Concetti Chiave
- L'agricoltura a cielo aperto in Islanda è limitata a solo lo 0,1% del territorio, con coltivazioni di patate e barbabietole da zucchero.
- Le serre innovative, riscaldate dai vapori dei geyser, permettono la coltivazione redditizia di ortaggi e frutti tropicali.
- La pesca rappresenta la principale risorsa economica del Paese, con un patrimonio ittico in declino a causa dell'eccessivo sfruttamento e inquinamento.
- Il settore industriale più sviluppato è la lavorazione del pesce, con importanti attività nel campo della metallurgia sostenute da energia elettrica.
- Il commercio internazionale è fortemente orientato verso l'esportazione di pesce e l'importazione di combustibili, macchinari e generi alimentari.
Agricoltura limitata e serre innovative
Agricoltura: A causa della conformazione del territorio e dell’asprezza del clima l’agricoltura a cielo aperto può svilupparsi soltanto sullo 0,1% della superficie nazionale, nelle zone maggiormente esposte ai raggi solari. Qui si coltivano, con modesti risultati, patate e barbabietole da zucchero. Assai più redditizie sono le colture di serra, riscaldate dai vapori generati dai geyser, dove si coltivano ortaggi, frutta e perfino frutti tropicali.
Allevamento e pesca in declino
Allevamento e pesca: La forma di allevamento più diffusa è quella degli ovini. Nella zona pianeggiante occidentale è diffuso anche l’allevamento dei bovini e quello tipico dei pony. Recentemente è stato introdotto l’allevamento degli animali da pelliccia. La pesca è di gran lunga la prima risorsa economica del Paese: nei ricchi mari islandesi si pescano gamberetti, aringhe e merluzzi che vengono surgelati o trasformati in olio e farina di pesce e quindi esportati. Il patrimonio ittico si sta però progressivamente impoverendo a causa dell’eccessivo sfruttamento dei mari e dell’inquinamento. Anche la caccia alla balena, un’attività molto diffusa fino a non molti anni fa, è ora meno praticata per il rischio della scomparsa di questi grossi cetacei.
Risorse minerarie e energia geotermica
Sottosuolo ed energia: Il sottosuolo è povero di risorse minerarie; di qualche rilievo sono i depositi di bauxite, ferro e silicio. Buone sono le risorse energetiche di natura geotermica e idroelettrica.
Industria e artigianato: L’industria offre lavoro al 26% circa della popolazione attiva. Il settore industriale più sviluppato è quello della lavorazione del pesce, che comprende la salatura, la congelazione, l’essiccazione, la preparazione di olio, farina e colla di pesce. Grazie alla disponibilità di energia elettrica si sono sviluppate, con l’ausilio di capitali stranieri, industrie metallurgiche che producono ferro e alluminio. All’infuori di questi settori, si eccettuano l’industria estrattiva della bauxite, l’industria tessile e qualche fabbrica adibita alla concia delle pelli. Fiorente è invece l’artigianato, tradizionalmente legato alla lavorazione della lana e alla produzione di ceramiche.
Commercio internazionale e importazioni
Terziario: Il paese intrattiene rapporti commerciali con la Germania, gli Stati Uniti d’America, l’ex-URSS e con gli altri Stati nordeuropei. Le esportazioni sono rappresentate per il 70% dal pesce, mentre le importazioni sono costituite da combustibili, macchinari, vestiario e generi alimentari.
Domande da interrogazione
- Qual è l'impatto del clima e della conformazione del territorio sull'agricoltura in Islanda?
- Quali sono le principali risorse economiche legate alla pesca in Islanda?
- Quali settori industriali sono più sviluppati in Islanda e quali risorse energetiche sono disponibili?
A causa della conformazione del territorio e dell'asprezza del clima, l'agricoltura a cielo aperto può svilupparsi solo sullo 0,1% della superficie nazionale, limitandosi a coltivazioni come patate e barbabietole da zucchero, mentre le serre innovative offrono risultati più redditizi.
La pesca è la principale risorsa economica del Paese, con la cattura di gamberetti, aringhe e merluzzi, che vengono surgelati o trasformati per l'esportazione. Tuttavia, il patrimonio ittico è in declino a causa dell'eccessivo sfruttamento e dell'inquinamento.
L'industria più sviluppata è quella della lavorazione del pesce, mentre le risorse energetiche di natura geotermica e idroelettrica sono abbondanti, contribuendo allo sviluppo di industrie metallurgiche e ad altre attività industriali.