Concetti Chiave
- La Critica della ragion pura di Kant analizza i limiti e la validità della conoscenza umana, concentrandosi su scienza e metafisica.
- Kant propone quattro domande fondamentali per esplorare la possibilità di una conoscenza universale e necessaria in matematica, fisica e metafisica.
- Distinguendo tra giudizi analitici e sintetici a priori, Kant sostiene che la scienza si basa su giudizi sintetici a priori per garantire validità e certezza.
- Kant identifica tre facoltà conoscitive principali: sensibilità, intelletto e ragione, ognuna con un ruolo specifico nella percezione e comprensione della realtà.
- La rivoluzione copernicana nella gnoseologia di Kant inverte il rapporto tra soggetto e oggetto, affermando che la realtà si struttura secondo le forme a priori della mente.
La Critica della ragion pura è un’analisi critica dei limiti, della validità e della conoscenza. Rappresenta un'analisi delle autentiche possibilità conoscitive dell'umano. La sua ricerca prende la forma di un'indagine valutativa circa la scienza (matematica e fisica) e la metafisica.
Kant concorda con l'empirismo nell'affermare che ogni nostra conoscenza comincia con l'esperienza, criticando il razionalismo. Tuttavia, la conoscenza stessa non deriva interamente dall'esperienza, e pertanto critica lo scetticismo di Hume, che ritiene dubitabile ogni tipo di conoscenza.
Indice
Kant e le quattro domande fondamentali
Perciò, Kant si propone un riesame globale della struttura e della validità della conoscenza, verificare se vi siano conoscenze valide e quali sono. Da ciò le quattro domande fondamentali a cui la Critica cerca di rispondere: “Com'è possibile la matematica pura?”, “Com'è possibile la fisica pura?”, “Com'è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?”, “Come (e se) è possibile la metafisica come scienza?”.
Conoscenza universale e necessaria
Kant vuole mostrare che la conoscenza umana può essere universale e necessaria, ma al tempo stesso feconda. Per essere autentica, la conoscenza scientifica deve consistere di principi assoluti e immutabili, cioè verità universali e necessarie, ma anche collegati all'esperienza, perché solo la possibilità di fare nuove esperienze può incrementare la conoscenza. Di quali giudizi si avvale la scienza?
Non si avvale:
Giudizi analitici a priori
Analitici a priori: Vengono enunciati a priori, senza bisogno di ricorrere all'esperienza. Si basano sul principio di non contraddizione: in essi il predicato esplicita quanto è già implicitamente contenuto nel soggetto (es. “i corpi sono estesi”). Dunque sono universali e necessari. Però, sono infecondi, perché non ampliano il nostro preesistente patrimonio conoscitivo. Simboleggiano la concezione razionalista della scienza.
Giudizi sintetici a priori
Sintetici a priori: Il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto grazie all’esperienza, ovvero a posteriori, e dunque sono fecondi (es. “i corpi sono pesanti”). Tuttavia, sono privi di universalità e di necessità, perché poggiano esclusivamente sull'esperienza. Simboleggiano la concezione empiristica della scienza.
Kant supera entrambe le posizioni sostenendo che i principi della scienza, i "pilastri" su cui si regge, sono giudizi sintetici a priori, che e permettono una conoscenza certa e valida.
sintetici: il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto → fecondi;
priori: non derivano dall'esperienza → universali e necessari.
Derivano dall’esperienza quanto al contenuto, ma si basano su forme a priori della conoscenza che ne garantiscono la validità universale: la scienza è empirica nella materia e razionale nella forma.
Facoltà conoscitive principali
Kant distingue tre facoltà conoscitive principali (tre tipi di conoscenza).
La sensibilità: con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi, ordinati mediante le forme a priori di spazio e tempo;
L'intelletto: con cui pensiamo i dati sensibili mediante i concetti puri, o le categorie;
La ragione: è la facoltà con cui, procedendo oltre l'esperienza, cerchiamo di spiegare globalmente la realtà mediante le idee di anima, mondo e Dio.
