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Concetti Chiave

  • Lo sviluppo sostenibile, secondo il Rapporto Brundtland del 1987, mira a soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelli delle future.
  • Il concetto di sostenibilità è emerso negli anni '70 in risposta a crisi ambientali e energetiche, evidenziando l'importanza di politiche che limitassero il consumo delle risorse.
  • Herman Daly propone condizioni fondamentali per la sostenibilità, come il rispetto della capacità di carico degli ecosistemi e l'equilibrio tra risorse rinnovabili e non rinnovabili.
  • Altre definizioni di sviluppo sostenibile enfatizzano la qualità della vita e l'importanza dei servizi ambientali, sociali ed economici per tutte le comunità.
  • L'UNESCO sottolinea il valore della diversità culturale come elemento essenziale per uno sviluppo che trascende la mera crescita economica.

Qual è la definizione di sviluppo sostenibile?

Chiaramente nel Rapporto Brundtland, del 1987, ed è il seguente: “Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”. In pratica lo sviluppo sostenibile quindi vuole permettere a chi verrà dopo di noi di fare le stesse cose che facciamo noi.

Altre definizioni di sviluppo sostenibile sono le seguenti:

ONU, 1992: per sviluppo sostenibile si intende un miglioramento di qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi alla base;

Herman Daly (economista), 1992: svilupparsi mantenendosi entro la capacità di carico degli ecosistemi;

ICLEI, 1994: sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi;

UNESCO, 2001: la diversità culturale è necessaria per l'umanità quanto la biodiversità per la natura. La diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale.

Evoluzione del concetto di sostenibilità

Il concetto di sostenibilità inizia a nascere negli anni ’70, quando a seguito delle conferenze sul clima gli Stati si resero conto della presenza e delle conseguenze negative di problemi come l’effetto serra e il buco nell’ozono. La crisi petrolifera del 1973 creò seri problemi a livello internazionale, infatti la diminuzione delle esportazione petrolifere dall’Oriente verso Europa e USA portò a un aumento dei costi dell’energia e dell’inflazione. La conseguenza di questa crisi fu l’applicazione di politiche di austerità da parte di vari Paesi nel mondo, che presero misure drastiche per limitare il consumo di energia.

Inoltre nel 1972 venne pubblicato il rapporto si “Limiti dello sviluppo”, che mostrava come la crescita produttiva illimitata avrebbe portato al consumo delle risorse energetiche ed ambientali. Il rapporto però diceva che sarebbe stato possibile giungere ad un tipo di sviluppo che non avrebbe portato al consumo totale delle risorse del pianeta. Sulla base di questi risultati si tenne, nel 1972, la conferenza ONU sull’Ambiente Umano.

Alla fine degli anni ’80 un oncologo svedese riuscì a riscuotere un ampio consenso nella comunità scientifica per la creazione di una definizione di sviluppo sostenibile.

Il Rapporto Brundtland viene quindi elaborato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo.

Condizioni fondamentali di Daly

anno risale la definizione di Daly, che pone le seguenti condizioni fondamentali:

• il peso dell'impatto antropico sui sistemi naturali non deve superare la capacità di carico della natura;

• il tasso di utilizzo delle risorse rinnovabili non deve essere superiore alla loro velocità di rigenerazione;

• l'immissione di sostanze inquinanti e di scorie non deve superare la capacità di assorbimento dell'ambiente;

• il prelievo di risorse non rinnovabili deve essere compensato dalla produzione di una pari quantità di risorse rinnovabili, in grado di sostituirle.

In questa definizione viene introdotto il concetto di equilibrio tra uomo ed ecosistema.

A seguire verranno poi create le definizioni dell’ICLEI e dell’UNESCO.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di sviluppo sostenibile secondo il Rapporto Brundtland?
  2. Secondo il Rapporto Brundtland del 1987, "lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri".

  3. Come si è evoluto il concetto di sostenibilità negli anni '70?
  4. Negli anni '70, il concetto di sostenibilità emerse in risposta a problemi ambientali come l'effetto serra e il buco nell'ozono, accentuati dalla crisi petrolifera del 1973, che portò a politiche di austerità e a una maggiore consapevolezza della necessità di limitare il consumo di energia.

  5. Quali sono le condizioni fondamentali di Daly per uno sviluppo sostenibile?
  6. Herman Daly stabilisce che l'impatto antropico non deve superare la capacità di carico della natura, l'uso delle risorse rinnovabili deve essere sostenibile, l'inquinamento deve rimanere entro i limiti di assorbimento dell'ambiente e il prelievo di risorse non rinnovabili deve essere compensato da risorse rinnovabili.

  7. Qual è il ruolo della diversità culturale nello sviluppo sostenibile secondo l'UNESCO?
  8. L'UNESCO afferma che la diversità culturale è fondamentale per l'umanità quanto la biodiversità per la natura, e rappresenta una radice dello sviluppo che va oltre la crescita economica, contribuendo a una vita più soddisfacente a livello intellettuale, emozionale, morale e spirituale.

  9. Quali eventi hanno contribuito alla creazione del Rapporto Brundtland?
  10. Il Rapporto Brundtland del 1987 è stato influenzato da conferenze sul clima negli anni '70, dalla crisi petrolifera del 1973 e dal rapporto "Limiti dello sviluppo", che evidenziava la necessità di uno sviluppo che non consumasse le risorse del pianeta.

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