Concetti Chiave
- Il settore secondario include attività industriali legate alle risorse naturali e alla produzione agricola, mentre il terziario si occupa di servizi come bancari e turismo.
- L'industria siderurgica ha perso rilevanza dal 1970, con pochi centri operativi rimasti, mentre la lavorazione dei metalli non ferrosi è quasi scomparsa.
- L'industria automobilistica britannica è sopravvissuta grazie a investimenti esterni, con marchi storici ora sotto controllo di aziende americane, giapponesi e tedesche.
- I settori high-tech come farmaceutico e biotecnologico stanno crescendo rapidamente, rendendo il Regno Unito il secondo produttore di componenti elettronici in Europa.
- Il settore terziario è diventato dominante, con Londra che funge da principale centro finanziario europeo e contribuendo in modo significativo al prodotto interno lordo del Paese.
Settore secondario e terziario
Il settore secondario comprende tutte le attività industriali, per altro connesse alle risorse del sottosuolo e alla produzione agricola, quello terziario si riferisce ai servizi (bancari, trasporto, turismo, ecc.)
L'importanza dell'industria siderurgica, che è stata uno dei pilastri della crescita economica fino agli anni '60, è notevolmente diminuita. Localizzato poi sui bacini carboniferi di Galles, Scozia (Lowlands), North-East England, Cumberland, Sheffield, Lincolnshire e Black Country, intorno a Birmingham, o sui giacimenti ferrosi ha raggiunto la sua massima produzione nel 1970. Nel 2010 è solo il 18° al mondo, dietro in particolare a Francia, Taiwan e Canada: nel Paese sono ancora operativi solo pochi centri, ai quali vanno aggiunti fonderie e centri specializzati nelle ex regioni carbonifere, in particolare a Corby, Shotton (Galles del Nord) e Sheffield.
La lavorazione dei metalli non ferrosi è quasi scomparsa (tranne nel Galles del Sud) e la produzione di alluminio (Scozia) è gestita da un gruppo canadese. I famosi cantieri navali (Glasgow, Belfast) non sono altro che l'ombra di se stessi e si sono riorientati verso la costruzione di piattaforme petrolifere o lo yachting.
Evoluzione dell'industria automobilistica
L'industria automobilistica, vanto della nazione fino agli anni '70, con marchi prestigiosi come Rolls-Royce o Jaguar, deve la sua sopravvivenza e, in definitiva, la sua rinascita solo agli investimenti esterni: produzione americana (Ford, General Motors -Vauxhall), stabilimenti giapponesi (Nissan, Toyota, Honda), acquisti di Jaguar da parte di Ford, di Rolls-Royce da parte di Volkswagen. Concentrato nelle Midlands e nel London Basin, il settore è ora condiviso tra americani, giapponesi e tedeschi.
Crescita dell'industria aeronautica
L'industria aeronautica beneficia di programmi internazionali (Airbus) ed è distribuita principalmente intorno a Londra, a Bristol e nelle Midlands.
Le armi, altamente sviluppate, tendono a sostituire l'automobile come principale esportatore di manufatti.
Anche le macchine utensili e i beni strumentali sono relativamente prosperi.
I prodotti chimici si concentrano sulle rive del Tamigi e degli estuari del Severn. Le industrie legate al petrolio (BP, Shell), al vetro (Pilkington), ai detersivi (Unilever) sono molto importanti. Il tessile, altro grande pilastro dell'industrializzazione britannica, è stato ridotto al minimo indispensabile: il cotone non sostiene quasi più il Lancashire, la lana, in contrazione (Yorkshire, Scozia), ha retto un po' meglio, mentre l'abbigliamento, anch'esso in declino, impiega ancora parte della forza lavoro immigrata nelle grandi città del nord e a Londra. La Scozia, l'Irlanda del Nord e le Midlands hanno alcune piccole aziende di calzetteria.
Settori high-tech in crescita
I settori high-tech, come quello farmaceutico, che comprende importanti gruppi internazionali, l'elettronica, l'informatica e la biotecnologia, hanno registrato una grande crescita. Il paese è il secondo produttore di componenti elettronici in Europa. Inoltre, il Regno Unito è molto ben inserito nelle nuove tecnologie: ad esempio, la clonazione della pecora Dolly è stata effettuata in un laboratorio di Silicon Glen, vicino a Edimburgo. Piccole e medie imprese, ma anche grandi imprese, si sono insediate in parchi tecnologici situati vicino ai laboratori di università di livello mondiale nella regione di Londra (Cambridge, Oxford, Londra) e nelle Lowlands scozzesi (da Edimburgo a Glasgow), con cui hanno molti legami.
