Concetti Chiave

  • Aristotele, nato a Stagira nel 384 a.C., fonda il Liceo ad Atene e diventa precettore di Alessandro Magno, differenziandosi da Socrate e Platone.
  • Per Aristotele, la verità si trova nell'esperienza sensibile e concreta, rifiutando l'idea platonica di modelli astratti senza esistenza autonoma.
  • Il metodo aristotelico si basa sull'affidabilità dei sensi e delle opinioni, richiedendo un'analisi critica delle apparenze per superare le aporie e giungere a conoscenze solide.
  • Le opere di Aristotele si dividono in essoteriche, destinate al pubblico, e esoteriche, utilizzate come appunti per l'insegnamento nelle sue lezioni.
  • Aristotele classifica le scienze in tre categorie: teoretiche, pratiche e produttive, ognuna con scopi e metodi distintivi nel perseguire la conoscenza e guidare l'azione umana.

Indice

  1. La vita di Aristotele
  2. La ricerca della verità
  3. Il metodo di Aristotele
  4. Le opere di Aristotele
  5. Il contributo di Andronico di Rodi
  6. Le scienze teoretiche
  7. Le scienze pratiche
  8. Le scienze produttive

La vita di Aristotele

Aristotele nasce a Stagira nel 384 a.C. si trasferisce ad Atene dove fonderà il Liceo. Sarà precettore di Alessandro Magno.
Socrate aveva svalutato i fenomeni naturali a favore dell’interiorità, Platone aveva detto che ciò che si presenta ai nostri occhi, alla nostra esperienza è solo Apparenza, e la verità risiede nel mondo delle Idee.

Aristotele punta invece la sua attenzione proprio su ciò che appare : c’è una verità in ciò che si presenta ai nostri sensi. È molto più disposto a cercare la verità nell’esperienza di quello che ci circonda anziché in un regno di idee immutabili.

La ricerca della verità

Per Aristotele le idee, intese platonicamente come modelli astratti che presiedono al mondo concreto, non hanno esistenza a sé stante; ad esistere sono innanzitutto gli individui, collocati in uno spazio e in un tempo determinati. per lui il mondo che ci circonda non è più la caverna platonica, luogo dell’errore da cui il filosofo deve uscire ma lo spazio del sapere , della verità che il filosofo deve predisporsi a studiare.

Il metodo di Aristotele

Per Aristotele i nostri sensi e le nostre capacità cognitive sono in linea di massima affidabili, ci mettono in contatto diretto con i vari aspetti della realtà. Gli esseri umani sono per natura inclini alla verità; il filosofo deve innanzitutto rivolgersi alle apparenze, ossia le cose che si possono vedere e toccare, sentire e alle opinioni soprattutto quelle più accreditate e autorevoli che la nostra cultura ha selezionato, depositandole nel linguaggio, nei testi scritti e nelle pratiche di insegnamento e di ricerca.

Il sapere che si ricava dalle opinioni però non sempre risulta chiaro e coerente, anzi sorgono spesso delle aporie cioè aspetti contraddittori dubbi, conflitti, che il filosofo è tenuto ad affrontare.

Apparenze ed opinioni sono il punto di partenza di una ricerca, per conoscere davvero una realtà non basta osservarla o apprendere le opinioni di chi ci ha preceduto. Il filosofo deve approfondire riflettere su ciò che osserva e sulle opinioni che apprende in modo da individuare le aporie e provare ad affrontarle.

Solo così si potrà avanzare in direzione di conoscenze salde e coerenti che si costruiscono come Scienza (Episteme). Nel perseguire quelle ricerche Aristotele si avvale di un metodo di indagine e ragionamento, La logica (organon).

Le opere di Aristotele

Le opere di Aristotele sono distinte in due grandi gruppi:

  • Opere essoteriche (exo- esterno, fuori): destinate alla fruizione del pubblico, aventi carattere dialogico e presentano anche dei miti. Queste opere Aristotele le scrive nel contesto dell’accademia Platonica, ebbero larghissima diffusione nell’antichità ma dopo la chiusura dell’Accademia andarono perduti e ne restano solo frammenti.
  • Opere esoteriche o acromatiche: destinati all’ascolto, questi erano una sorta di sussidi per l’insegnamento, appunti che Aristotele utilizzava nelle sue lezioni.

