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Concetti Chiave

  • Cartesio è il fondatore del razionalismo, una corrente filosofica che considera la ragione come il principale strumento di verità, segnando il passaggio dal Rinascimento all'età moderna.
  • Il collegio gesuita rappresentava un centro di sapere, dove Cartesio sviluppò la sua genialità, ma anche la consapevolezza che il sapere trasmesso era criticabile.
  • Cartesio si allontanò dalla Francia per evitare conflitti con la Chiesa, trovando rifugio in Svezia presso la regina Cristina, interessata alla filosofia.
  • Il suo metodo deduttivo, presentato nelle "Regulae ad directionem ingenii", include quattro regole fondamentali per distinguere il vero dal falso: evidenziazione, analisi, sintesi ed enumerazione.
  • Il "Cogito ergo sum" è la prima certezza raggiunta da Cartesio, affermando che il dubbio stesso conferma la sua esistenza come sostanza pensante, un principio metafisico fondamentale.

Fondatore del razionalismo

E’ fondatore del razionalismo, corrente che vede come organo di verità principale la regione, che moderna ed è alla base del pensiero filosofico moderno, che serve per elaborare una visione complessiva del mondo. E’ con lui che si passa dal Rinascimento all’età moderne ed è alla base del pensiero filosofico moderno.

Il collegio gesuita

Il collegio gesuita veniva considerato come un luogo in cui veniva custodito tutto il sapere. Infatti i gesuiti pensavano di puntare tutto sulla scuola perché da questo si arriverà ad una conoscenza culturale massima e ad un miglioramento del futuro Studio in questo collegio ed è proprio qui che emerge la sua genialità.

Processi e rifugio in Svezia

In questo periodo c’erano i processi a Galileo e Bruno. Fa in modo di non turbare la chiesa principalmente facendo in modo di non far capire le sue tesi e poi allontanandosi dalla Francia, luogo dove la chiesa dettava le legge, va infatti in Svezia dove la regina Cristina, unica regina che si interessa di filosofia, l’ospitava in cambio dell’insegnamento della stessa filosofia.

Padre Mersen e la corrispondenza

In quel periodo c’era padre Mersen, un tale dalla mente enciclopedica, a lui arrivavano lettere, trattati e tutto ciò che i filosofi volevano commentare e di cui volevano avere una risposta. Lui faceva girare queste stesse lettere. Lo stesso Cartesio gli scrisse sia per farsi conoscere sia per conoscere tutti.

Critica al sapere gesuita

Lui ha un sapere costruito dalla scuola dei gesuiti. Usa principalmente la ragione e inizialmente crede di sapere tutto e di avere un metodo valido. Tuttavia quando Galileo mette in crisi il sapere Aristotelico (ricordandosi che il sapere gesuita si fondava nel sapere aristotelico-tomistico), intuisce che il sapere dato dai gesuiti è facilmente criticabile. Si arrabbia perché scopre che i suoi anni a la Flèche non sono serviti a nulla poiché non hanno dato un sapere valido al 100%. Il metodo non è valido e bisogna cercarne un altro per sostituirlo.

Ricerca di un nuovo metodo

Ha bisogno di un metodo: un metodo che porta ad un criterio sicuro per distinguere il vero dal falso (con il fine utile per l’uomo nel mondo) che possa essere applicata a qualsiasi tipo di scienza sia a livello teorico che pratico; deve essere universalmente applicabile e giustificabile; deve dare regole che la mia ragione possa attuare in maniera corretta.

Metodo deduttivo e regole

Usa il metodo deduttivo perché non si fida dei sensi e non è appannata dall’osservazione e del laboratorio e afferma che si può arrivare a scoprire anche senza laboratorio. In questa opera formula quattro regole per far funzionare a meglio l’impegno. Queste sono: 1)Evidenzia = non deve accettare più alcun principio che non risulti chiari e distinto alla mente pura e attenta (qua riprende Bacone perché dice praticamente che non si fida più dei saperi impartitogli e quindi dei falsi saperi come quello aristotelico. Esclude qualsiasi elemento nel quale sia possibile qualche forma di dubbio. 2) Analisi = una volta che il principio è chiaro e distinto lo analizza nel maggiore numero di porti possibili e necessarie per risolvere le difficoltà. 3)Sintesi = passaggio dalle conoscenze più semplice man mano a quelle più complesse gradualmente. Quindi viene ricomposto tutto. 4) Enumerazione = si fanno enumerazioni e revisioni generali per essere sicuri di non aver ammesso nulla. Così si ha infatti il controllo delle due precedenti perché l’enumerazione controlla l’analisi mentre la revisione controlla la sintesi. Vengono rivisti tutti i passaggi. Fa una scrematura come Bacone, non accentando i saperi precedenti che possono condizionarlo, vuole vedere se è in grado di improntare un sapere valido usando la ragione perciò necessita di un metodo.

Evidenzia e sapere aristotelico

Con la regola dell’evidenzia fa fuori il sapere aristotelico- tomistico. Non deve accettare più niente che non sia chiaro e distinto alla mente pura e attenta. Chiaro (non soggetto o a cambiamenti), distinto (devo capirli), alla mente pura e attenta (non devo essere influenzato come per Bacone dai saperi che ci sono stati impartiti, ma essere aperto a nuovi tipi di saperi e conoscenze).

