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Concetti Chiave

  • Cartesio scopre l'Io come un nucleo indistruttibile di certezza, definendo il pensiero come l'unica verità indiscutibile.
  • La critica di Gassendi mette in dubbio l'argomentazione di Cartesio, suggerendo che possa essere un sillogismo mascherato, con una premessa maggiore non dimostrata.
  • Gassendi sostiene che la premessa maggiore, l'esistenza di ciò che pensa, è assunta come evidente, minando l'autenticità del pensiero cartesiano.
  • Cartesio risponde affermando che il suo "cogito ergo sum" è un'intuizione immediata e non un ragionamento deduttivo, unendo pensare ed essere in un'unica esperienza.
  • Secondo Cartesio, la certezza dell'esistenza è garantita finché continua a pensare, senza necessità di una deduzione logica.

Qual è la scoperta dell'Io?

Riprendendo il tema generale della seconda meditazione, Cartesio con un atto di auto-riflessione scopre un nucleo di indistruttibile certezza, l’Io, perché l’unica indiscutibile certezza, l’unica di cui non posso dubitare è il pensiero, in quanto sono cosa pensante, definita precisamente “res cogitans”, cosa che pensa.

La critica di Gassendi

Un’altra critica molto dura che se accolta avrebbe distrutto tutta la meditazione è quella di Pierre Gassendi: il filosofo suo contemporaneo si chiede se l’argomentazione utilizzata non è forse una ragionamento deduttivo, e non sia forse realizzata attraverso un sillogismo.

In qualche modo, tutto il discorso sulla filosofia aristotelica, sula logica, dapprima ripudiato perché non ragionato, non è stato infine utilizzato? Se Gassendi avesse ragione ci troveremmo davanti a un sillogismo camuffato, dal quale non risulta evidente una premessa maggiore ma chiaramente una premessa minore e una conclusione. La prima, la premessa maggiore, seppur celata, secondo il critico c’è, ed è l’esistenza di tutto ciò che pensa, la quale non viene dimostrata ma è data per evidente. Questa obiezione mina non solo l’autenticità del lavoro del filosofo ma la sua stessa ragione.

La risposta di Cartesio

Ecco la risposta immediata di Cartesio: il mio cogito ergo sum non è un ragionamento che si basa su una premessa e una conclusione, in quanto è intuizione immediata, giacchè pensare ed essere non sono due momenti distinti e separati di una successione discorsiva, anche se c’è l’ergo che congiunge cogito e sum. Da Cartesio sono indicati come due aspetti in una unica esperienza intuitiva. Finchè continuo a pensare sono certo di esistere.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la scoperta fondamentale di Cartesio nella seconda meditazione?
  2. Cartesio scopre l'Io come nucleo di indistruttibile certezza, affermando che l'unica certezza indiscutibile è il pensiero, definito come "res cogitans", cioè cosa che pensa.

  3. Qual è la critica principale di Pierre Gassendi all'argomentazione di Cartesio?
  4. Gassendi critica Cartesio sostenendo che il suo ragionamento potrebbe essere un sillogismo camuffato, in cui la premessa maggiore, l'esistenza di tutto ciò che pensa, è data per evidente ma non dimostrata, minando così l'autenticità del suo lavoro.

  5. Come risponde Cartesio alla critica di Gassendi riguardo al suo "cogito ergo sum"?
  6. Cartesio afferma che il "cogito ergo sum" non è un ragionamento basato su una premessa e una conclusione, ma un'intuizione immediata, poiché pensare ed essere sono due aspetti di un'unica esperienza intuitiva.

Domande e risposte

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