Concetti Chiave
- Habermas accetta parzialmente la visione di Gehlen sulle sub-culture, riconoscendo il loro potenziale di critica alle istituzioni tradizionali.
- La sub-cultura è vista da Habermas come una forma di movimento emergente, che, pur non volendo essere tale, è parte di un più ampio contesto di protesta sociale.
- Habermas considera le forme di controcultura come un pericolo, poiché possono portare a cambiamenti sociali irrazionali e autodistruttivi, anziché a una vera emancipazione.
- Gehlen ignora il rischio rappresentato dall'irrazionalismo delle nuove culture, che non seguono le procedure del discorso razionale.
- Habermas suggerisce che nuove istituzioni potrebbero sorgere in risposta a crisi future, sfidando la visione di Gehlen che idealizza le istituzioni tradizionali.
Critica di Habermas a Gehlen
Curiosamente, Habermas conclude la critica a Gehlen “acconsentendo” in un certo senso alla sua visione, per quanto riguarda la questione delle nuove forme “sub-culturali” (controcultura), che non possono che essere condannate, sempre nell’ambito della moderna volontà di lavorare direttamente su se stessi saltando la mediazione istituzionale (soggettivismo).
Sub-cultura e istituzioni nascenti
“Sub-cultura” va qui inteso in due sensi: forma interna alla cultura dominante, oppure forma degradata e inferiore di cultura. Si tratta però di movimenti che Gehlen ha del tutto trascurato, concentrandosi sulle istanze studentesche, che cercavano invece di modificare direttamente le istituzioni. Habermas interpreta tale sub-cultura donandole la dignità di “istituzioni nascenti”, movimenti che tali non volevano certamente essere, inquadrandoli in un più generalizzato movimento di protesta, con maggiore o minore autoconsapevolezza.
Pericolo della controcultura
Qui si ha il punto di convergenza: Habermas vede nelle forme di controcultura un pericolo, in quanto stanno concretamente modificando la società in maniera irrazionale e autodistruttiva, non in un’autentica emancipazione. Sono fenomeni che svalutano il principio del ragionevole discorso, paradossalmente portato avanti in forme che sembrano voler fluidificare le norme in una comunicazione incessante, abbattimento delle barriere comunicative tra le coscienze (inteso solitamente in senso mistico), in un nuovo stato di natura a-normato (soprattutto in termini sessuali). Sono per Habermas esperimenti vani che non hanno il risultato di modificare l’etica comunicativa ufficiale, non hanno conseguenze sul potere, ma si chiudono spoliticizzate in “contro-mondi sub-culturali”.
Gehlen e il pericolo dell'irrazionalismo
Gehlen, talmente preoccupato per la scomparsa delle istituzioni tradizionali e nel non voler accettare la possibilità di nuove forme istituzionali nella modernità, non si accorge che il vero pericolo sta nell’irrazionalismo delle nuove culture, che non accettano le modalità procedurali del discorso. Le istituzioni, nella storia, sono nate ogni qual volta un gruppo umano si è trovato ad affrontare una situazione di crisi, in modo anche confuso, fatti nuovi e sconvolgenti, a cui si è risposto con l’istinto di dover fare qualcosa, con il risultato di giunge alla stabilizzazione di prassi condivise che soddisfino questa necessità. Quindi perché ora non potrebbe più essere possibile, siamo del tutto sicuri che ciò non possa accadere anche in futuro, di fronte a nuove scosse emotive che potrebbero sconvolgere l’umanità e portare, in modalità completamente diverse (tramite linguaggio, con coscienza storica e consapevolezza), alla nascita di nuove istituzioni? In Gehlen, è dominante la visione del peso dei millenni che hanno caricato di sacralità le istituzioni, venerate per se stesse, con un utile effetto secondario di stabilizzazione individuale.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Habermas riguardo alle sub-culture e alla loro influenza sulla società?
- Come interpreta Habermas le istanze studentesche rispetto a Gehlen?
- Qual è il rischio principale che Habermas vede nell'irrazionalismo delle nuove culture?
- In che modo Gehlen percepisce il cambiamento delle istituzioni nella modernità?
Habermas riconosce la presenza di sub-culture come forme di protesta, ma le considera pericolose poiché modificano la società in modo irrazionale e autodistruttivo, senza portare a una vera emancipazione.
Habermas attribuisce dignità alle istanze studentesche, considerandole "istituzioni nascenti" che cercano di modificare le istituzioni esistenti, mentre Gehlen si concentra solo sulle loro manifestazioni superficiali.
Habermas avverte che l'irrazionalismo delle nuove culture minaccia il principio del ragionevole discorso e porta a una spoliticizzazione, chiudendo i movimenti in "contro-mondi sub-culturali" senza impatto reale sul potere.
Gehlen è preoccupato per la scomparsa delle istituzioni tradizionali e rifiuta l'idea di nuove forme istituzionali, ignorando che le istituzioni storicamente nascono in risposta a crisi e necessità collettive.