Concetti Chiave
- La filosofia estetica nasce alla fine del '700, con Kant che purifica il termine, riferendosi alla sensibilità e alla conoscenza preliminare.
- Kant sostiene che spazio e tempo sono forme a priori, soggettive e intuitive, che precedono ogni esperienza e sono necessari per percepire gli oggetti.
- Lo spazio è un'intuizione esterna che collega oggetti in contiguità, mentre il tempo è un'intuizione interna e soggettiva, definita da convenzioni a posteriori.
- Kant spiega la matematica e la fisica pura attraverso il giudizio sintetico a priori, dove lo spazio è la forma della geometria e il tempo dell'aritmetica.
- Le intuizioni pure di spazio e tempo sono fondamentali per la conoscenza sintetica a priori, rendendo possibile la comprensione degli oggetti sensibili.
Origini della filosofia estetica
La filosofia estetica in quanto dottrina del bello e dei canoni estetici, dell’arte, nasce alla fine del ‘700, dunque successivamente a Kant: questo termine non veniva usato prima (infatti Platone parlando della sua concezione dell’arte non usa il termine “estetica”) ma vi ci si riferiva come “filosofia del bello”.
Kant e l'estetica
Kant è un purista del termine “estetica” in quanto si rifà alla sua etimologia greca, in quanto aìsthesis significa “che ha a che fare con i sensi”: qui parla dunque della sensibilità, forma di conoscenza preliminare.
Spazio e tempo secondo Kant
Studia come il soggetto lavori con la sensibilità in quanto slegata dall’esperienza, perché è una facoltà conoscitiva che lavora a priori e non quali sono gli oggetti della sensibilità (concetto di trascendente e trascendentale). Le sue forme a priori (perché si sta palando di Ragion pura: slegata dall’esperienza) sono spazio e tempo, soggettivi (perché dipendono dall’essere umano in quanto tale, non dal singolo) e intuitivi, cioè che vengono intuiti senza ragionamento e senza i quali sarebbe impossibile intuire che un oggetto occupa uno spazio. Precedono ogni tipo di esperienza e non sono concetti ragionati di cui si può dare una definizione; vedendo un oggetto si sa che questo occupa un spazio, senza sapere il motivo. Le intuizioni di spazio e tempo sono a priori, intuizioni pure (presupposti, slegati da ogni conoscenza) che servono a creare le intuizioni empiriche (tavolo).
Intuizioni pure e conoscenza
Lo spazio è un’intuizione esterna che consente di capire che le cose occupano uno spazio, e mette in relazione le cose con contiguità facendo intendere che sono tutte collegate l’una all’altra.
Il tempo è invece un’intuizione interna, ancora più soggettiva, in quanto il tempo diventa oggettivo solamente attraverso delle convenzioni a posteriori, ovvero le unità di misura, ma il tempo esisteva già prima dell’invenzione del secondo. E’ pienamente soggettivo, perché una stessa unità di tempo può sembrare più lunga o più breve.
Queste due forme a priori esistono prima di ogni forma di conoscenza, ma paradossalmente non esisterebbero senza il soggetto. Secondo Newton sono oggettive, ma per la conoscenza dell’uomo, secondo Kant, no: se questo non c’è, infatti, non ci sono nemmeno spazio e tempo che sono forme della sua sensibilità, che precede le impressioni (Hume, oggetto imprime in me qualcosa in seguito all’esperienza) che gli oggetti danno, che vengono recepite grazie a questa.
Sensibilità e fenomeno
Ribadisce all’interno dell’Estetica anche i confini entro cui si sta muovendo, in quanto la sensibilità (o sensitività) può riguardare solamente ciò che è percepibile attraverso i sensi, ossia il fenomeno. Si possono intuire a priori per mezzo di questa solamente gli oggetti come essi appaiono a noi.
Matematica e fisica pura
Il giudizio sintetico a priori serve per spiegare come funzionano la matematica e la fisica pure, e anche lo spazio e il tempo: dice che lo spazio è la forma pura della geometria, mentre il tempo dell’aritmetica.
L’aritmetica, come concetto di numero e numeri, per Kant dipende dalla forma a priori di tempo perché questa determina consequenzialità, il venire prima e il venire dopo.
La matematica pura come conoscenza sintetica a priori è possibile perché riguarda gli oggetti sensibili la cui intuizione empirica è frutto di un’intuizione pura (dello spazio e del tempo); (le intuizioni empiriche sono dunque oggetto della matematica).
Tra le domande della Critica della Ragion pura vi è anche “Come sono possibili la matematica e la fisica pura?” la risposta è “Grazie alle intuizioni pure di spazio e tempo”.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della filosofia estetica secondo il testo?
- Come definisce Kant il termine "estetica"?
- Quali sono le forme a priori secondo Kant e qual è la loro importanza?
- In che modo Kant distingue tra spazio e tempo?
- Come si collegano le intuizioni pure alla matematica e alla fisica secondo Kant?
La filosofia estetica, intesa come dottrina del bello e dei canoni estetici, nasce alla fine del '700, successivamente a Kant, e prima di allora non si utilizzava il termine "estetica", ma si parlava di "filosofia del bello".
Kant è un purista del termine "estetica", rifacendosi alla sua etimologia greca, aìsthesis, che significa "che ha a che fare con i sensi", e la considera una forma di conoscenza preliminare legata alla sensibilità.
Le forme a priori secondo Kant sono spazio e tempo, che sono soggettive e intuitive, e precedono ogni tipo di esperienza, permettendo di intuire che un oggetto occupa uno spazio senza necessità di ragionamento.
Kant distingue lo spazio come un'intuizione esterna che relaziona le cose, mentre il tempo è un'intuizione interna e soggettiva, la cui oggettività dipende da convenzioni a posteriori, rendendolo pienamente soggettivo.
Kant afferma che il giudizio sintetico a priori spiega il funzionamento della matematica e della fisica pure, poiché lo spazio è la forma pura della geometria e il tempo quella dell'aritmetica, rendendo possibile la conoscenza sintetica a priori.