Concetti Chiave
- Montaigne avvicina fideismo e scetticismo, affermando che la grazia è la chiave per accedere alla verità, piuttosto che la ragione.
- Gli scettici, secondo Montaigne, liberano l'anima dalle false opinioni, preparandola per ricevere la rivelazione divina.
- La filosofia di Montaigne si distingue per la sua classificazione dei filosofi in base al loro rapporto con la verità: dogmatici, diversamente dogmatici e scettici.
- Montaigne si schiera con gli scettici, considerando la verità definitiva un obiettivo irraggiungibile e promuovendo una ricerca continua.
- Propone un approccio alla filosofia basato su una "certezza soggettiva" e una fede non dogmatica, incentrato su ricerca e dubbio.
Che cos'è il fideismo e lo scetticismo?
Avvicinando, anziché contrapponendo, fideismo e scetticismo, egli ritiene che la nostra unica via di accesso alla verità sia offerta dalla grazia, anziché dalla ragione. Ripete, a tale proposito, le celebri parole di san Paolo, secondo cui l'ignoranza (ricordiamo il tema paolino della «follia della croce») è più favorevole alla fede dell'intelligenza. Egli conclude che la posizione degli antichi scettici (definiti pirroniani, dal nome del fondatore dello scetticismo, Pirrone di Elide) è la più vicina al cristianesimo. Mostrando l'uomo nella sua nudità e vuotezza, dipingendolo nella sua debolezza naturale, liberandolo dalle false e dubbie opinioni, essi fanno della sua anima un «foglio bianco», pronto a ricevere l'ammaestramento della rivelazione.
La filosofia secondo Montaigne
Alla classica suddivisione della filosofia, in base al suo oggetto (logica, fisica, etica), Montaigne sostituisce una diversa classificazione dei sistemi filosofici, dal punto di vista del rapporto che essi istituiscono con la certezza e la verità. Alcuni filosofi dicono di ave. re trovato la verità (sono i «dogmatici») e di non avere dunque necessità di cercarla (ma allora, si potrebbe dire, che senso ha qualificarli ancora come filosofi, ossia amanti e ricercatori del vero?). Altri affermano che è impossibile trovare la verità (sono «diversamente dogmatici»), Altri dicono di esserne ancora alla ricerca (sono gli scettici). Tra questi tre partiti, Montaigne si schiera con questi ultimi, affermando che la verità definitiva è una meta irraggiungibile e che bisogna piuttosto puntare su una «certezza soggettiva», su una fede che non sia dogmatica, ma coincida con lo stesso atteggiamento di ricerca e di dubbio. In base al suo criterio, egli fornisce un inedito schema della filosofia antica.
Domande da interrogazione
- Qual è la visione di Montaigne sul rapporto tra fideismo e scetticismo?
- Come classifica Montaigne i filosofi in base alla loro relazione con la verità?
- Qual è l'importanza della "certezza soggettiva" secondo Montaigne?
Montaigne avvicina fideismo e scetticismo, sostenendo che la verità si raggiunge attraverso la grazia piuttosto che la ragione, e considera la posizione degli scettici come la più vicina al cristianesimo, liberando l'anima dalle false opinioni (testo).
Montaigne distingue tra dogmatici, diversamente dogmatici e scettici, schierandosi con questi ultimi, poiché ritiene che la verità definitiva sia irraggiungibile e che si debba puntare su una certezza soggettiva e un atteggiamento di ricerca (testo).
La "certezza soggettiva" è fondamentale per Montaigne poiché rappresenta una fede non dogmatica, in linea con l'atteggiamento di ricerca e dubbio, piuttosto che una ricerca della verità assoluta (testo).