Concetti Chiave

  • Le migrazioni influenzano la dinamica demografica, con flussi da paesi in via di sviluppo verso quelli più avanzati, principalmente per motivi economici.
  • In Italia, le migrazioni interne sono state significative negli anni '50 e '60, spostando popolazione dalle campagne verso le città e contribuendo all'urbanesimo.
  • Le migrazioni internazionali sono aumentate tra il XIX e il XX secolo, con 65 milioni di europei che si sono trasferiti negli Stati Uniti, riprendendo dopo la Seconda Guerra Mondiale.
  • Le migrazioni portano benefici economici ai paesi ospitanti, fornendo manodopera a basso costo e colmando le carenze di personale qualificato in vari settori.
  • Il processo di integrazione degli immigrati è ostacolato da rifiuti culturali e diffidenza da parte dei cittadini, rendendo fondamentale l'apprendimento della lingua e della cultura del paese ospitante.

Dinamica demografica e migrazioni

La dinamica demografica risente anche dei flussi migratori. Ovviamente questi non influiscono sulla popolazione mondiale complessiva, ma solo su quelle delle diverse aree, che diminuisce e cresce a seconda che siano interessate da un processo di emigrazione oppure di immigrazione. Le cause delle migrazioni possono essere politiche, con esuli che fuggono da regimi politici, oppure derivare da persecuzioni ai danni delle minoranze religiose etniche. Nella maggior parte dei casi le migrazioni hanno cause economiche. I maggiori flussi partono da paesi poco sviluppati, poveri di risorse e con una forte crescita demografica, e si dirigono verso paesi a sviluppo elevato. Le migrazioni sono dirette soprattutto verso l’America anglosassone, l’Europa occidentale i ricchi paesi della penisola arabica.

Migrazioni interne in Italia

Le migrazioni possono essere all'interno di uno stesso paese, in questo caso si parla di migrazioni interne, la cui causa principale è il diverso livello di sviluppo fra le regioni. L’Italia ha conosciuto forti migrazioni interne, specie degli anni 50 e 60, quando il boom economico fece spostare milioni di persone dalle campagne del Sud e del Triveneto verso le città del nord ovest. Le migrazioni interne si dirigono per lo più verso la città, dando vita al fenomeno dell’urbanesimo e alla contemporanea diminuzione della popolazione rurale.

Storia delle migrazioni internazionali

Le migrazioni internazionali furono particolarmente consistenti fra l’Ottocento e la prima metà del Novecento. Tra il 1820 il 1930 solo verso gli Stati Uniti partirono 65 milioni di europei. Dopo il 1930 il fenomeno rallentò, per riprendere dopo la seconda guerra mondiale ma con caratteristiche diverse. Negli ultimi decenni i flussi migratori hanno ampliato il loro raggio d’azione potendo accedere a mezzi di comunicazione moderni, come la televisione satellitare e internet, gli abitanti di molti paesi poveri hanno infatti preso coscienza del benessere diffuso nei paesi ricchi e delle opportunità di lavoro che questi possono offrire. A facilitare loro spostamenti ha poi contribuito alla facilità di viaggiare in aereo, a costi relativamente contenuti. Molti cercano di entrare in questi paesi ricchi anche se sprovvisti di permesso di soggiorno. Questa loro scelta si scontra con molti ostacoli e spesso comporta sacrifici economici, come pagare i trafficanti che facilitano l’ingresso clandestino.

Effetti economici delle migrazioni

Perfetto dell'immigrazione, alcuni paesi sviluppati registro tuttora una crescita della popolazione. Fra questi la Svizzera, dove gli stranieri sono il 23% degli abitanti, ma anche l'Italia, e deve l'aumento della popolazione sono alla porta degli immigrati. L'emigrazione modificano la struttura delle popolazioni, visto che i nuovi abitanti sono giovani e di sesso maschile. Sotto il profilo economico le migrazioni sono vantaggiose per i paesi ospitanti. Gli immigrati forniscono manodopera a basso costo, abbondante e spesso pagata in nero, e generalmente si adattano svolgere mestieri poco qualificati, faticosi o rischiosi, che i lavoratori locali rifiutano. Non mancano tuttavia immigrati dotati di un buon livello di istruzione, che suppliscono le carenze locali di personale qualificato. Anche i paesi d'origine subiscono conseguenze alle migrazioni. Sul piano demografico l’emigrazione riduce l’accesso di popolazione, riequilibra le classi d’età e abbassa il tasso di natalità, visto che a partire sono soprattutto i giovani. Sul piano economico poi questi paesi diventano beneficiari di un flusso di denaro che gli immigrati inviano alle famiglie.

Integrazione e sfide culturali

Il rifiuto di assumere le usanze del paese ospitante da parte di molti immigrati e la diffidenza con cui i cittadini del paese accogliente guardano all'immigrato, portatore di una cultura diversa, frenano l’immigrato Nel processo di inserimento nella società. Occorre questo rifiuta e soprattutto la prima generazione, maggiormente legato alla cultura di origine. Strumento indispensabile perché gli stranieri possono integrare la scuola, ti consente di apprendere la lingua e la cultura del suo nuovo paese è di sentirsene così parte. Spesso ci sono anche episodi di xenofobia e di razzismo. Ormai ci sono delle società multietniche formate da diversi gruppi etnici e da diverse culture.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause delle migrazioni?
  2. Le migrazioni sono principalmente causate da fattori politici, economici e sociali, con esuli che fuggono da regimi oppressivi e persone in cerca di migliori opportunità economiche, specialmente da paesi poco sviluppati verso quelli a sviluppo elevato.

  3. Come si sono sviluppate le migrazioni interne in Italia?
  4. Le migrazioni interne in Italia, soprattutto negli anni '50 e '60, sono state influenzate dal boom economico, che ha portato milioni di persone a spostarsi dalle campagne del Sud e del Triveneto verso le città del nord ovest, contribuendo all'urbanesimo e alla diminuzione della popolazione rurale.

  5. Qual è stata l'andamento delle migrazioni internazionali nel tempo?
  6. Le migrazioni internazionali sono state particolarmente consistenti tra l'Ottocento e la prima metà del Novecento, con 65 milioni di europei che si sono trasferiti negli Stati Uniti. Dopo un rallentamento, il fenomeno è ripreso dopo la seconda guerra mondiale, ampliando il raggio d'azione grazie ai moderni mezzi di comunicazione.

  7. Quali effetti economici hanno le migrazioni sui paesi ospitanti?
  8. Le migrazioni portano vantaggi economici ai paesi ospitanti, fornendo manodopera a basso costo e spesso occupando mestieri poco qualificati che i lavoratori locali rifiutano. Inoltre, gli immigrati possono contribuire a colmare le carenze di personale qualificato.

  9. Quali sono le sfide culturali che affrontano gli immigrati?
  10. Gli immigrati affrontano sfide culturali significative, tra cui il rifiuto di adottare le usanze del paese ospitante e la diffidenza dei cittadini locali. La prima generazione tende a mantenere legami con la cultura di origine, rendendo l'integrazione più complessa, e spesso si verificano episodi di xenofobia e razzismo.

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