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Concetti Chiave

  • Le monadi sono unità inestese e materiali che forniscono l'unità sostanziale al di là della molteplicità apparente, create e distrutte direttamente da Dio.
  • Ogni monade percepisce l'intero creato, sebbene in modo imperfetto, e contiene memoria del passato e potenzialità per il futuro.
  • L'armonia prestabilita è il principio secondo cui le monadi agiscono in modo sincronizzato senza influenzarsi direttamente, grazie all'intervento di Dio.
  • Dio crea il migliore dei mondi possibili, scegliendo combinazioni compossibili che massimizzano la perfezione senza arbitrio o necessità metafisica.
  • La limitazione delle monadi nella rappresentazione dell'universo è ciò che costituisce la loro "materia", con la chiarezza e l'attività perfetta riservate a Dio.

Le monadi e la loro natura

Questi principi dinamici e attivi sono propriamente le "monadi" (termine, derivato dal greco, che significa "unità"), inestese e materiali, le quali assicurano l'unita sostanziale al di sotto dell'apparenza fenomenica di molteplicità indotta dall'estensione. Le monadi vengono create e distrutte direttamente da Dio, hanno caratteri di pienezza e di semplicità: sono veri e propri "atomi di natura"; non comunicano tra di loro (le monadi"non hanno finestre attraverso le quali qualcosa possa entrare o uscire") e differiscono unicamente per il diverso grado di chiarezza e distinzione delle rappresentazioni, con cui "esprimono" da un punto di vista particolare l'intero universo. In tutte le monadi create è sempre presente un grado di oscurità e passività; solo Dio è perfetta chiarezza e attività. In questa limitazione della facoltà di rappresentare consiste la "materia".

La percezione e l'armonia prestabilita

Ogni monade è in rapporto con tutte le altre e "percepisce" tutto il creato, sia pure in modo imperfetto e oscuro (donde il nome "piccole percezioni", quasi un rumore di fondo che accompagna le percezioni più chiare). Reca in sé memoria di tutto il passato ed è gravida dell'intero suo avvenire. Ne deriva una correzione fondamentale dell'occasionalismo nella direzione dell' "armonia prestabilita": Dio è il supremo architetto, il quale crea "automi" tanto perfetti da non aver bisogno di influire reciprocamente gli uni sugli altri per condurre le loro azioni in modo regolato e del tutto sincrono. L'armonia prestabilita rimanda, quindi, a quell'accordo di necessità e contingenza, voluto da Dio nell'atto della creazione, che regola razionalmente la struttura del mondo, anche nei suoi fenomeni infinitesimali.

La creazione divina e il "meglio"

Dio crea senz'altro il migliore del mondi possibili, sceglie cioè la combinazione di possibilità che sono in grado di coesistere ("compossibili") e nella quale tuttavia si realizzi il grado maggiore di perfezione. La sua decisione non dipende da un arbitrio (Dio non crea le verità eterne - come dice Cartesio - ma si conforma al principio di non contraddizione), né da una necessità metafisica incontrovertibile- come dice Spinoza-, giacché una scelta diversa da quella praticata resta pur sempre logicamente possibile,anche se non è conforme a quel criterio del "meglio" che informa la creazione divina.

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Domande da interrogazione

  1. Cosa sono le monadi e quale ruolo svolgono nella realtà secondo il testo?
  2. Le monadi sono principi dinamici e attivi, unità inestese e materiali che garantiscono l'unità sostanziale al di sotto della molteplicità fenomenica. Sono create e distrutte da Dio e non comunicano tra loro, differendo solo per il grado di chiarezza delle loro rappresentazioni (testo).

  3. In che modo le monadi percepiscono il mondo e quale concetto ne deriva?
  4. Ogni monade percepisce il creato in modo imperfetto e oscuro, portando in sé memoria del passato e del futuro. Questo porta al concetto di "armonia prestabilita", dove Dio crea monadi così perfette da non necessitare di interazioni reciproche per agire in modo sincrono (testo).

  5. Qual è il criterio secondo cui Dio crea il mondo e come si differenzia da altre visioni?
  6. Dio crea il migliore dei mondi possibili, scegliendo combinazioni di possibilità che coesistono e realizzano il massimo grado di perfezione. La sua scelta non è arbitraria né necessaria, ma si conforma al principio di non contraddizione, differente dalle visioni di Cartesio e Spinoza (testo).

Domande e risposte

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