Concetti Chiave
- La critica moderna si sviluppa dalla teoria estetica di Novalis e Schlegel, con Schlegel come figura principale del primo romanticismo tedesco.
- Il giudizio critico è definito come un'opera d'arte riuscita, un esperimento chimico e un'intuizione geniale che evidenzia somiglianze tra oggetti distanti.
- Ogni operazione critica mira a tracciare l'«identikit» della cosa criticata, evidenziando i suoi lineamenti essenziali.
- Un testo critico è un'immagine concentrata e schematica dell'opera, meno estesa e subordinata ad essa.
- Il potenziamento critico consiste nell'estrarre e mettere in luce l'essenza dell'opera, escludendo l'inessenziale.
Origini della critica moderna
Il grande «bacino» in cui prende forma la nozione di critica nella sua accezione moderna è la teoria estetica elaborata da Novalis e Schlegel negli ultimi anni del ‘700. Di fatto, la prematura morte di Novalis (che gli impedisce di sviluppare la sua posizione all’altezza delle premesse) causa l’inevitabile primato delle idee estetiche di Schlegel, il vero e geniale teorico del primo romanticismo tedesco. La teoria romantica dell’opera d’arte o della forma artistica è, essenzialmente, una teoria della critica.
Qual è la definizione del giudizio critico?
Come si apprende dai frammenti aforistici dell’«Athenaeum» e del «Lyceum», il giudizio critico viene definito in almeno tre modi: come opera d’arte (nel caso in cui sia «riuscito»), come un esperimento chimico riuscito (al di là di quale sia la forma testuale in cui viene espresso) e come Witz, cioè un «lampo» intuitivo o geniale che riesce a cogliere la somiglianza tra oggetti lontani. Si potrebbe dire che ogni operazione critica consiste nel tracciare l’«identikit» della cosa criticata (qualunque essa sia), cioè nel tracciarne i lineamenti essenziali, schematici, lasciando cadere tutto il resto.
Il testo critico come potenziamento
Un testo critico è sempre un testo di secondo grado, un’immagine concentrata dell’opera (della cosa criticata), spesso schematica, comunque meno estesa della cosa a cui si riferisce. Sebbene questa immagine è subordinata alla cosa, in quanto la presuppone, secondo Schlegel essa ha la straordinaria e ambiziosa prerogativa di potenziare l’opera a cui si riferisce. L’operazione critica è un potenziamento dell’opera nel senso che ne produce, ossia ne «estrae» un’immagine essenziale (priva dell’inessenziale), cioè concentrata, in forma pura. Il potenziamento consiste dunque nel catturare ciò che vi è di essenziale nella cosa e nel portarlo alla luce.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della critica moderna secondo Novalis e Schlegel?
- Come viene definito il giudizio critico?
- In che modo un testo critico potenzia l'opera a cui si riferisce?
La critica moderna si sviluppa principalmente dalla teoria estetica di Novalis e Schlegel, con quest'ultimo che emerge come il principale teorico del primo romanticismo tedesco, a causa della prematura morte di Novalis.
Il giudizio critico è definito in tre modi: come opera d'arte, come esperimento chimico riuscito e come Witz, un'intuizione che coglie somiglianze tra oggetti distanti, tracciando l'«identikit» della cosa criticata.
Un testo critico, pur essendo un'immagine concentrata e schematica dell'opera, ha la prerogativa di potenziarla estraendo e mettendo in luce l'essenziale, contribuendo così a una comprensione più profonda dell'opera stessa.