Concetti Chiave
- Kierkegaard, influenzato da Schopenhauer, si distacca dalla filosofia hegeliana, ponendo l'accento sull'individuo e sulla vita umana.
- La sua dottrina della possibilità mette in luce il lato negativo di ogni scelta, portandolo a vivere in uno stato di indecisione costante.
- Per Kierkegaard, il cristianesimo è una salvezza che libera l'uomo dall'angoscia e dalla disperazione, offrendo una via di riflessione profonda.
- La vita estetica, rappresentata dal Don Giovanni, è caratterizzata dalla ricerca del piacere immediato, ma porta alla noia e alla mancanza di legami solidi.
- Il modello etico, incarnato dal giudice Wilhelm, è basato sulla responsabilità e l'adeguamento all'universale, mentre la vita religiosa è un'affidamento totale a Dio, rappresentato da Abramo.
Nasce in Danimarca nel 1813 e muore nel 1885.
Influenze e riflessioni personali
Insieme a Schopenhauer contribuisce allo smantellamento della filosofia di Hegel; come Schopenhauer, Kierekegaard è un pensatore appartato (cioè elabora la sua filosofia al di fuori dell’università), entrambi sono conservatori ed infine sono interessati alla riflessione sull’individuo, sul soggetto, sulla vita dell’uomo. Kierkegaard interpreta gli avvenimenti della sua vita come segni, specialmente due che reputa decisivi: l’educazione religiosa impartita dal padre, che gli lascia in eredità una profonda religiosità, mista ad un bisogno di espiazione nei confronti di Dio; ciò lo porterà in uno stato di profonda angoscia. Poi, la rottura del fidanzamento con Regina Olsen, che porterà al filosofo un gran dolore egli infatti rimpiangerà continuamente l’amata.
La dottrina della possibilità
Kierkegaard nella sua dottrina ha messo in luce l’aspetto negativo d’ogni possibilità: secondo il filosofo infatti ogni possibilità implica la nullità possibile di ciò che è possibile. Kierkegaard si sente paralizzato davanti alle alternative e si trova quindi a vivere in uno stato di indecisione permanente.
La fede
La fede come salvezza
Secondo il filosofo il cristianesimo rappresenta un ancora di salvezza per l’uomo in quanto lo sottrae all’angoscia e alla disperazione.
Tratto saliente della sua dottrina è quello di chiarire costantemente le possibilità fondamentali che si offrono all’uomo , tra le quali l’uomo è condotto a scegliere. Ne ricava essenzialmente 3: vita estetica e vita etica (descritte nell’ Aut-Aut) e vita religiosa (Timore e tremore).
1. VITA ESTETICA (aestesis = sensazione)
Vita estetica e il piacere
Attribuisce questo aggettivo al modello di vita che si fonda sul piacere dei sensi, che per quanto sia raffinato si traduce in un atteggiamento volto alla cura dell’esteriorità e privo di qualsiasi preoccupazione per il futuro, l’esteta infatti vive completamente immerso nel momento presente e riesce a trarre godimento dalla fuggevole irripetibilità dell’attimo.
La figura simbolo della vita estetica è il Don Giovanni di Mozart, colui che conduce la sua vita seducendo le donne per ricavarne piacere immediato dei sensi.
L’esteta si abbandona a questo stile di vita spinto dalla noia, volto a cercare il diverso nell’identico, sprofondando sempre di più nella noia, in quanto il suo stile di vita non gli permette di uscirne.
Don Giovanni non può instaurare legami solidi, ed è così che non può sperimentare il diverso.
Questa noia non sfocia nella disperazione (che, se vissuta fino in fondo può costituire un punto di svolta) ma sfocia in un piacere effimero e ripetitivo.
Il Don Giovanni si trova in una nuova condizione, in un bivio che gli offre uno stile di vita diverso, aspira ad una vita differente, che però non deriva come conseguenza necessaria, ma come frutto di una libera scelta.
Quest’alternativa rispetto alla vita estetica è rappresentata dalla vita etica .
2. VITA ETICA
Vita etica e responsabilità
Il modello di vita etico è incarnato dal giudice Wilhelm, modello di vita fondato sulla responsabilità, sulla serietà, sulla monotonia, sul rispetto, sul matrimonio…
Si introduce nell’orizzonte temporale della continuità, l’uomo rinuncia di essere un eccezion e si adegua all’universale.
Tuttavia l’individuo si sente in ogni caso inadeguato nei confronti di Dio, e se il sentimento è molto forte si apre un terzo stadio.
3. VITA RELIGIOSA - Affidarsi completamente a Dio
Vita religiosa e affidamento a Dio
Il modello religioso è Abramo, che ammette la sua finitezza e si affida completamente a Dio .
La scelta religiosa è un paradosso in quanto non è giustificabile razionalmente; essa è un dominio della solitudine, per questo ha carattere incerto e rischioso tale modello.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Kierkegaard alla filosofia rispetto a Hegel?
- Quali eventi significativi hanno influenzato la vita e il pensiero di Kierkegaard?
- Come Kierkegaard interpreta la dottrina della possibilità?
- Qual è il significato della fede secondo Kierkegaard?
- Quali sono le tre modalità di vita identificate da Kierkegaard?
Kierkegaard, insieme a Schopenhauer, contribuisce allo smantellamento della filosofia di Hegel, elaborando la sua filosofia al di fuori dell’università e ponendo un forte accento sull’individuo e sulla vita dell’uomo.
Due eventi decisivi nella vita di Kierkegaard sono l'educazione religiosa impartita dal padre, che gli ha lasciato una profonda religiosità e angoscia, e la rottura del fidanzamento con Regina Olsen, che ha causato un grande dolore e rimpianto.
Kierkegaard evidenzia l'aspetto negativo di ogni possibilità, affermando che ogni scelta implica la nullità di ciò che non viene scelto, portando l'individuo a uno stato di indecisione permanente.
La fede rappresenta un'ancora di salvezza per l'uomo, sottraendolo all'angoscia e alla disperazione, e permette di chiarire le possibilità fondamentali tra cui l'individuo deve scegliere.
Kierkegaard identifica tre modalità di vita: la vita estetica, caratterizzata dal piacere dei sensi; la vita etica, basata sulla responsabilità; e la vita religiosa, che implica un completo affidamento a Dio.