Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Socrate riconosce la sua sapienza nell'ammettere la propria ignoranza, considerandola il punto di partenza per una ricerca filosofica autentica.
  • I saperi diffusi nella città sono spesso illusori o limitati, come quelli dei politici, poeti e artigiani, che non affrontano la vera essenza dell'anima umana.
  • Il verdetto dell'oracolo conferma che Socrate è il più sapiente, poiché rifiuta i falsi saperi per intraprendere un'indagine autentica.
  • Il sapere di non sapere diventa il presupposto fondamentale per una ricerca razionale del comportamento morale.
  • La consapevolezza della propria ignoranza distingue Socrate dagli altri, che credono di sapere ma non comprendono le verità profonde.

La sapienza di Socrate

Al termine dell'indagine Socrate si trova dunque costretto a riconoscere la validità del verdetto divino: egli è davvero il più sapiente degli uomini, ma la sua sapienza consiste essenzialmente nell’ammettere la propria ignoranza, ossia nel “sapere di non sapere”, inteso come punto di partenza di ogni indagine che voglia professarsi autenticamente filosofica. Socrate è ignorante esattamente come lo sono coloro che si proclamano sapienti; la sua sapienza dipende dalla consapevolezza della propria ignoranza. Il risultato della lunga indagine socratica è dunque negativo: i saperi diffusi nella città o non sono per niente saperi (come i presunti saperi dei politici), o sono conoscenze limitate e immediate, prive di consapevolezza (come quelli dei poeti), oppure sono ristretti a un ambito tecnico e non riguardano ciò che l’uomo ha di più proprio, ossia la sua anima (come nel caso degli artigiani).

Il verdetto dell'oracolo

Giunto al termine della sua ricerca, Socrate accetta il verdetto dell’oracolo e lo fa proprio, rinunciando ad acquisire tutti quei falsi saperi, e determinando con questa scelta consapevole il punto di partenza della sua ricerca autentica.

Il sapere di non sapere socratico si configura, dunque, come il presupposto (libero da presupposti) di qualsiasi indagine il cui scopo sia quello di fondare in modo del tutto razionale un comportamento morale, scelta o decisione che sia.

• i politici credono di sapere, ma ignorano ciò che è bello e buono = sapere puramente apparente

• i poeti scrivono in virtù di qualche dote naturale e dell'ispirazione = sapere irriflesso, non consapevole

• gli artigiani possiedono un qualche sapere tecnico = sapere circoscritto a un ambito limitato

nessuno è più sapiente di Socrate ( Oracolo), perché sa di non sapere

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica della sapienza di Socrate?
  2. La sapienza di Socrate consiste nell'ammettere la propria ignoranza, ovvero nel "sapere di non sapere", che rappresenta il punto di partenza per ogni indagine filosofica autentica.

  3. Come si differenziano i vari tipi di sapere secondo Socrate?
  4. Socrate distingue tra sapere apparente dei politici, sapere irriflesso dei poeti e sapere tecnico degli artigiani, evidenziando che nessuno di questi saperi riguarda la vera essenza dell'uomo, ovvero la sua anima.

  5. Qual è il significato del verdetto dell'oracolo per Socrate?
  6. Il verdetto dell'oracolo riconosce Socrate come il più sapiente degli uomini, poiché egli accetta la sua ignoranza e rinuncia ai falsi saperi, avviando così una ricerca autentica e razionale del comportamento morale.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community