Commercio estero e importazioni
Il commercio estero, attività tradizionale del Paese, ha assunto un ruolo sempre più importante nell'economia: metà della produzione viene ora esportata. Ma sono aumentate anche le importazioni, al punto da rappresentare oltre il 50% del valore totale dei consumi in Gran Bretagna. La gamma dei prodotti commercializzati è cambiata profondamente: durante l'era coloniale, il regno importava, principalmente dall'impero britannico, materie prime e generi alimentari.
Il boom della produzione agricola, l'abbondanza di idrocarburi e la deindustrializzazione hanno cambiato la situazione: il Paese ora acquista manufatti (l'80% delle importazioni) che porta dai paesi sviluppati. Infatti, la quota del commercio estero con il mare aperto si è dimezzata dagli accordi di Ottawa del 1932, rappresentando meno di un quarto del totale, mentre il commercio è dominato per il 60% dai partner europei. Il paese vende quasi il 50% delle sue esportazioni a quest'ultimo e rappresentano quasi i due terzi delle sue importazioni.
La Francia, che era il 10° fornitore nel 1963, diventa il 3° alla fine degli anni '70 del XX secolo, dietro a Germania e Stati Uniti. Simbolo di questo stivaggio europeo, il Tunnel della Manica è stato inaugurato nel 1994 mentre i porti dell'Est e del Sud (porti di Tees, Felixstowe, Tilbury, Dover, Southampton) hanno eclissato quelli
della costa occidentale.
Dominanza del settore terziario
Con tre quarti della popolazione attiva e del reddito del paese, il settore terziario è diventato dominante. Oltre alle attività amministrative e commerciali (distribuzione), ci sono quelle dei servizi finanziari, concentrati nella City, che hanno preso il posto del trasporto marittimo, ex grande specialità britannica. Londra è il principale centro finanziario in Europa, molto più avanti di Francoforte e Parigi, e il terzo al mondo dopo New York e Tokyo. Ci lavorano diverse centinaia di migliaia di persone ei suoi servizi (finanziari, contabili, legali e di consulenza) costituiscono oltre il 20% del prodotto interno lordo e la principale voce di esportazione del Paese, superando così l'industria manifatturiera.
Importanza della City di Londra
La City di Londra è al centro di queste attività. Comprende la Banca d'Inghilterra, il cui comitato di politica monetaria fissa liberamente i tassi di interesse. Il London Stock Exchange (il famoso London Stock Exchange) è il mercato più grande al mondo per assicurazioni, riassicurazioni e cambi, il secondo mercato per i derivati (commodities) dopo Chicago, il primo per i metalli non ferrosi, l'unico mercato a termine del petrolio in Europa, ed è la più grande concentrazione di banche estere nel mondo. Edimburgo (associata a Glasgow), Manchester, Cardiff, Liverpool e Leeds rimangono importanti centri finanziari, in particolare il primo, che è il quinto centro più grande
dell'Unione Europea per i fondi di investimento.
Turismo e adattamento economico
Il turismo sembra essere un settore con un futuro. Se il turismo interno è sempre stato relativamente florido, la moda del Regno Unito, soprattutto in Europa, è piuttosto recente.
Così, il Regno Unito, nonostante le difficoltà incontrate in passato, proprio a causa delle trasformazioni spesso brutali che ha dovuto subire, offre un esempio di economia postindustriale, senza dubbio più capace della maggior parte delle altre economie europee di adattarsi al nuovo ordine mondiale.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra il settore secondario e quello terziario?
- Qual è l'attuale stato dell'industria siderurgica nel Regno Unito?
- Come è cambiata l'industria automobilistica britannica nel tempo?
- Qual è il ruolo della City di Londra nell'economia britannica?
- Quali settori high-tech stanno crescendo nel Regno Unito?
Il settore secondario comprende le attività industriali legate alle risorse del sottosuolo e alla produzione agricola, mentre il settore terziario si riferisce ai servizi come quelli bancari, di trasporto e turismo.
L'industria siderurgica ha visto una notevole diminuzione della sua importanza, passando dal suo apice nel 1970 al 18° posto nel mondo nel 2010, con pochi centri operativi rimasti, principalmente nelle ex regioni carbonifere.
L'industria automobilistica, un tempo vanto nazionale, ha subito una trasformazione grazie a investimenti esterni, con marchi americani, giapponesi e tedeschi che ora condividono il mercato, concentrato principalmente nelle Midlands e nel London Basin.
La City di Londra è il principale centro finanziario in Europa, contribuendo oltre il 20% al prodotto interno lordo del Paese e ospitando il London Stock Exchange, il mercato più grande al mondo per vari strumenti finanziari.
I settori high-tech in crescita includono quello farmaceutico, l'elettronica, l'informatica e la biotecnologia, con il Regno Unito che è il secondo produttore di componenti elettronici in Europa e ben integrato nelle nuove tecnologie.