaggio a un destinatario, in un contesto, attraverso un contatto, per mezzo di un codice. Jakobson stabilì sei funzioni linguistiche svolte da questi sei fattori:- La funzione referenziale definisce il rapporto tra il messaggio e l’oggetto a cui si riferisce.
- La funzione espressiva o emotiva definisce il rapporto tra il messaggio e il mittente.
- La funzione conativa (dal latino conor “cercare di”) definisce il rapporto tra il messaggio e il destinatario.
- La funzione poetica si incentra sul messaggio stesso e, per la sua efficacia, conta sulla forma.
- La funzione fatica (dal latino fari “parlare”) ha come oggetto affermare, mantenere o interrompere la comunicazione. Il referente del messaggio fatico è la comunicazione in sé, così come il referente del messaggio poetico è il messaggio in sé e del messaggio emotivo il mittente.
- La funzione metalinguistica definisce il senso dei segni che rischiano di non essere compresi dal destinatario.
Altre caratteristiche delle funzioni e delle funzioni referenziali
Le varie funzioni si trovano mescolate in varie proporzioni nello stesso messaggio e l’una o l’altra prevalgono a seconda del tipo di messaggio e del tipo di comunicazione.In questo senso sono caratteristiche le funzioni referenziali(oggettive e cognitive) e la funzione emotiva (soggettiva ed espressiva). Esse costruiscono i due grandi modi di espressione semiologica che sono antiteticamente opposti, in modo che la nozione di una "doppia funzione del linguaggio" possa essere estesa a tutti i modi di significato. Infatti, la comprensione e il sentimento, lo spirito e l'anima, costituiscono i due poli della nostra esperienza e corrispondono a modalità di percezione non solo opposte, ma inversamente proporzionali, al punto che potremmo definire l'emozione come un'incapacità di comprendere. Inibisce l'intelligenza che non capisce cosa le sta succedendo. La comprensione è esercitata sull'oggetto e l'emozione sul soggetto; m comprendere significa soprattutto un'organizzazione, un ordinamento delle sensazioni percepite, mentre l'emozione è un disordine e una commozione dei sensi.
Si tratta dunque di due modi di percezione - e di conseguenza di significazione - totalmente opposti, per cui i caratteri del segno logico e del segno espressivo si oppongono termine per termine: il segno logico è convenzionale, arbitrario, omologico, obiettivo, razionale, astratto, generale transitivo, selettivo; il segno espressivo è naturale, motivato, analogico, soggettivo, affettivo, concreto, singolare, immanente, totale.

Il segno e i codici della semiotica
Si tratta chiaramente di tendenze, poiché queste proprietà sono relative in ragione del fatto che il segno è, in misura minore o maggiore, convenzionale o arbitrario. Ci troviamo di fronte a due grandi modi di significazione che oppongono le scienze e le arti. Questa è la causa del rifiuto esistente tra segni logici ed emozione da un lato e tra segni espressivi e comprensione dall'altro: le modalità semiologiche della conoscenza intellettuale non influenzano l'esperienza affettiva e viceversa. Questo è ciò che rende lo studio scientifico dei fenomeni affettivi così difficile e precario, dato che lo spirito è totalmente incapace di definire e strutturare, cioè di “capire”, termini come passione, desiderio, emozione.Esistono tre tipi di codici a seconda che i segni siano in una relazione logica di esclusione, inclusione o intersezione, corrispondenti rispettivamente alle funzioni diacritica (o distintiva), tassonomica (o classificatoria), semantica (o significativa).
La funzione di un sistema fonologico (e della maggior parte dei sistemi di segnale) è puramente distintiva in quanto non vi è alcuna relazione tra le caratteristiche rilevanti. Un sistema tassonomico, invece, integra i segni in un sistema di relazioni, ma necessario, univoco e inclusivo. Il sistema lessicale implica sia significato sia informazione.
Più un codice è significativo, più è ristretto, strutturato, socializzato e viceversa. Ora, il contenuto informativo di un messaggio e la ridondanza (o perdita di informazioni) che ne è il corollario sono proprietà oggettive e misurabili. Più forte sarà la ridondanza, più significativa, chiusa, socializzata e codificata sarà la comunicazione. Più è debole, più la comunicazione sarà informativa, aperta, individualizzata e decodificata. Da questo punto di vista possiamo considerare che le nostre scienze e tecniche dipendono da sistemi sempre più codificati.
Questa strutturazione o "codifica" del sistema pone il problema del rapporto tra destinatario e comunicazione dal doppio punto di vista del messaggio e del mittente. Il destinatario che riceve un messaggio deve codificarlo, ossia ricostruirne il significato a partire dai segni, ognuno dei quali contiene elementi di quel significato, ovvero domande relative alle relazioni di ciascun segno con gli altri.
Domande da interrogazione
- Che cos'è la semiotica e chi sono i suoi principali fondatori?
- Quali sono le funzioni principali della semiotica secondo Roman Jakobson?
- Come si articolano le funzioni referenziali ed emotive nella comunicazione?
- Qual è la differenza tra segni logici e segni espressivi?
- Come si classificano i codici nella semiotica?
La semiotica, o semiologia, è la scienza sociale che studia i segni in modo generale, coniato da Ferdinand de Saussure e sviluppato anche da Charles Sanders Peirce. Sebbene De Saussure enfatizzi la funzione sociale del segno, mentre Peirce quella logica, entrambi i termini si riferiscono alla stessa disciplina.
Jakobson identifica sei funzioni linguistiche: referenziale, espressiva, conativa, poetica, fatica e metalinguistica, ognuna delle quali definisce un diverso rapporto tra il messaggio, il mittente e il destinatario.
Le funzioni referenziali (oggettive e cognitive) e emotive (soggettive ed espressive) si mescolano nei messaggi, creando due modi di espressione semiologica opposti, dove la comprensione e l'emozione rappresentano poli diversi dell'esperienza.
I segni logici sono convenzionali, obiettivi e razionali, mentre i segni espressivi sono naturali, soggettivi e affettivi. Queste differenze rendono difficile integrare le modalità semiologiche della conoscenza intellettuale con l'esperienza affettiva.
I codici si classificano in tre tipi: diacritici (distintivi), tassonomici (classificatori) e semantici (significativi), a seconda delle relazioni tra i segni. La loro struttura influisce sulla significatività e sulla comunicazione, con una maggiore codifica che porta a una comunicazione più chiusa e socializzata.