Divisione dell'opera di Kant
Su questa tripartizione della facoltà conoscitiva è basata anche la divisione dell’opera, che si biforca in due sezioni principali:
la dottrina degli elementi: scopre gli elementi formali della conoscenza “puri”, o “a priori”;
la dottrina del metodo: determina il metodo della conoscenza, ovvero mostra come sia possibile e legittimo usare le forme a priori (gli elementi) della conoscenza.
Estetica e logica trascendentale
La dottrina degli elementi si ramifica a sua volta in:
Estetica trascendentale("dottrina della sensibilità"): studia la sensibilità e le sue forme a priori dello spazio e del tempo, mostrando come su di esse si fondi la matematica;
Logica trascendentale: studia le regole del pensiero in generale. Riguarda i rapporti tra il pensiero e i suoi contenuti.
Quest'ultima si sdoppia a sua volta in:
Analitica trascendentale: studia l'intelletto e le sue forme a priori (le dodici categorie), mostrando come su di esse si fondi la fisica;
Dialettica trascendentale: studia la ragione e le sue tre idee di anima, mondo e Dio, mostrando come su di esse si fondi la metafisica.
Rivoluzione copernicana nella gnoseologia
Kant si chiede: sono possibili giudizi sintetici a priori? Quale è il loro fondamento? Egli risponde attraverso "la rivoluzione copernicana nel campo della gnoseologia". Kant inverte il ruolo fra oggetto e soggetto: non è la mente che si modella in modo passivo sulla realtà, ma la realtà che si modella sulle forme a priori attraverso cui la percepiamo.
Noi non conosciamo direttamente il noumeno (la cosa in sé, la realtà considerata indipendentemente da noi). Veniamo a conoscenza solo del fenomeno (la cosa come ci appare tramite i modi di funzionare della sensibilità e dell’intelletto).
Questi modi di funzionare della sensibilità e dell’intelletto Kant li chiama “forme pure” o “forme a priori. Sono innate e uguali in tutti gli uomini, indipendenti dall’esperienza, quindi universali e necessari.
Innatismo formale di Kant
Quello di Kant è un innatismo formale. Le “forme a priori” non esprimono una proprietà ontologica della realtà in sé. Sono solo una condizione gnoseologica che rende possibile la conoscenza della realtà fenomenica. Sono simili a delle particolari lenti colorate attraverso cui gli uomini guardano la realtà.
La nuova teoria delle conoscenza di Kant consiste in una sintesi di:
materia della conoscenza = la molteplicità delle impressioni sensibili che derivano dall’esperienza (elemento empirico e a posteriori).
forma della conoscenza = l’insieme delle modalità attraverso cui la mente umana ordina le impressioni sensibili (elemento razionale e a priori).
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale della "Critica della ragion pura" di Kant?
- Come distingue Kant i giudizi analitici a priori dai giudizi sintetici a priori?
- Quali sono le tre facoltà conoscitive principali secondo Kant?
- Cosa implica la "rivoluzione copernicana" nella gnoseologia di Kant?
- In che modo Kant definisce l'innatismo formale?
L'obiettivo principale è analizzare i limiti e la validità della conoscenza umana, ponendo domande fondamentali su matematica, fisica e metafisica per verificare l'esistenza di conoscenze valide.
I giudizi analitici a priori sono universali e necessari, ma non ampliano la conoscenza, mentre i giudizi sintetici a priori sono fecondi e introducono nuove informazioni, pur non essendo universali e necessari.
Le tre facoltà sono la sensibilità, che percepisce gli oggetti; l'intelletto, che elabora i dati sensibili; e la ragione, che cerca di spiegare la realtà oltre l'esperienza.
Implica un'inversione del ruolo tra soggetto e oggetto, affermando che la realtà si modella sulle forme a priori della mente, piuttosto che la mente adattarsi passivamente alla realtà.
L'innatismo formale di Kant si riferisce alle "forme a priori" che non sono proprietà della realtà in sé, ma condizioni necessarie per la conoscenza del fenomeno, simili a lenti attraverso cui percepiamo il mondo.