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Concetti Chiave

  • Prima della guerra, i Balcani erano economicamente arretrati, con l'agricoltura che occupava oltre il 80% della forza lavoro.
  • Dopo la seconda guerra mondiale, la Bulgaria ha adottato un'economia pianificata simile a quella sovietica, con riforme significative avviate solo negli anni '90.
  • Il settore industriale bulgaro è dominato dalla siderurgia, metallurgia e industrie meccaniche, con una crescente produzione alimentare destinata all'esportazione.
  • Il regime socialista ha trasformato l'agricoltura in Bulgaria, ma il settore rimane in difficoltà, con un declino della barbabietola da zucchero e una produzione di riso soddisfacente.
  • Il patrimonio zootecnico è diminuito a causa della riduzione delle fattorie statali, mentre il turismo mostra buone prospettive di sviluppo.

Economia dei Balcani prima e dopo la guerra

Alla vigilia della seconda guerra mondiale, l’area dei Balcani era fra le più arretrate economicamente dell’Europa, con un settore agricolo che occupava più dei 4/5. Dopo il conflitto, la situazione non è cambiata perché, come in tutti gli altri paesi socialisti, anche in Bulgaria sono stati applicati i criteri dell’economia pianificata e collettivizzata, strettamente ispirati al modello sovietico.

Riforme economiche e risorse minerarie

Nel 1987, si hanno avuto i primi tentativi di privatizzazione delle imprese; nel 1990, viene abolito il ruolo dirigenziale del partito comunista e si hanno le prime riforme economiche. L’anno successivo viene introdotto il libero scambio e le terre sono restituite agli ex proprietari. Nonostante queste riforme, i risultati dell’economia sono ancora modesti: scarse sono le risorse minerarie o obsoleto e disorganizzato è ancora l’apparato industriale.

Le risorge energetiche riguardano soprattutto il rame, la bauxite, il ferro el’ uranio; modesti sono i quantitativi di petrolio.

Settore industriale e manifatturiero

Nel settore industriale, la siderurgia e la metallurgia sono i rami più attivi. Le industrie meccaniche ed elettromeccaniche producono autoveicoli, trattori, macchinari agricoli La lavorazione della lana e del cotone (situate a Sofia e a Varna) e della seta sono di impianto tradizionale. Un certo sviluppo ha anche la lavorazione delle fibre artificiali e sintetiche. Quest’ultimo è direttamente collegato all’industria chimica che produce fertilizzanti, acidi e materie plastiche. Il settore manifatturiero annovera anche impianti per la produzione della gomma, la lavorazione del cuoio, del tabacco e del legno. Notevole sviluppo ha, invece, l’industria alimentare la cui produzione, in parte è destinata all’esportazione.

Agricoltura e zootecnia in Bulgaria

Per quanta le attività agricole e zootecniche, occorre premettere che sotto il regime socialista, l’agricoltura era stata profondamente trasformata con l’introduzione delle strutture cooperativistiche affiancata da aziende agricole di imitazione sovietica. I risultati sono stati scarsi ed una certa difficoltà continua ancora ad incontrare il settore cerealicolo e dell’allevamento, mentre quella del riso, e dei prodotti ortofrutticoli, destinati all’esportazione, ha risultati soddisfacenti.

Declino e sviluppo agricolo

In netto declino è invece la cultura della barbabietola da zucchero mentre un certo interesse hanno le colture del cotone, della soia e tutte le piante oleose. Notevole è anche la produzione del tabacco e quella tipicamente bulgara della rosa (la valle della Tundže detta per questo Valle delle Rose).

A causa della drastica riduzione di attività da parte delle fattorie di stato e della relativa liquidazione del bestiame allevato in esse, il patrimonio zootecnico ha subito una forte riduzione i cui effetti continuano a farsi sentire e di conseguenza anche la produzione lattiero-casearia ne risente parzialmente anche in questi anni. In sviluppo con buone prospettive è l’attività turistica. A Sofia e a Olovdicv.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era la situazione economica dei Balcani prima della seconda guerra mondiale?
  2. Prima della seconda guerra mondiale, l'area dei Balcani era tra le più arretrate economicamente d'Europa, con un settore agricolo che occupava oltre 4/5 della popolazione.

  3. Quali riforme economiche sono state introdotte in Bulgaria dopo la caduta del regime comunista?
  4. Dopo la caduta del regime comunista, nel 1990 sono state abolite le dirigenze del partito comunista e sono state introdotte riforme economiche, tra cui il libero scambio e la restituzione delle terre agli ex proprietari.

  5. Quali sono i principali settori industriali in Bulgaria?
  6. I principali settori industriali in Bulgaria includono la siderurgia, la metallurgia, le industrie meccaniche ed elettromeccaniche, e l'industria alimentare, con quest'ultima che ha visto un notevole sviluppo e una parte della produzione destinata all'esportazione.

  7. Quali sfide affronta l'agricoltura e la zootecnia in Bulgaria?
  8. L'agricoltura e la zootecnia in Bulgaria affrontano sfide significative, tra cui il declino della cultura della barbabietola da zucchero e la riduzione del patrimonio zootecnico, che ha impattato negativamente sulla produzione lattiero-casearia. Tuttavia, ci sono buone prospettive per lo sviluppo dell'attività turistica.

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