Concetti Chiave
- L'antropologia filosofica di Gehlen mira a fornire un quadro unitario dell'uomo, evidenziando la sua collocazione speciale nel regno animale e nella natura, senza trascurare la sua animalità.
- Le influenze filosofiche su Gehlen includono Schopenhauer e Nietzsche, che contribuiscono alla sua concezione del radicamento dello spirito nella vita biologica, e l'idealismo tedesco, che sottolinea i gradi d'essere.
- Nei suoi scritti principali, Gehlen sviluppa una fenomenologia dello spirito umano che esplora l'insufficienza ontologica della rappresentazione, legandola alle pulsioni e all'azione pratica.
- L'azione pratica è vista come la via per l'autorealizzazione dello spirito, con l'uomo che si identifica con lo scopo della sua volontà attraverso l'agire.
- In "L’idealismo e il presente", Gehlen propone una visione dinamica della natura come un campo di forze di crescita, influenzando la sua antropologia elementare successiva.
L'antropologia filosofica di Gehlen
L’ambito disciplinare in cui Gehlen ha dato maggiori risultati è l’antropologia filosofica, una corrente di pensiero e atteggiamento d’indagine, che mira a delineare un quadro unitario dell’uomo, evitando sia le scissioni del pensiero filosofico classico, sia la frammentazione teorica che caratterizza le scienze dell’uomo. L’intendo di fondo è di mettere in risalto la collocazione speciale (Sonderstellung) dell’uomo nel regno animale e nella natura tutta, in modo da poter ricondurre ad essa non solo la sua unità di organismo vivente ma anche le sue facoltà superiori, dal linguaggio all’arte. Non si trascura però di ribadire la naturalità e l’animalità dell’uomo stesso, escludendo la presenza di componenti metafisiche, sovrannaturali o comunque non riconducibili al peculiare rapporto che intercorre tra l’uomo e l’ambiente, il mondo.
Influenze filosofiche e scritti principali
Gli scritti che precedono la “svolta antropologica” risentono degli influssi di Schopenhauer, Nietzsche, e dell’idealismo tedesco di Fichte, Schelling e Hegel. Dai primi Gehlen trae la concezione del profondo radicamento nella pulsioni e nella vita biologica dello spirito e della coscienza, mentre dall’idealismo gli viene la convinzione che la struttura fondamentale dello spirito e della realtà sia articolata in gradi d’essere (Seinsgrade) differenziati per pienezza ed effettività.
La fenomenologia dello spirito umano
I due scritti principali al riguardo sono Spirito reale ed irreale (1931) e Teoria della libera volontà (1933). Si sviluppa una fenomenologia dello spirito umano che mira a delineare i gradi di realtà ontologica e di capacità d’azione nelle diverse espressioni dello spirito stesso. L’idea centrale è di un’insufficienza ontologica della rappresentazione (Vorstellung): essa non può sussistere senza le forze pulsionali che stanno dietro ad essa e tende spontaneamente ad un più alto grado di realtà e mette così in moto un processo di superamento e compimento di sé. La realizzazione delle forme dello spirito non può avvenire se esse non escono dal piano esclusivamente teoretico e non si pongono in una relazione pratica con l’Altro, il polo negativo che si oppone al processo di realizzazione dello spirito ma proprio in questa opposizione lo porta a compimento. Il primato dell’azione pratica (Handlung) come unica via verso l’effettiva autorealizzazione dello spirito pone lo stato di maggiore realtà effettuale (Wirklichkeit) delle spirito nella libera volontà. Essa è concessa solo all’uomo, solo nell’azione. È nell’agire pratico che l’uomo si “identifica completamente con lo scopo della sua volontà” e riesce ad uscire dalla empasse costituita dal constante presentarsi alla coscienza di desideri e rappresentazioni, ognuno in cerca di realizzazione. La realizzazione dell’essere non può quindi che essere indiretta: la libertà si trova non nei movimenti interni all’essere o allo spirito, ma in un rapporto che passa per l’azione e per l’oggetto dell’azione e torni poi allo spirito. La natura indiretta dell’essere (Indirektheit des Seins) e l’identità indiretta (indirekte Identität) dello spirito con se stesso trovano piena attuazione solo nell’azione.
L'idealismo e la natura dinamica
In L’idealismo e il presente (1938) il contributo essenziale dell’idealismo viene visto nella concezione della natura come “campo di forze di crescita e formazione, di energie cariche di senso e in grado di esprimere questo loro senso”. La visione dinamica della natura sarà lo sfondo a partire dal quale negli anni successivi Gehlen elaborerà quell’antropologia elementare che rappresenta il suo principale contributo alla filosofia. L’uomo, essere mosso da pulsioni particolari e destinato all’azione, è per Gehlen uno degli autonomi progetti di crescita e sviluppo portati avanti dalla natura, quel progetto che può “esprimere il suo senso”, come avviene nella sfera tipicamente umana della cultura.
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale dell'antropologia filosofica di Gehlen?
- Quali influenze filosofiche hanno plasmato il pensiero di Gehlen?
- Qual è il concetto centrale nella fenomenologia dello spirito umano di Gehlen?
- Come Gehlen descrive la libertà dell'uomo nell'azione?
- Qual è il contributo dell'idealismo alla visione di Gehlen sulla natura?
L'obiettivo principale è delineare un quadro unitario dell'uomo, evidenziando la sua collocazione speciale nel regno animale e nella natura, senza trascurare la sua animalità e naturalità (testo).
Gehlen è influenzato da Schopenhauer, Nietzsche e dall'idealismo tedesco, da cui trae la concezione del radicamento dello spirito nella vita biologica e l'idea di gradi d'essere differenziati (testo).
Il concetto centrale è l'insufficienza ontologica della rappresentazione, che richiede forze pulsionali per realizzarsi, e il primato dell'azione pratica come via verso l'autorealizzazione dello spirito (testo).
La libertà si manifesta nell'agire pratico, dove l'uomo si identifica con lo scopo della sua volontà, superando l'impasse dei desideri e delle rappresentazioni (testo).
L'idealismo contribuisce a vedere la natura come un "campo di forze di crescita e formazione", da cui Gehlen sviluppa la sua antropologia elementare, evidenziando l'uomo come progetto autonomo di crescita (testo).