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Concetti Chiave

  • L'ambiente marino è più vasto rispetto a quello terrestre e atmosferico, ospitando una fauna unica influenzata da temperatura e salinità.
  • Gli organismi marini sono classificati in plancton, benthos e necton, con diverse modalità di movimento e adattamenti ambientali.
  • Le tre zone marine - litoranea, pelagica e abissale - offrono habitat distintivi e varietà di forme di vita, con la litoranea particolarmente ricca di biodiversità.
  • La fauna delle acque dolci è meno diversificata rispetto a quella marina, con l'assenza di alcuni gruppi come echinodermi e ctenofori.
  • Gli animali della zona abissale presentano adattamenti unici per sopravvivere in condizioni estreme come alta pressione, bassa temperatura e totale oscurità.

L'ambiente marino e la fauna

L’ambiente marino è molto più ampio sia di quello terrestre che di quello dell’atmosfera, visto che esso contiene esseri viventi fino nelle maggiori profondità, mentre nell’atmosfera essi non vivono oltre 4000 metri. Anche la fauna marina è molto varia, in realtà essa è più uniforme di quella terrestre. La loro diffusione è influenzata dalla temperatura e dalla salinità. Infatti esistono specie eurialine che sopportano il passaggio dall’acqua salata a quella dolce come le anguille e i salmoni e le specie stenoaline che non sopportano una forte variazione di salinità.

Adattamenti e movimenti marini

Un tempo si credeva che gli esseri viventi non potessero vivere nelle grandi profondità sa causa dell’elevata pressione, ma non è così. Grazie all’osmosi, attraverso la loro pelle avviene uno scambio di liquidi tra il corpo e l’ambiente esterno in modo tale da raggiungere l’equilibrio necessario per vivere. Inoltre, mentre gli animali terrestri sono autonomi nei loro movimenti, molti esseri viventi marini sono fissi sul fondo o si muovono in modo passivo trasportati dalle onde o dalle correnti.

Classificazione degli organismi marini

Nell’ambiente marino distinguiamo il plancton, il benthos e il necton.

• Il plancton è formato da organismi animali e vegetali che non sono capaci di un movimento proprio e che restano in balia dei movimenti marini. Infatti il termine deriva dal greco “planktós” che significa instabile.

• Il benthos sono organismi vegetali ed animali che vivono fissi sul fondo marino o erranti sul fondo stesso. Esso è particolarmente ricco sulla piattaforma continentale e diminuisce man mano che si scende in profondità. Il termine deriva dal greco “bénthos che significa profondità.

• Il necton comprende tutti gli animali marini che sono capaci di muoversi liberamente: crostacei,cetacei, pinnipedi, ecc. IL termine deriva dal greco “nektós” che significa “nuotante”.

Comunque dal punto di vista biologico, questa distinzione non è molto significativa perché molti animali allo stato di larva fanno parte del plancton e del benthos mentre allo stato adulto fanno parte del necton.

Zone marine e biodiversità

Si distinguono anche tre zone: zona litoranea, zona pelagica, zona abissale.

• La zona litoranea che coincide con la piattaforma continentale è quella in cui troviamo una grande varietà di forme ed anche una grande varietà di ambienti: fondo roccioso, fangoso, salinità minima (in corrispondenza delle foci fluviali) ed elevata, alta e bassa marea. Essa è ricca di benthos. E’ nelle zone litoranee del globo che esistono le zone più pescose del mondo

• La zona pelagica corrisponde all’alto mare; è povera di benthos ma ricca di plancton. Qui il necton è formato da pesci come merluzzi, sardine e aringhe a cui si aggiungono cetacei, molluschi e crostacei.

• La zona abissale è la meno ricca di animali. Qui le condizioni fisiche dell’ambiente sono particolari: pressione molto alta, temperatura bassa, oscurità completa assenza pressoché totale del movimento delle acque. Gli animali che vivono in questa zona sono carnivori e mangiatori di detriti. Pur mancando la luce solare, gli animali hanno occhi enormi e spesso sporgenti fuori dalle orbite. Essi sono caratterizzati anche da enormi bocche irte di denti.

Fauna delle acque dolci

Nelle acque dolci continentali la situazione della fauna non è molto diversa, anche essa è meno ricca. Se il lago è molto grande vi possiamo, come nel mare le tre zone: litoranea, pelagica ed abissale. Tuttavia mancano esseri viventi come gli echinodermi, gli ctenofori e i tunicati che vivono soltanto nelle acque marine ed i celenterati ed i poriferi sono rari.

• gli echinodermi hanno il corpo ricoperto da placche calcaree come per es. le stelle marine ed i ricci di mare

• gli ctenofori, lunghi pochi centimetri, sono trasparenti, ed il loro corpo e quasi interamente costituito d'acqua

• i tunicati hanno il corpo è ricoperto da un particolare rivestimento chiamato tunica e vivono fissi sul fondo

• i poriferi, chiamati anche spugne, sono organismi pluricellulari il cui corpo è ricco di pori e di canali che permettono all'acqua di circolare

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra la fauna marina e quella terrestre?
  2. La fauna marina è più uniforme e si estende in profondità, mentre quella terrestre è più varia e limitata a quote inferiori a 4000 metri, come indicato nel testo.

  3. Cosa sono le specie eurialine e stenoaline?
  4. Le specie eurialine, come anguille e salmoni, possono adattarsi a variazioni di salinità, mentre le specie stenoaline non tollerano tali cambiamenti, come descritto nel testo.

  5. Quali sono le tre categorie principali di organismi marini?
  6. Gli organismi marini si classificano in plancton, benthos e necton, ognuno con caratteristiche specifiche riguardanti il movimento e l'habitat, come spiegato nel testo.

  7. Quali sono le tre zone marine e le loro caratteristiche?
  8. Le tre zone marine sono la zona litoranea, ricca di biodiversità; la zona pelagica, povera di benthos ma ricca di plancton; e la zona abissale, caratterizzata da alta pressione e oscurità, come evidenziato nel testo.

  9. Quali organismi mancano nelle acque dolci rispetto a quelle marine?
  10. Nelle acque dolci mancano organismi come echinodermi, ctenofori e tunicati, mentre celenterati e poriferi sono rari, come riportato nel testo.

Domande e risposte

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