Il contributo di Andronico di Rodi

Il ritrovamento delle opere esoteriche secondo la tradizione si deve ad Andronico di Rodi che le organizzò nella forma a noi nota. Egli ordina i testi per tema, riunendoli in volumi a cui attribuisce un titolo. Nel raggruppare e ordinare gli scritti aristotelici, Andronico non procedette in maniera arbitraria ma seguì l’organizzazione enciclopedica del sapere cui Aristotele stesso si richiamava spesso.

In base a questa organizzazione le scienze si dividono in:

    Le scienze teoretiche

    Scienze teoretiche: perseguono una conoscenza fine a se stessa, cioè disinteressata, il sapere per il sapere. La caratteristica delle scienze teoretiche èl’inutilità, cioè non producono alcun beneficio materiale immediato e diretto. Il metodo delle scienze teoretiche è la dimostrazione, il teorico cerca la relazione tra il fenomeno e la sua causa. In quest prima categoria di discipline troviamo:

    • Fisica
    • Matematica
    • Metafisica: la più importante delle scienze. Aristotele darà quattro definizioni della Filosofia prima

    Le scienze pratiche

    Scienze pratiche: hanno come ambito di studio l’azione umana, il loro scopo è valutare e guidare il comportamento umano sia a livello individuale sia collettivo. Sono scienze normative, cioè indicano le norme in base alle quali orientare e guidare l’agire umano. Qui troviamo:

  1. Etica: regola il comportamento individuale
  2. Politica: regola il comportamento collettivo

Le scienze produttive

Scienze produttive o poietiche: sono infinite attività produttive. La loro funzione è concreta legata alle azioni, il loro scopo è la produzione di ciò che la natura non offre, qualcosa di esterno alla persona, oppure la trasformazione di un oggetto. Queste scienze sono mezzi per ottenere scopi ulteriori. In queste categorie di discipline troviamo:

  • Tecniche: scienze della costruzione, architettura, farmacologia, medicina, agricoltura.
  • Arti: la poetica, la pittura, la scultura, in quanto anche esse producono qualcosa di concreto.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'approccio di Aristotele rispetto alla verità rispetto ai suoi predecessori?
  2. Aristotele si concentra sulla verità presente nelle esperienze sensoriali, contrariamente a Socrate e Platone, che privilegiavano l'interiorità e le idee astratte. Per lui, la verità è rintracciabile nel mondo concreto che ci circonda.

  3. Come definisce Aristotele il metodo di indagine filosofica?
  4. Aristotele ritiene che i sensi e le capacità cognitive siano affidabili e che il filosofo debba partire dalle apparenze e dalle opinioni per affrontare le aporie e giungere a conoscenze coerenti, utilizzando la logica come strumento di indagine.

  5. Qual è la distinzione tra le opere essoteriche ed esoteriche di Aristotele?
  6. Le opere essoteriche sono destinate al pubblico e presentano un carattere dialogico, mentre le opere esoteriche sono appunti per l'insegnamento, utilizzati nelle lezioni di Aristotele e non destinate alla pubblicazione.

  7. Chi è Andronico di Rodi e quale contributo ha dato alla diffusione delle opere di Aristotele?
  8. Andronico di Rodi ha organizzato e ordinato le opere esoteriche di Aristotele, seguendo un criterio enciclopedico, permettendo così la loro conservazione e diffusione nel tempo.

  9. Come si suddividono le scienze secondo Aristotele e quali sono le loro caratteristiche principali?
  10. Aristotele suddivide le scienze in teoretiche, pratiche e produttive. Le scienze teoretiche cercano una conoscenza disinteressata, le pratiche guidano il comportamento umano, e le produttive si concentrano sulla creazione e trasformazione di oggetti.

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