Dubbio e metafisica

Non è generale come quello di Galileo. Il metodo deduttivo se applicato in matematica e fisica da risultati però non è solo in matematica perché è uscito da la Fléche che da un sapere universale quindi il suo metodo deve essere universalmente applicabile. Garantisce solo in fisica e matematica. Fa METAFISICA perché tratta di valori universali.

Genio maligno e dubbio iperbolico

Non è certo sugli altri campi perciò nasce il Dubbio. Per fare metafisica ci vogliono valori assoluti.

Per trovare il metodo che possa avere valore universale bisogna fare una scrematura ovvero sospendere l’assenso anche se momentaneamente ad ogni cosa su cui è possibile il dubbio. Deve capire se il metodo è valido in metafisica e se sia universalmente applicabile. Deve cercare un PRINCIPIO FONDANTE valido sul quale non è possibile il dubbio e che giustifichi la validità. [Dovrà essere universale (quindi METAFISICO) che possa essere valido per tutte le scienze].

Nessun tipo di conoscenza può sottrarsi al dubbio. Deve essere più ampio di un semplice 2+2=4. Trovando questo principio il metodo è davvero applicabile quindi deve esistere un principio metafisico. Però si blocca perché non è + sicuro che il metodo si valido in matematica e fisica. Non è più sicuro che 2+ 2 =4 perché anche nei sogni è valida questa uguaglianza però qui non c’è la ragione e la mente pura e attenta quindi la loro certezza può illuderci. Pensa che possa esistere qualcosa o qualcuno, un GENIO MALIGNO, che gli faccia credere che 2+2=4, e il cui compito è quello di ingannarci anche nelle cose più evidenti. Non credere più a niente perché se solo 2+2=4 non è vero, figuriamoci gli altri principi. Il dubbio quindi si estende diventando universale quindi IPERBOLICO. Dovrebbe Costruire un sistema razionabile intoccabile che non deve essere soggetto a nessuno attacco. Non può fare affidamento su niente. Dichiara di non sapere nulla. Vuole giungere ad una conoscenza valida.

Cogito ergo sum

Non è certo di niente. Si intravede però una certezza attraverso una sua intuizione. Posso ammettere di ingannarmi o di essere ingannato in tutti i modi possibili ma per ingannarmi e essere ingannato devo esistere cioè essere un qualcosa e non nulla. La frase io esisto è vera perché il dubbio stesso lo conferma. Se dubito PENSO, SE PENSO SONO. Io pertanto non esisto se non come cosa che dubita, quindi che pensa COGITO ERGO SUM. Sono un essere che pensa in quanto solo ch esiste può dubitare. E’ un principio in cui il Genio Maligno mi può ingannare e mi fa dubitare, ma più dubito e più penso, più penso più sono. E’ la PRIMA CERTEZZA. E’ un principio metafisico che resiste al metodo e che mi fa uscire dal dubbio iperbolico. Conferma universalmente il metodo e così posso applicare ovunque. Quindi io sono un essere che pensa, ma l’essere è pensiero e così sono un pensiero, che non ha bisogno di niente altro che di se stesso. E’ come la sostanza di Aristotele quindi il pensiero è SOSTANZA. Io sono SOSTANZA PENSANTE. Il cogito è superiore a Dio in quanto viene prima di Dio; poi perché Cartesio arriva a Dio tramite il cogito e infine perché Dio non è il 1 principio metafisico. Dopo che trovo un principio metafisico valido, se ne trovo altri che reggano al metodo posso accettarli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del razionalismo nel pensiero filosofico moderno?
  2. Il razionalismo, fondato da Cartesio, è considerato l'organo di verità principale della ragione e rappresenta una transizione fondamentale dal Rinascimento all'età moderna, costituendo la base del pensiero filosofico contemporaneo.

  3. Come veniva percepito il collegio gesuita nel contesto della conoscenza?
  4. Il collegio gesuita era visto come un custode del sapere, dove i gesuiti puntavano sull'istruzione per raggiungere una massima conoscenza culturale e migliorare il futuro, contribuendo così all'emergere della genialità di Cartesio.

  5. Qual è l'importanza del "Cogito ergo sum" nel pensiero cartesiano?
  6. "Cogito ergo sum" rappresenta la prima certezza di Cartesio, affermando che il dubbio stesso conferma l'esistenza del pensiero; quindi, se dubito, esisto, stabilendo un principio metafisico fondamentale che resiste al dubbio iperbolico.

  7. Quali sono le quattro regole del metodo deduttivo di Cartesio?
  8. Le quattro regole del metodo deduttivo sono: 1) Evidenzia, 2) Analisi, 3) Sintesi, e 4) Enumerazione, che insieme mirano a garantire un approccio rigoroso e sistematico per distinguere il vero dal falso.

  9. Come Cartesio critica il sapere aristotelico?
  10. Cartesio critica il sapere aristotelico-tomistico, ritenendolo facilmente criticabile e non valido, e attraverso la regola dell'evidenzia, esclude qualsiasi principio che non sia chiaro e distinto alla mente pura e attenta, cercando un nuovo metodo di conoscenza.

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