Concetti Chiave
- La setta neopitagorica, attiva tra il II e I secolo a.C., si concentra sulla trasmigrazione delle anime e sulla purificazione spirituale, differente dal pitagorismo antico.
- Il neopitagorismo combina elementi religiosi e filosofici, tra cui ebraismo, religioni indiane e platonismo, per formare una nuova visione spirituale.
- Il mondo neopitagorico si basa su due principi, forma e materia, dove il bene e il male sono legati all'Uno divino e possono essere affrontati tramite sapienza e purificazione.
- Lo gnosticismo, che emerge prima del Cristianesimo, enfatizza il pessimismo riguardo al mondo, considerandolo un regno di male e oppressione, e propone la salvezza attraverso l'ascesi mistica.
- L'influenza gnostica sul Cristianesimo nel II secolo d.C. ha portato a una visione negativa del mondo e alla nascita di testi come il Vangelo di Marcione, condannato dalla Chiesa.
La setta neopitagorica
La setta neopitagorica, già viva in Alessandria nel II e I Secolo a.C., diffusasi in ambiente romano nei primi due secoli dopo Cristo, mantiene con il pitagorismo antico un legame più religioso che dottrinale. Per certi aspetti costituisce una vera chiesa, legata all’idea della trasmigrazione delle anime, dell’incarnazione come punizione per un peccato e alla pratiche magiche di liberazione e salvezza. In questo quadro, l’esercizio della filosofia è concepito in funzione della purificazione dell’anima dai suoi peccati, che le consenta l’uscita dalle reincarnazioni e il ritorno presso la divinità: La maggior figura del neopitagorismo è Apollonio di Tiana (I sec. d.C.), addirittura glorificato per i suoi miracoli, frutto di sovrumana sapienza. La filosofia neopitagorica deriva da una sintesi tra i motivi religiosi dell’ebraismo, delle religioni indiane e persiane, con alcuni temi dell’antico pitagorismo e platonismo.
Principi del mondo neopitagorico
Il mondo è retto da due principi, la forma e la materia, cioè il male e il bene, che a loro volta derivano da un principio supremo, l’Uno divino. Il Dio supremo si avvale per la Creazione di un demiurgo che impone forma alla materia e quindi impone il bene al male. Ma il male non può essere sradicato dal mondo per la sua intrinseca connessione con la materia. Può essere vinto solo attraverso una duplice fuga dal mondo: mediante la sapienza, che giunge a Dio attraverso lo studio delle matematiche (il numero è infatti associato da Pitagora alla divinità e ne prepara la conoscenza), e attraverso la purificazione dell’anima, che la fa sottrarre al cicli delle incarnazioni e quindi, dopo la morte, le permette di vivere come puro spirito.
Il pessimismo gnostico
Il tema della presenza del male nel mondo è esasperato dagli gnostici, una setta diffusa prima del Cristianesimo, che trae il suo nome dalla vera conoscenza (gnosi), di cui si proclama depositaria. Il mondo è schiavitù, oppressione, vizio e disperazione. Il mondo dunque è il regno del male e non la realizzazione della provvidenza divina. Dio non può aver creato un mondo del genere, deve essere opera di un principio maligno, ribelle alla divinità che si realizza nella materia e attraverso i suoi demoni. L’uomo non può che difendersi con riti e culti salvifici. La salvezza viene dall’ascesi mistica e dal rifiuto del mondo e del corpo. Questo estremo pessimismo dello gnosticismo nasce dall’intreccio e dalla esasperazione di alcuni temi platonici con il nascente cristianesimo.
Influenza sul Cristianesimo
Il loro influsso sul Cristianesimo fu infatti molto forte nel II sec. d.C., quando l’aggravarsi delle persecuzioni portò i Cristiani a considerare come malvagi il mondo, la società e lo stato e ad interpretare la propria fede come una fuga verso Dio e un rifiuto del mondo. In questo clima nacque il Vangelo dello gnostico Marcione, in cui si negava che il Dio buono, annunciato da Gesù e da Paolo, coincidesse con la divinità punitiva del Vecchio Testamento. Il vangelo di Marcione fu condannato dalla Chiesa, ma la sua predicazione fu portata avanti nel III secolo da Mani, da cui nascerà l’eresia del Manicheismo.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra la setta neopitagorica e il pitagorismo antico?
- Chi è la figura principale del neopitagorismo e quali sono le sue caratteristiche?
- Quali sono i principi fondamentali del mondo neopitagorico?
- Come si differenzia il pessimismo gnostico dalla visione neopitagorica?
- In che modo il neopitagorismo ha influenzato il Cristianesimo?
La setta neopitagorica mantiene un legame più religioso che dottrinale con il pitagorismo antico, enfatizzando la trasmigrazione delle anime e pratiche magiche di liberazione e salvezza.
La figura principale del neopitagorismo è Apollonio di Tiana, glorificato per i suoi miracoli e la sua sovrumana sapienza, rappresentando l'ideale di purificazione dell'anima.
Il mondo neopitagorico è retto da due principi, la forma e la materia, che derivano dall'Uno divino, con il male intrinsecamente connesso alla materia e superabile attraverso la sapienza e la purificazione dell'anima.
Il pessimismo gnostico esaspera la presenza del male nel mondo, considerandolo un regno di schiavitù e disperazione, mentre il neopitagorismo cerca la salvezza attraverso la purificazione e la conoscenza.
L'influsso del neopitagorismo sul Cristianesimo è stato forte, specialmente nel II secolo d.C., portando i Cristiani a vedere il mondo come malvagio e a interpretare la loro fede come una fuga verso Dio, come evidenziato nel Vangelo di Marcione.