Concetti Chiave
- Il lago d'Aral, un tempo il quarto lago più grande al mondo, è scomparso a causa dell'intervento umano, in particolare per l'irrigazione agricola intensiva voluta dal regime sovietico.
- Negli anni '60, la deviazione dei fiumi immissari del lago per coltivare cotone ha portato a un drastico abbassamento delle acque, riducendo la superficie del lago del 60% in trent'anni.
- Le conseguenze ambientali sono state devastanti: aumento della salinità, morte della flora e fauna lacustre, e cambiamenti climatici estremi nella regione circostante.
- Tutte le città portuali sono oggi disabitate a causa della scomparsa dell'industria della pesca, con un alto tasso di disoccupazione e degrado economico.
- Il prosciugamento del lago ha portato alla scoperta di un'antica città del XIII secolo e all'emergere di sorgenti di gas naturale, complicando ulteriormente il recupero della superficie lacustre.
La scomparsa del lago d'Aral
Il lago d’Aral era il quarto lago più esteso al mondo, dall’acqua salata, oggi diviso tra Kazakistan e Uzbekistan, del quale non rimane ormai traccia se non qualche sporadica pozza d’acqua nei punti più profondi nel lago originario. Purtroppo la sua sparizione non è dovuta a cause naturali alle azioni spietate ed egoistiche dell’uomo. Per arrivare ad una indipendenza (che mi azzardo a paragonare con la battaglia del grano italiana) dal punto di vista agricolo avviando un percorso di sfruttamento intensivo delle terre circondanti il lago. Ciò fu fatto deviando il corso dei due fiumi immissari del lago, privando così il bacino dell’acqua necessaria a combattere l’evaporazione naturale. Ciò portò nel corso degli anni al prosciugamento dello stesso, causando danni ingentissimi dal punto di vista ambientale ed economico.
Il piano sovietico e le sue conseguenze
Intorno al 1960 il regime sovietico attuò un piano di agricoltura intensiva per raggiungere la completa autonomia del fabbisogno alimentare e di essere uno dei maggiori esportatori di cotone al mondo: questo, tra le altre cose, prevedeva la deviazione dei due fiumi immissari principali del lago d’Aral per irrigare e rendere coltivabili i territori desertici che lo circondavano. Si diede quindi il via alla coltivazione intensiva del cotone, che fece nel tempo la fortuna della zona, tanto da essere ribattezzato “oro bianco” dell’Uzbekistan.
Effetti devastanti sull'ambiente e l'economia
La scomparsa graduale del lago, privato sempre più dell’acqua nuova degli immissari, era tutt’altro che inaspettata: i sovietici già nel piano di irrigazione originale avevano previsto che quando il lago d’Aral si fosse ridotto ad un’informe specchio d’acqua paludosa lì sarebbe potuto essere coltivato il riso. Si pensi che il responsabile del progetto, Grigory Voropaev, che disse che voleva “far morire serenamente il lago d’Aral”. Nel giro di trent’anni la superficie del lago diminuì del 60%, ed al giorno d’oggi non si può vedere se non il 10% di quello che era il lago nelle sue dimensioni originali. Difatti esso nel 1986 si divise in due laghi distinti, uno dei quali è ad oggi scomparso: sono una sottile striscia è rimasta nella parte più orientale del bacino. La salinità dell’acqua quintuplicata in 40 anni unita alla sua intossicazione da parte di fertilizzanti velenosi utilizzati per le colture, fece morire la maggior parte della flora e della fauna lacustre.
Tutte le città portuali situate sulle rive originarie del lago sono ad oggi disabitate, abbandonate dai suoi abitanti che vedevano la loro industria della pesca sparire con il lago, causando un degrado ed un tasso di disoccupazione alle stelle. Le terre che il lago ha restituito alla terraferma non si sono rivelate abitabili né coltivabili, a causa della enorme salinità del terreno e per la sia tossicità causata da fertilizzanti e diserbanti. Gli inverni si sono rivelati più lunghi e freddi, le estati secche e calde. Nel giro di venti anni ogni attività legata alla pesca cessò nel lago d’Aral, giungendo al culmine della desertificazione economica.
- Grazie all’abbassamento delle acque è stata scoperta un’antica città risalente al XIII secolo.
- L’isola di Vozrzdenie, utilizzata segretamente dai sovietici per esperimenti su armi batteriologici per oltre quarant’anni, si unì alla terraferma nel 1990 rendendola così facilmente accessibile. Lo staff dell’isola nel 1991 la abbandonò, ma alcuni contenitori di batteri e bacilli non furono immagazzinati o distrutti correttamente. Difatti in poco tempo i contenitori delle pericolosissime armi non furono più in grado di contenerle. C’era il rischio che qualcuno si potesse infiltrare nella base e venire a contatto con esse, causando potenziali epidemie. Per questo nel 2002 furono neutralizzati oltre 200.000 tonnellate di materiale.
- Sono state scoperte numerose sorgenti di gas naturale nei fondali del lago, che a causa del loro valore rendono ancora più difficile un eventuale recupero della superficie lacustre.
Domande da interrogazione
- Quali sono le cause principali della scomparsa del lago d'Aral?
- Qual era l'obiettivo del piano sovietico riguardo al lago d'Aral?
- Quali sono stati gli effetti ambientali e economici della scomparsa del lago?
- Cosa è stato scoperto grazie all'abbassamento delle acque del lago d'Aral?
- Quali rischi sono associati all'isola di Vozrzdenie dopo la scomparsa del lago?
La scomparsa del lago d'Aral è principalmente dovuta alle azioni umane, in particolare alla deviazione dei fiumi immissari per l'agricoltura intensiva, che ha privato il lago dell'acqua necessaria per contrastare l'evaporazione (testo).
Il piano sovietico mirava a raggiungere l'autonomia alimentare e a diventare uno dei maggiori esportatori di cotone, attraverso la deviazione dei fiumi per irrigare le terre desertiche circostanti (testo).
La scomparsa del lago ha portato a un aumento della salinità, alla morte della flora e fauna lacustre, e alla disoccupazione nelle città portuali, che hanno visto scomparire l'industria della pesca (testo).
L'abbassamento delle acque ha portato alla scoperta di un'antica città risalente al XIII secolo, evidenziando l'impatto della desertificazione (testo).
L'isola di Vozrzdenie, utilizzata per esperimenti su armi batteriologiche, è diventata accessibile e presenta il rischio di contaminazione a causa di contenitori di batteri non correttamente gestiti (testo).