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Concetti Chiave

  • Habermas contesta l'idea sincronica delle radici etiche, sostenendo che il cambiamento debba essere considerato in una prospettiva diacronica e progressiva.
  • Il concetto di "ipermorale" di Gehlen evidenzia l'eccesso di richieste morali che portano a uno stato di ipertrofia morale, non adatto a contesti globali.
  • Habermas propone una trasformazione storica delle quattro radici dell'etica, che si evolve attraverso stadi come la morale famigliare, di clan e dello Stato.
  • La critica di Habermas all'errore di Gehlen riguarda l'interpretazione della "pseudo-speciazione", che non dovrebbe estendersi all'etica dello Stato.
  • Gehlen sovrappone concetti di pseudo-speciazione e nazionalismo, mentre Habermas sostiene che tale nozione si applica solo a famiglie e clan.

Critica all'ipermorale di Gehlen

Habermas si oppone all’idea sincronica delle quattro radici dell’etica come costante antropologica elementare, in cui l’unico cambiamento reale possibile è degenerativo (unilateralità di una radice). Nel concetto di “ipermorale” sono per Gehlen contenuti due aspetti: come già notato, tutti i casi in cui una delle quattro radici prevale; in relazione al caso specifico dell’unilateralità dell’umanitarismo, l’eccesso di richieste che vengono poste al nostro “organo morale” (coscienza morale). Cioè un momento di ipertrofia morale, uno sforzo morale continuo per eventi sì reali ma trasformati in un qualcosa di privo di dimensione. Il sentimento morale sarebbe adeguato a piccoli gruppi di persone, ma la pretesa intellettuale di suscitare reazioni etiche in senso globale è un qualcosa di completamente innaturale. Vi si lega, come fenomeno reattivo, il degenerato eudemonismo della contemporaneità, la chiusura nel privato e nelle propria realizzazione personale, fino a trascurare anche le istituzioni naturali: l’umanitarismo ci chiede troppo.

Visione diacronica di Habermas

Habermas ritorna dunque a una visione diacronica e progressiva, di stampo illuminista. Lo fa partendo dall’ontogenesi della coscienza morale, per tornare a una prospettiva evolutiva non anatomica ma storica. Le quattro radici subiscono trasformazione filogenetica in tappe della vita morale, del tutto lecite e non degenerate, trasformazione storica che non viola alcun paradigma naturale. Il primo stadio è la morale famigliare, che poi diventa di clan, per essere infine morale dello Stato. L’allargamento della morale non è uno sforzo di una struttura naturalmente diversa, ma semplicemente trasformazione storica.

Errore di Gehlen sulla pseudo-speciazione

Gehlen aveva differenziato i valori corrispondenti alle diverse morali (valori interni della famiglia, valori dello Stato rivolti verso l’esterno), ma Habermas afferma che anche nelle etiche famigliari e di clan è presente forte aggressività rivolta verso l’esterno, dato necessario se la si interpreta in senso storico-progressivo. L’errore di Gehlen è di utilizzare in maniera contraddittoria la categoria della “pseudo-speciazione”: i gruppi umani (specialmente premoderni) tendono a considerarsi come specie biologica a parte, umanità per eccellenza, e ciò li porta a svalutare gli altri gruppi umani, fino a considerarli non-uomini. Con effetti che sul piano antropologico portano quasi ad un’effettiva speciazione biologica. Habermas afferma che tale concetto viene applicato dagli antropologi a famiglia e clan, mentre Gehlen lo estende impropriamente anche all’etica dello Stato, equiparando concettualmente la pseudo-speciazione al nazionalismo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la critica principale di Habermas all'ipermorale di Gehlen?
  2. Habermas critica l'ipermorale di Gehlen per la sua visione sincronica delle radici dell'etica, sostenendo che l'eccesso di richieste morali è innaturale e inadeguato per una reazione etica globale, come evidenziato nel concetto di ipertrofia morale.

  3. Come si differenzia la visione di Habermas da quella di Gehlen riguardo all'evoluzione della coscienza morale?
  4. Habermas propone una visione diacronica e progressiva dell'evoluzione della coscienza morale, evidenziando che le quattro radici subiscono trasformazioni storiche legittime, mentre Gehlen si concentra su una visione statica e degenerativa.

  5. Qual è l'errore di Gehlen riguardo alla pseudo-speciazione secondo Habermas?
  6. Habermas critica Gehlen per aver esteso impropriamente il concetto di pseudo-speciazione all'etica dello Stato, ignorando che anche le etiche familiari e di clan contengono aggressività verso l'esterno, contraddicendo la sua distinzione tra valori interni ed esterni.

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