Concetti Chiave
- John Locke, filosofo del XVII secolo, affermava che lo stato di natura rappresenta una condizione di libertà naturale, non identificabile con uno stato di guerra.
- Nello stato di natura, gli individui regolano i loro rapporti seguendo le leggi di natura, ma possono sorgere conflitti a causa di interpretazioni soggettive della legge.
- I difetti dello stato di natura includono l'assenza di una legge certa, la mancanza di un giudice imparziale e l'assenza di un potere esecutivo per applicare le leggi.
- Il potere politico, secondo Locke, deriva dal consenso dei cittadini attraverso un contratto sociale, il patto d'associazione, che unisce gli individui in un corpo politico.
- Il contratto sociale implica un'alienazione parziale dei diritti naturali, trasformando vita, libertà e proprietà in diritti civili e politici, con organi distinti per il potere legislativo ed esecutivo.
Infanzia e contesto familiare
John Locke nacque nel Regno Unito nel 1632 da una famiglia puritana (protestanti distaccati dalla Chiesa inglese).
Che cosa si intende per libertà e stato di natura?
Privilegi e difetti dello stato di natura: la libertà naturale consiste nel non essere subordinati ad alcuna autorità esteriore (non è assenza di legge ma risiede nell'autonomia). Locke non identifica li stato di natura con uno stato di guerra permanente e universale, anzi nega la coincidenza fra le due cose poiché la legge di natura prescrive l'autoconservazione. Nello stato di natura gli uomini regolano i loro rapporti secondo leggi di natura mentre nello stato civile vi è lo stato di guerra quando si usa la forza. Locke include tra i diritti naturali-oltre alla libertà e alla vita-anche la proprietà: per lui il lavoro è coli che forma la proprietà privata. Lo stato di natura lockiano è un ordine sociale: gli uomini entrano in rapporti reciproci perseguendo i loro scopi e rispettando le leggi naturali razionali. Per Locke l'uomo non può restare nello stato di natura perché quest'ultimo si può trasformare nello stato di guerra non a causa della naturale aggressività degli uomini ma a causa della parzialità di essi nell'eseguire la legge di natura.
Difetti dello stato di natura
Ci sono 3 difetti dello stato di natura:
-non vi è legge certa perché gli uomini interpretano la legge di natura in modo soggettivo lasciandosi condizionare dalle passioni (potere legislativo);
-non vi è un giudice al di sopra dei contendenti (potere giudiziario);
-non vi è un potere in grado di far applicare la legge (potere esecutivo).
Genesi del potere politico
La genesi del potere politico: questo potere di fare leggi e di usare la forza della comunità per renderle esecutive nasce dal consenso dei cittadini attraverso il contratto che si sottomettono a un'autorità. Attraverso il patto d'associazione ciascuno depone ill potere di cui dispone alo stato di natura nelle mani del corpo politico o del popolo; il corpo politico poi, grazie all'istituzione del governo, affida il proprio potere al governo. Il patto d'associazione è il contratto originario, cioè l'accordo che prevede l'incorporazione degli individui in un unico soggetto politico in cui la maggioranza decide per tutti.
Dottrina liberale e contratto sociale
Dottrina liberale: il contenuto del contratto è per Locke un'alienazione parziale dei diritti naturali perché entrando in società l'uomo rinuncia al diritto di farsi giustizia da solo cedendo il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà per vederseli trasformati in diritti civili e politici. Il potere esecutivo e quello legislativo sono esercitati da organi diversi; evitando il potere legislativo si riduce la formazione di una corporazione separata dal resto della società con la tendenza a fare leggi per i propri interessi privati.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di Locke riguardo alla libertà nello stato di natura?
- Quali sono i principali difetti dello stato di natura secondo Locke?
- Come si origina il potere politico secondo Locke?
- Qual è il significato del contratto sociale nella dottrina liberale di Locke?
Locke definisce la libertà naturale come l'assenza di subordinazione a un'autorità esterna, non come assenza di legge, e sottolinea che nello stato di natura gli uomini seguono leggi naturali razionali, evitando conflitti grazie all'autoconservazione.
Locke identifica tre difetti dello stato di natura: l'assenza di una legge certa, la mancanza di un giudice imparziale e l'assenza di un potere esecutivo capace di far rispettare la legge, il che può portare a conflitti.
Il potere politico nasce dal consenso dei cittadini attraverso un contratto sociale, in cui gli individui cedono parte dei loro diritti naturali a un'autorità per garantire l'ordine e la giustizia all'interno della comunità.
Il contratto sociale implica un'alienazione parziale dei diritti naturali, in cui gli individui rinunciano a farsi giustizia da soli per trasformare i loro diritti in diritti civili e politici, garantendo così una separazione dei poteri tra esecutivo e legislativo.