Concetti Chiave
- Kant sostiene che l'esperienza inizia con intuizioni empiriche, dove spazio e tempo vengono applicati a dati informi, come nel caso del contatto tra biglie.
- Tutti gli esseri umani condividono una struttura a priori della mente, il che conferisce universalità e necessità alle categorie di conoscenza, come quella di causa.
- Le categorie, che sono 12, sono unite dall'Io-penso, una funzione unificante che non è una sostanza ma rappresenta la struttura trascendentale della mente comune a tutti.
- Kant distingue tra l'io-variopinto, che rappresenta la conoscenza attuale e mutevole, e l'io trascendentale, che è unico e non identico a quello degli altri.
- La conoscenza fornita dalle categorie è valida solo nell'ambito dell'esperienza, mentre oltrepassare l'esperienza porta nel regno della metafisica, che è considerato vuoto senza intuizioni empiriche.
Qual è la percezione secondo Kant?
Secondo Kant quando una biglia colpisce un’altra biglia noi riceviamo un dato informe, a cui applichiamo spazio e tempo, quindi si formano le intuizioni empiriche.
La struttura a priori della mente
Tutti gli esseri umani, di fronte a queste intuizioni empiriche, applicano la categoria di causa. Quindi l’universalità e la necessità derivano dal fatto che tutti hanno la stessa struttura a priori della mente.
Noi sappiamo che nel mondo ci sono le sostanze perché tutti hanno la stessa struttura a priori e tutti applicano la categoria sostanza. Kant è quindi convinto di aver superato la scetticismo di Hume, perché non è più una credenza, ma una certezza, perché appartiene alla struttura a priori della mente.
Le categorie e l'io-penso
Le categorie sono 12, sono unificate dall’Io-penso o Io-trascendentale, che è la funzione che tiene insieme le categorie, dunque le conoscenze, ma non è una sostanza, ma è la funzione unificante della conoscenza. L’io-penso è identico in tutti gli uomini, è la struttura trascendentale della mente. [Secondo Kant ci sono anche: l’io-variopinto, ovvero lo stato attuale della mia conoscenza, dunque muta continuamente; l’io psicologico, la mia personalità, sempre la stessa, ma diversa da quella degli altri, può essere definito anche come tutta la sequenza dell’io-variopinto; l’io trascendentale è mio, sta in me, non è identico a quello di tutti gli altri; persona, io in quanto è imputabile, soggetto moralmente responsabile.]
Conoscenza fenomenica e limiti dell'esperienza
Le categorie danno una conoscenza valida (universale e necessaria), ma fenomenica; funzionano nell’ambito dell’esperienza, se gli diamo intuizioni empiriche su cui applicarsi, altrimenti sono vuote. Ciò significa che non si può andare oltre l’esperienza. L’esperienza è l’ambito della scienza, oltre c’è l’ambito della metafisica (isola-oceano).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle intuizioni empiriche secondo Kant?
- Come Kant supera lo scetticismo di Hume?
- Qual è la funzione dell'Io-penso nella conoscenza kantiana?
Secondo Kant, le intuizioni empiriche si formano quando un dato informe, come il colpo di una biglia su un'altra, viene applicato a spazio e tempo, permettendo così la costruzione della nostra percezione del mondo.
Kant supera lo scetticismo di Hume affermando che la certezza delle sostanze nel mondo deriva dalla struttura a priori della mente, che è universale e necessaria per tutti gli esseri umani, non più una semplice credenza.
L'Io-penso, o Io-trascendentale, è la funzione unificante delle categorie che consente di organizzare le conoscenze; è identico in tutti gli uomini e rappresenta la struttura trascendentale della mente, distinta dalle varianti personali dell'io-variopinto e dell'io psicologico.